
Gli interrogatori relativi allo scandalo che ha visto coinvolto l’ex Governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo, hanno portato alla luce dettagli che aggraverebbero la posizione di due dei quattro carabinieri arrestati con l’accusa di averlo ricattato per mantenere il silenzio.
Tre transessuali hanno ammesso di esser stati vittime di rapine da parte di due agenti di polizia, gli stessi coinvolti nello scandalo scoppiato qualche giorno fa.
Tutto sarebbe avvenuto nella primavera di quest’anno nei dintorni di via Gradoli a Roma, ma al momento pare che non siano state ancora formulate ulteriori accuse a carico dei due agenti definiti “mele marce” dallo stesso Marrazzo.
Ulteriori approfondimenti al riguardo saranno effettuati nelle prossime ore da parte del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del sostituto Rodolfo Sabelli. Nel frattempo si sta cercando di ricostruire il ricatto ai danni dell’ex governatore, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi, e non è escluso che nei prossimi giorni il numero degli iscritti al registro degli indagati possa salire.
A quanto pare sono stati in molti ad aver visionato l’ormai famoso video dell’irruzione e ad aver ricevuto richieste di denaro per il suo acquisto. Perché non hanno denunciato tutto?
Concludiamo confermandovi che lunedì prossimo verrà deciso se scarcerare o meno i quattro carabinieri arrestati, Luciano Simeone, Carlo Tagliente, Antonio Tamburrino e Nicola Testini, attualmente chiusi nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di violazione di domicilio, concussione, rapina, violazione della legge sugli stupefacenti, ricettazione e omessa denuncia.
Via | Affari Italiani
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