Varese: ventiquattro anni di abusi su figlia e nipote, in manette un pedofilo di 60 anni

violenza sessuale

"Dalle analisi del sangue posso scoprire se sono incinta?". Tutto è venuto a galla con questa domanda, rivolta da una bambina di 9 anni a sua madre nel corso di un normale controllo sanitario. La bambina vuol rivelare qualcosa e dopo alcune domande mirate la verità emerge: suo nonno aveva abusato di lei in due diverse occasioni.

La donna, 30 anni, parla con suo marito ed entrambi decidono di affrontare il nonno-orco, padre di lei. L'uomo, operaio di 60 anni residente in provincia di Varese, prima nega ogni accusa poi confessa la sua responsabilità.

Scatta la denuncia e nel corso degli interrogatori emerge una lunga storia di abusi e violenze sessuali: l'uomo, infatti, avrebbe violentato per anni anche sua figlia, madre della bambina di cui sopra.

A rivelarlo per primo è stato il fratello della donna, che ha raccontato agli investigatori di essersi insospettito dopo aver scoperto che suo padre dormiva spesso con sua sorella. Una volta si nascose sotto il letto e scoprì la verità.

A quel punto la donna non ha potuto far altro che raccontare tutto: gli abusi erano iniziati quando aveva 6 anni ed erano andati avanti per ben 24 anni, anche dopo il suo matrimonio, con una cadenza di 2-3 volte al mese.

Le minacce continue avevano fatto tacere la giovane: se avesse parlato, il padre avrebbe raccontato alla madre che era stata lei ad istigarlo, a provocarlo.

Veri e propri rapporti completi a cui era stata messa la parola fine con la gravidanza della donna, che aveva fatto una sorta di patto con suo padre: "non fare mai a lei il male che hai fatto a me".

Così non è stato e la denuncia è stata inevitabile: è emerso che la nipote è stata molestata in due diverse occasioni, minacciata dalla promessa che se non avesse obbedito alle richieste dell'uomo, lui non le avrebbe più voluto bene.

La moglie del padre/nonno pedofilo è venuta a conoscenza dei fatti solo nei giorni scorsi ed ha reagito cacciando l'uomo di casa: lui si è andato a rifugiare in Svizzera ed è proprio lì che, dopo alcuni giorni di appostamenti e pedinamenti, è scattato l'arresto.

Al momento si trova rinchiuso in carcere, da dove continua a dire di "non aver fatto male a nessuno, mia figlia ci stava, e così anche mia nipote".

Via | VareseNotizie

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