
La vicenda del video in cui Piero Marrazzo sarebbe ritratto insieme a un trans, ha causato un terremoto politico di cui potete leggere su polisblog. Qui ci vogliamo concentrare invece sull’aspetto più criminoso: a partire dalla cocaina presente sulla scena del “delitto”, che tale non è. E cercando qualche notizia sui quattro Carabinieri della Compagnia Trionfale che avevano orchestrato il ricatto.
Prima di tutto, a sentire cosa raccontano le varie Natalì, Brenda, e dintorni: sembra che Marrazzo, il Governatore della Regione Lazio, non fosse il solo vip a frequentare la zona, e ce ne fossero anche parecchi altri. Le “preferite” di Piero Marrazzo, pare fossero Brenda e Natalì - la prima soprannominata Brendona, vista la stazza imponente - e il video incriminato sarebbe girato con Natalì.
Come scrive oggi Bonini su Repubblica, ci sono due punti controversi: la droga, la cocaina, e il denaro che circola in questa storia. La cocaina, perché a quanto dichiarato dai transessuali della zona, era la moneta di scambio con cui venivano lasciati in pace dai militari - marci fino al midollo - dell’Arma…
Quando un cliente ci chiede un festino con la cocaina, c’è uno spacciatore, uno che ora è morto e si chiamava Rino (è citato anche nell’ordinanza di custodia cautelare, ndr), che ce la porta a domicilio a patto che ne acquisti almeno dieci grammi. Quei carabinieri lo lasciavano lavorare a patto che lui li avvertisse sempre della consegna e della situazione: quando la giudicavano interessante facevano irruzione e ci rapinavano, si prendevano droga e soldi ricattando i clienti”
Marrazzo, secondo gli atti, non ne avrebbe mai fatto uso. I Carabinieri del complotto sarebbero stati usi mettere in piedi retate fasulle, in cui irrompevano in casa del transessuale di turno - una volta avvertiti con da una soffiata che c’era qualcuno che stava “facendo festa” - e sequestravano lo stupefacente, ma mica per consegnarlo come corpo di reato. Per tenerselo…
La cocaina - sono ancora i trans a riferirlo - era la ricchezza che la “squadretta” di carabinieri della stazione Trionfale avrebbe munto regolarmente dai viados, con finte irruzioni e sequestri di stupefacente che non finivano nel deposito dei corpi di reato, ma nelle tasche dei militari. E dunque: da dove arrivava tutta quella “roba”? Chi ne faceva richiesta? Chi pagava?
Il secondo punto sono i soldi. E sono tanti, quelli che Marrazzo stacca ai quattro per pagare il silenzio. Si parla di vari assegni da ventimila euro, mai incassati dagli estorsori. Ora, lo stipendio di un carabiniere è quello che è, e 20mila euro non sono uno scherzo. Perché aspettare? Perché non incassarli? Forse avevano capito che dalla storia si poteva ricavare ancora più denaro. Forse vendendo il tutto a un giornale, visto che Signorini ne parla, anche a Oggi sapevano, e Berlusconi stesso chiamò Marrazzo per avvertirlo del video:
Tre giorni prima dell’arresto dei carabinieri della Compagnia Trionfale, Silvio Berlusconi ha avvisato Piero Marrazzo che alla Mondadori era stato offerto il video che lo ritraeva in compagnia di un transessuale. E il governatore del Lazio ha contattato l’agenzia fotografica Photo Masi per cercare di recuperare quel filmato
Uno scoop del genere, venduto bene, vale molto più di ventimila euro, e forse i quattro carabinieri indagati lo sapevano: Antonio Tamburrino, Luciano Simeone, Carlo Tagliente e Nicola Testini, sono i quattro che dovranno spiegare, insieme a Marrazzo, come siano andate le cose. L’unica cosa certa, finora, è che nessuno ha detto tutta la verità.
Univers
26 ott 2009 - 13:24 - #1Che giro immane… soldi, droga, corruzione, sesso a pagamento… niente male eh?
Lapo
26 ott 2009 - 21:33 - #2Che giro immane… soldi, droga, corruzione, sesso a pagamento… niente male eh?
ma in regione o a palazzo chigi?