
Anna Laura Scuderi, 41 anni, dal carcere di Sollicciano, dove è rinchiusa per maltrattamento di minori dopo lo scandalo scoppiato all’asilo privato “Cip e Ciop” di Pistoia, chiede perdono alle piccole vittime, ai genitori e alla collettività.
Dice di essere malata e di aver bisogno di cure. Lo hanno comunicato i suoi legali, Stefano Panconesi e Alessandro Mencarelli, che hanno annunciato l’intenzione di nominare “in tempi brevi un consulente tecnico, uno specialista psichiatrico, che metta Laura Scuderi in condizioni di aiutarla a capire e a far capire quello che è successo“.
L’avvocato Mencarelli ha aggiunto:
Sono stato a trovare la maestra Scuderi a Sollicciano. La situazione è oggettivamente difficile: ma lei se ne è resa consapevole ed è pronta ad affrontarla. Si tratta di affrontare la vicenda facendo sì che questa ferita possa essere sanata per tutti, per la mia assistita, per l’altra maestra, per i bambini e lo loro famiglie.
Panconesi, invece, chiede il silenzio:
È stato giusto far emergere questa storia, ma abbiamo adesso bisogno di silenzio. Abbiamo fiducia nella capacità di tutela delle istituzioni, confidiamo che nulla possa succedere. Ci chiediamo come può un avvocato sostenere la difesa di cose così emozionalmente forti. Ma siamo convinti, così come dice il diritto, che solo con la voce dell’incolpato il giudice può emettere un giudizio equilibrato. Siamo consapevoli che solo con la voce di chi ha compiuto il delitto ci possa essere una sentenza giusta, una condanna giusta che Laura espierà, una pena che Laura vuole scontare.
Nel frattempo gli utenti del web continuano a mobilitarsi, utilizzando Facebook come luogo di discussione: il gruppo “Vogliamo l’ERGASTOLO per Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce” è arrivato a quasi 6200 iscritti e nell’area discussioni si leggono pareri di ogni genere.
conoscendo come vanno le cose in Italia, purtroppo mi sa tanto che si faranno qualche mese in carcere,p oi tra processi appelli ecc finirà che scriveranno un libro ed andranno a porta a porta,matrix o a fare il trenino a buona domenica…
C’è poi chi propone di estradarle, chi di metterle ai lavori forzati e chi ancora invoca la pena di morte. Su una cosa, però, sono tutti d’accordo: non facciamone un altro caso di domiciliari affrettati all’italiana. Non lasciamo soli i genitori, e non lasciamo alternative alla giustizia.
Via | Corriere Fiorentino
deebee
08 dic 2009 - 16:17 - #1Sapevamo già che avrebbero chiesto la perizia psichiatrica. Personalmente sono altrettanto convinto che darà un riscontro patologico positivo ma quello che non sono disposto a credere è che si possa giustificare la totale mancanza di perizia nell’affrontare una professione che non è “gestire un’attività” ma “educare”. E’ vero che sui giornali ha risalto il fatto che volesse chiudere uno degli asili perché in difficoltà psicologiche, ma non si può non considerare che Anna Laura Scuderi all’interno del suo asilo aveva mansione di maestra. Proprio per questo è inammissibile che una perizia giunga ora, anzi rappresenta una vera sfida alla pazienza dei genitori perché ancora più clamorosamente prodromica all’ottenimento di “sconti” sulla pena. La necessità di sottoporre l’imputata a cure era ragionevolmente evidente anche in un momento precedente l’accertamento della situazione ed il fatto che essa stessa chieda scusa ai genitori dimostra una coscienza che legalmente parlando è controproducente perché in stridente contraddizione con l’unica cosa che la perizia potrebbe dimostrare a suo favore ovvero la totale incapacità di intendere e volere. Dico “l’unica” perché trovo paradossale considerare scomputabile una condotta violenta consapevole anche se viziata da una patologia (ma che non obnubili completamente la volontà e l’intenzione) nei confronti di una donna che doveva avere al vertice delle sue premure la tutela degli infanti e che invece una volta di più dimostra di non averne rispetto anzi, la strumentalizza.
Tuttavia i processi sotto la luce dei riflettori e delle telecamere, spesso terminano con “pene esemplari” proprio per non deludere le aspettative di un popolo aguzzino. E’ giustificabile avere timore che la giustizia non adempia ai suoi scopi ma ricordiamo che 61 anni fa entrò in vigore la Costituzione e questa a chiare lettere pone parimenti al vertice degli scopi della pena principi diversi uno dei quali è la rieducazione del reo.
ti asfalto infame
08 dic 2009 - 17:55 - #2deebee, probabilmente non hai figli nè nipoti, ma ti riconosco una buona capacità di girare le cose.
rocco angelo
08 dic 2009 - 18:03 - #3debee non ho capito un emerito membro di quello che hai scritto…..cmq la maestra andrebbe effettivamente perdonata e solo successivamente giustiziata………un pensiero anche ai genitori…. mi fanno ridere ………si accorgono adesso dopo la messa in onda del video cosa stavano passando quelle creature….debbo dire che un calcio nel sedere lo meritano senz’altro anche loro…… calcio “prodromico” ad una riflessione generale sull’impegno che richiede “essere “genitore
saluti
deebee
08 dic 2009 - 18:07 - #4Si è vero, non ho figli né nipoti. Sinceramente visto il tenore del tuo commento credo tu non abbia capito da che parte io stia.
deebee
08 dic 2009 - 18:40 - #5Chiarisco il mio punto di vista per evitare fraintendimenti. Anna Laura Scuderi ed il suo legale hanno manifestamente adottato la strategia difensiva della perizia psicologica per l’ottenimento di benefici. Se lo aspettavano tutti perché anche dai video quello che è emerso è una donna che presenta gravi disturbi psichici ed anche perché è una strategia che lascia buoni margini di successo. Quasi tutto può essere psicopatologia e quindi con buona probabilità si otterrà l’accesso. Quello che secondo me è stato travisato è il mio punto di vista sulla perizia. E’ sintomo di malafede accertare disturbi psichici in questa fase. Nel ruolo di educatrice la stabilità mentale è un requisito fondamentale per il suo esercizio pertanto se davvero l’imputata è in grado di riconoscere di aver effettivamente “sbagliato” (e lo ha fatto chiedendo scusa ai genitori, a mio avviso ingenuamente visto che sarebbe a lei conveniente dimostrare la sua totale incapacità) significa che in qualche modo è cosciente di quello che ha fatto e che quindi vada considerata con più rigidità la sua posizione. Evidentemente essa stessa avrebbe dovuto precedentemente provvedere al suo riequilibrio visto che è requisito necessario per il mestiere che svolge. Il dubbio sul suo contesto psichico in questo momento è importante solo per l’ottenimento eventuale dei benefici, non a mio avviso per “giustificare” in qualche modo la condotta e questo è ulteriore motivo di biasimo.
La parte finale del mio discorso invece è un appello accorato a superare quell’odio atavico (che confesso talvolta di provare anch’io), nei confronti di crimini efferati o di particolare disvalore. Il biasimo sociale è giusto e giustificabile ma lo si può mostrare anche non assimilandosi a bestie accomunandosi al biasimato. In altre parole ho fiducia nel fatto che la pena sarà sostanziosa, ma mi sento lontano anni luce da chi sostiene pratiche di tortura o pena di morte. Sinceramente anche l’ergastolo fa sorridere, conoscendo la legge.
Serena Riccardi
08 dic 2009 - 18:41 - #6Ritengo che la perizia psichiatrica su Anna Laura ed Elena avrebbe dovuto essere richiesta prima, nell’interrogatorio di garanzia. Gli avvocati difensori (uomini, faccio notare…) non si sono impegnati minimamente per far valere i diritti delle loro assistite, che a tutt’oggi rimangono in carcere, costrette a subire un’ondata di odio su tutti i fronti.
Ondata di odio che proviene dalla cultura maschilista che bolla la donna come una “strega” da mettere al rogo, e che giustifica la violenza sempre e comunque contro le donne, sia quando esse sono vittime (emblematici sono i casi di violenza sessuale emersi in questi tempi) sia quando, come in questo caso, sono presunte carnefici. Ma spesso ci si dimentica che gesti come quelli compiuti dalle due maestre nei confronti dei bambini riflettono un trattamento simile ricevuto durante l’infanzia, da parte di padri violenti e aggressivi che sono rimasti impuniti e che nessuno si sogna di prendere in considerazione, per i motivi già detti.
Adesso, con riferimento alla bambina tirata per i capelli, si dice “povera piccola, ha subito un trauma tremendo”: ma domani, se mai ripeterà simili comportamenti sui suoi figli, la si bollerà come è stato fatto con Anna Laura ed Elena definendola “una strega da mettere al rogo”. Come al solito, disinteressandosi delle cause che hanno condotto a determinati gesti. Condannare, questa è la parola d’ordine; non curare
deebee
08 dic 2009 - 18:55 - #7Serena, sono d’accordo per quanto riguarda la strategia difensiva forse un pò raffazzonata ma non sul punto di vista legato al maschilismo. Ciò che attira il biasimo della gente è il fatto di vedere professioniste pagate (professioniste pagate, faccio notare) per l’educazione dei bambini esercitare violenza su questi. Credo che il tuo discorso sia fallace perché l’esercizio dello ius corrigendi non può considerarsi paritetico fra genitore e maestro. Uno schiaffo di un genitore (sia mamma che papà) è diverso dallo schiaffo di un maestro (uomo o donna che sia). Non è una questione sessista ma sostanziale.
deebee
08 dic 2009 - 19:39 - #8Ho letto meglio il commento di Serena ed in effetti ha degli spunti interessanti. I traumi spesso conducono all’adozione di comportamenti traumatizzanti. Trovo però che sia un ulteriore suffragio per iniziare a punire questi abusi. L’esercizio di violenza, anche se all’interno di uno ius corrigendi rileva come reato. E’ giusto sapere da dove derivi la psicopatologia della donna ed infatti aspetteremo questa perizia proprio per quello. Ripeto che comunque parificare genitore e maestro è un dirottamento della logica. Volendo approfondire potrebbe ipoteticamente accadere che il genitore ritenendosi non adeguato all’educazione del proprio figlio si rivolga (correttamente) ad un asilo e nel frattempo operi per un suo miglioramento. Non è ammissibile non poter far affidamento in professionisti che non solo non siano in grado di educare, ma che addirittura esercitino violenze sui figli altrui.
Serena Riccardi
08 dic 2009 - 19:57 - #9Parificare genitore e maestro non è un dirottamento della logica. Esiste una percezione distorta secondo cui picchiare i bambini sia un metodo educativo e formativo finalizzato a evitare che da grandicelli non siano “viziati”, attaccati ai genitori e incapaci di prendere decisioni autonome e assumersi responsabilità. Proprio per questo motivo si tende a giustificare uno scappellotto dato da un padre, ma non quello dato da un estraneo, visto che il padre è il tutore per antonomasia. In un certo senso gli si attribuisce una sorta di “diritto naturale” a picchiare il figlio. Provate un po’ a chiedervi, su basi razionali e non viziate da pregiudizi, la reale differenza tra uno schiaffo dato da un padre e quello dato da un’altra persona: non ne troverete neanche una.
Ritengo inoltre che sia proprio questa percezione distorta alla base dei comportamenti delle due maestre: loro li ritenevano giusti, formativi e educativi. Ma la percezione, nel loro caso, era così distorta da impedire loro di individuare un ragionevole limite alle loro azioni. Pensavano che intensificando questi comportamenti, il bambino ne avrebbe tratto giovamento. In pratica, si identificavano come madri premurose, e i bambini come loro figli. Ed è proprio questo “eccesso di affetto” ad aver innescato simili gesti. Ma è chiaro che si tratta di una visione distorta, emblematica di una grave patologia che impediva loro di rendersi effettivamente conto di quello che stavano facendo. Se ne sono rese conto SOLO dopo aver visto i filmati che le ritraevano: e a quel punto hanno preso coscienza, si sono pentite. E adesso chiedono perdono. Ma nessuno le ascolta, neanche i loro avvocati. Vanno aiutate, e subito
deebee
08 dic 2009 - 20:34 - #10Fino a 13 anni i bambini apprendono ed è proprio fino a questa soglia che è possibile impartire loro un’educazione che spetta in primis ai genitori e nei momenti in cui questi non siano presenti, agli insegnanti, tutori e curatori. Qualora esistano genitori che, come te (perdonami se mi rivolgo con questa informalità che, se lo chiederai, sono pronto ad abbandonare) non credano nel seguire una via “violenta” nell’educazione del proprio figlio, devono poter contare su un medesimo approccio da parte di un insegnante. Anzi, a fortiori se è vero che impartire un’educazione mediante l’utilizzo di violenza è deplorevole ed inutile, a maggior ragione ne deve essere a conoscenza un soggetto che svolge il mestiere di educatore. Un genitore può sbagliare (e comunque ricordo che non è esentato in tutti i casi da responsabilità penale nell’esercizio dello ius corrigendi ex art. 571 c.p.) mentre un professionista non è giustificabile.
La posizione della Scuderi verrà certamente valutata nell’ottica rieducativa e certamente beneficerà di misure alternative alla detenzione (forse fin da subito considerando il range di pena cui sarà ragionevolmente assoggettata) ma continuo ad essere scettico sullo spessore giustificativo della perizia. Inoltre ritengo che il fatto che si siano rese conto rivedendo i filmati del comportamento violento sia una ulteriore cartina tornasole della adozione di una strategia difensiva volta a far credere che le due imputate fossero totalmente inconsapevoli al momento della commissione della condotta. Eppure di occasioni per valutare in maniera analoga ne avranno avute almeno ogni qualvolta si fossero osservate l’un l’altra.