
Continuano ad emergere dettagli sulla morte del 31enne Stefano Cucchi, arrestato a Roma la notte del 15 ottobre per possesso di stupefacenti e deceduto una settimana dopo nel reparto detentivo dell’ospedale Sandro Pertini.
I pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy hanno aperto un fascicolo nel quale di parla di due diverse ipotesi di reato: omicidio preterintenzionale nei confronti dei carabinieri autori del presunto pestaggio e omicidio colposo nei confronti dei medici del Pertini che hanno avuto in cura il giovane.
Nel frattempo i due pm si sono recati nel carcere Regina Coeli di Roma ed hanno ascoltato le testimonianze di alcuni detenuti. Uno di loro ha riferito di aver parlato con Stefano a proposito del pestaggio: “Sono stati gli amici miei a ridurmi così” e con “amici miei” intendeva proprio gli agenti di polizia.
Pare inoltre che Cucchi sia arrivato alla sua cella su una sedia a rotelle contorcendosi per i dolori alla schiena: “Stefano è stato aiutato a sdraiarsi su un fianco e si è lamentato per tutta la notte“.
I punti oscuri sono ancora molti e tra questi c’è anche la questione del perché i familiari del giovane non sono stati informati sulle sue condizioni di salute.
A quanto pare sarebbe stato lo stesso Stefano a non autorizzare a diffondere notizie sul suo stato di salute, neanche ai suoi familiari.
A tal proposito il settimanale Panorama ha pubblicato il modulo intestato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia nel quale viene chiesto di autorizzare i sanitari “di questa struttura a rilasciare notizie mediche alle persone sotto elencate durante tutto il periodo della degenza in questo reparto”.
Nel documento Cucchi scrive no due volte sopra lo spazio dove andrebbero inseriti i nomi e il grado di parentela delle persone autorizzate.
I familiari, però, hanno seri dubbi sull’autenticità di tale firma. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime ore.
Via | Il Gazzettino e Panorama
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