Stefano Cucchi: ecco le ultime foto scattate prima del suo decesso

pubblicato: venerdì 06 novembre 2009 da Daniele Particelli


La procura di Roma, come vi abbiamo anticipato ieri, continua ad approfondire la vicenda della morte di Stefano Cucchi e nella documentazione acquisita nell’ambito dell’inchiesta ci sono anche le ultime foto scattate a Stefano prima del suo decesso.

Le tre immagini, pubblicate oggi da Repubblica, sono foto segnaletiche scattate il 16 ottobre scorso, nemmeno venti ore dopo l’arresto del giovane per possesso di sostanze stupefacenti.

La presenza di lividi appare evidente, soprattutto se confrontate queste immagini con quelle del cadavere del giovane diffuse dalla famiglia qualche giorno fa (potete trovarle qui e qui).

Se tali lividi non erano presenti al momento dell’arresto, come più volte ribadito dai familiari di Stefano, pare evidente che il giovane sia stato picchiato nel lasso di tempo che fa dal suo arrivo in caserma al momento del suo trasferimento al carcere di Regina Coeli.

A confermare tale ipotesi, oltre alla dichiarazioni di un suo compagno di cella, c’è anche un’infermiera del carcere, che ha ammesso quanto segue:

La mattina del 17 ottobre Stefano non riusciva ad alzarsi dal letto per i dolori alla schiena che lo avevano tormentato tutta la notte.

Nel frattempo, in attesa di ulteriori accertamenti sulla vicenda, nelle prossime ore potrebbero partire i primi avvisi di garanzia, tutti firmati dal pm Vincenzo Barba, che sta procedendo su due strade diverse, come vi abbiamo riportato ieri.

Omicidio preterintenzionale nei confronti dei carabinieri autori del presunto pestaggio e omicidio colposo nei confronti dei medici del Pertini che hanno avuto in cura il giovane.

Via | La Repubblica

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Commenti dei lettori

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  • acrive

    06 nov 2009 - 14:16 - #1
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    Agghiacciante. Ma è possibile che qualcuno possa scagliarsi gratuitamente contro questo ragazzo? Ci sono così tanti pazzi in giro? O forse anche lui ha provocato qualcosa..

    Provocazione o no comunque non c’è giustificazione. Come non c’è giustificazione o “sconto” nel reato da lui commesso.

    Alla fine credo che si tratti di sola tragica fatalità. A me non frega nulla che ad esser pestato sia uno spacciatore.

  • red_passion

    06 nov 2009 - 17:18 - #2
    1 punto
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    Tragica fatalità un Kaiser! Tragica fatalità è quando scivoli sbatti la testa e muori, e quando ti cade un fulmine addosso… qui mi pare chiaro che ci siano dei responsabili che devono essere puniti.

  • yu99

    06 nov 2009 - 19:38 - #3
    -1 punto
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    Ho dato un’occhiata, non essendo particolarmente impressionabile, alle foto diffuse su internet del cadavere di Cucchi. Quello che salta agli occhi non sono affatto i lividi, quanto l’evidente stato di denutrizione in cui il ragazzo si trovava. Una persona di 40-38 Kg non la si può definire in ottimo stato di salute, tenendo inoltre conto che faceva(presumibilmente) uso di droghe non è difficile immaginare come il decesso non possa essere considerato un fatto incredibile. Detto ciò non voglio entrare nel merito sulle cause della morte, siano esse naturali oppure dovute percosse, quanto a sottolineare la precaria condizione di salute in cui Cucchi si trovava, indipendente dalla permanenza in cella.

  • Imperast888

    07 nov 2009 - 18:46 - #4
    0 punti
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    Concordo pienamente con yu99, è la prima cosa che ho pensato quando ho visto le foto.
    Non era una persona che era in OTTIMO stato di salute come più volte affermato dalla famiglia…
    Ciò non giustifica le percosse che probabilmente sono state fatali al giovane

  • Klausso

    07 nov 2009 - 19:06 - #5
    0 punti
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    Si sta montando ad arte un caso che non esiste.
    Cucchi non è morto a forza di botte, come invece è accaduto nei casi Rasman, Aldrovandi, Bisanzio, solo per citare i più noti.
    Cucchi è morto di stenti, perché ha deciso di tagliare i rapporti con lo stato (s rigorosamente minuscola) visto che lo stato aveva deciso di sbatterlo in galera in attesa di giudizio per un po’ di fumo, negandogli i domiciliari. Di sicuro lo avranno pure picchiato e umiliato, aumentando il suo giustificato astio verso lo stato.
    La sua è stata una forma di protesta, che io rispetto profondamente.

    Per una volta che i tutori dell’ordine non ammazzano qualcuno, gli va riconosciuto

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