Denuncia shock dell’ Onu attraverso il suo ufficio sulle droghe: diverse banche occidentali si sono salvate dalla contingente crisi finanziaria grazie ai soldi del narcotraffico. Crisi finanziaria, crisi di liquidità. Espressioni ricorrenti di questi tempi.
Nessuno si fida più di nessuno, le banche non si prestano più soldi tra loro e di conseguenza non ne prestano alle imprese che licenziano e/o falliscono.
Questo lo sfondo dell’ indagine avviata dall’ Unodc sui copiosi flussi di denaro, provenienti dal mercato illegale della droga, che in questi ultimi mesi hanno rimpinguato le casse di numerosi istituti di credito facendo ripartire l’ asfittico mercato interbancario.
Una mano lava l’ altra insomma: liquidità contro riciclaggio di denaro sporco. Nomi, e numeri, non se ne fanno ancora, ma l’ Unodc deve avere già le idee abbastanza chiare, altrimenti il suo direttore, Antonio Maria Costa, non si sarebbe sbilanciato parlando di consistenti indizi.
Quello che dispiace è vedere come la notizia sia stata trattata dai canali informativi tradizionali: se n’è parlato poco o niente. Sarà solo perchè l’ indagine è agli inizi? Di certo c’ è che la trasparenza rimane un optional per il sistema creditizio internazionale e dove non arriva lo Stato, con i salvataggi bancari e le nazionalizzazioni, ci pensano le narcomafie: sarà mica una nuova forma di sussidiarietà?
satriani
30 gen 2009 - 01:58 - #1veramente un articolo molto inteligente, ed interessante.