Pentiti di mafia, camorra, 'ndrangheta: 800 i collaboratori di giustizia in Italia


In questi giorni, complice la stretta attualità, si parla molto di "pentiti", delle loro ricostruzioni, della loro attendibilità. Ma quante sono le persone sottoposte a misure di protezione in Italia? Secondo gli ultimi dati ufficiali, aggiornati al 2007, 3.853; 800 sono i collaboratori di giustizia, 2.763 i loro familiari. Ci sono poi i testimoni, 67, e i loro parenti, 233. I minori sottoposti a misure di tutela sono 1.230.

Degli 800 pentiti ufficiali, 270 sono ex appartenenti alla camorra; seguono quelli di mafia (238), 'ndrangheta (97) e sacra corona unita (83). Le donne sono 36. Secondo il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, si legge sul Secolo XIX , alcune modifiche apportate negli ultimi anni alla legge sui pentiti hanno “disincentivato” le collaborazioni.

In primo luogo la misura che prevede, per i pentiti, l’obbligo di segnalare tutti i loro beni affinché siano sottoposti a sequestro, mentre ai mafiosi "in attività", sottilinea il procuratore, vengono sequestrati solo i beni per i quali non viene dimostrata la provenienza lecita.

Altrettanto negativo secondo Grasso è il limite temporale (180 giorni) entro cui un pentito deve raccontare tutto quello che sa: "serve tempo ai magistrati per riscontrare le dichiarazioni che, spesso, riguardano un lungo periodo di anni."

L’altra critica mossa da molti addetti ai lavori alla legge 45 del 2001, riguarda la distinzione tra conviventi del collaboratore e tutte le altre persone a lui vicine. Per quest’ultime la concessione della protezione viene subordinata all’esistenza di grave ed attuale pericolo. In un ambiente in cui le vendette trasversali non sono certo una rarità.

Foto | Flickr

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