
Ognuno ha gli amici che si merita: uno dei miei è Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta di cui avevamo scritto spesso in passato.
Caso vuole che lui sia stato uno dei primi a scrivere di Gioacchino Genchi, quello che in questi giorni sta diventando “il superconsulente che fa tremare il Palazzo” secondo i più triti luoghi comuni della carta stampata e non. Abbiamo fatto una chiacchierata su Skype ed è venuta fuori l’intervista qui sotto. Buona lettura.
Sembra che chi tocchi le inchieste Poseidon e Why Not, “muoia”, o quantomeno cada in disgrazia: vedi Carlo Vulpio, lo stesso de Magistris, e ora Genchi. Tu sei stato uno dei primi a intervistare Gioacchino Genchi, che idea ti sei fatto del can can degli ultimi giorni?
A Genchi, a dire il vero, l’incarico è stato revocato poco dopo l’avocazione della Why Not a De Magistris. Diciamo che la scusa del presunto archivio Genchi è stato il perno su cui si è innescata la cosiddetta guerra di procure tra Catanzaro e Salerno…
PUBBLICITÀIn sostanza a Catanzaro hanno detto di non volere passare le carte della Why Not proprio perchè dentro ci sarebbe stato l’archivio Genchi, che in realtà è una perizia, autorizzata, uguale a migliaia di altre sue e di altri periti. La differenza, sta nei nomi che contiene, forse. Forse perchè il can can di questi giorni è sintomatico. Hanno scritto che ha intercettato 350 mila persone. Giusto per chiarire, Genchi analizza tabulati telefonici, numeri insomma. Non ha mai intercettato nessuno. Bene, hanno scritto di più. Hanno scritto che tra gli intercettati ci sarebbe Gianni De Gennaro, Mancino: bene. Non solo dunque si sono inventati che Genchi intercetta, che è proprio un altro mestiere, e non solo De Gennaro e Mancino non appaiono in quei tabulati ma il numero dei tabulati totali è di 792, riguardano 641 utenze e 151 apparati imei. 151 telefonini insomma. Nemmeno quindi, 350 mila tabulati, ma 792. Peccato che il signore faccia un altro lavoro , cioè non intercetta, e che nella Why Not non abbia analizzato altro che 792 tabulati.
Quindi confermi: l’inchiesta Why Not è stata portata avanti senza l’utilizzo di intercettazioni telefoniche?
E’ l’aspetto più curioso. La Why Not è una delle pochissime inchieste in cui non sono state nemmeno usate le intercettazioni. Non è magnifica questa surreale costruzione della realtà?
Dove si va a parare quindi, al ruolo del pm?
No, sul disegno di legge sulle intercettazioni: siccome, dicono, c’è un signore che controlla 350 mila persone, va cambiata la legge.
Sembra che Gioacchino Genchi sia l’unico a fare analisi di quel tipo in Italia, io non credo sia così…
Come Genchi ci sono decine e decine di periti in Italia. C’è una particolarità però. Genchi è soltanto consulente dell’autorità giudiziaria, cioè non ha mai svolto incarichi per la difesa, per quanto molti avvocati abbiano avuto modo di usare alcune sue perizie in altri processi per scagionare i propri assistiti. Questo perchè ciò che fornisce lui è pura analisi matematica. Non un’opinione. Per questo in Cassazione ci sono centinaia di sentenze ai danni di boss mafiosi, politici eccellenti e personaggi ambigui, che hanno al centro una consulenza di Genchi. Perchè è difficilmente opinabile la matematica. Per avere un’idea chiara di ciò che sta succedendo basta dare un’occhiata al decreto di Salerno ormai finito sul web da tempo.
Puoi spiegarci meglio di che si tratta?
In buona sostanza a Salerno ipotizzavano che ci fosse un complotto messo in atto per avocare il procedimento Why Not a De Magistris. E sono andati a recuperare quelle carte che chiedevano da mesi e che Catanzaro non dava proprio perchè all’interno, dicevano, c’era il presunto archivio Genchi, con numeri e nomi di politici, servizi, ecc. Nell’articolo apparso su Oggi c’è tutto. Ora, figuriamoci se Genchi o qualsiasi altro hanno bisogno di una mia difesa d’ufficio. Mi pare però grottesco continuare a parlare di intercettazioni quando il suo è proprio un altro mestiere. Basterebbe questo.
Ok: tornando un attimo indietro, parliamo dell’allontanamento di Carlo Vulpio dal Corriere: che idea ti sei fatto della vicenda?
Be’, quella è una vicenda interna al Corriere, non la conosco se non per come il giornalista l’ha illustrata sul suo sito. Credo che sarebbe utile che, chiunque si interessi, faccia un salto sul suo sito, e si faccia poi un giudizio.
Tempo fa mi raccontavi che dal tuo articolo su Genchi pubblicato su L’Europeo - l’abbiamo pubblicato ieri - è scaturito un equivoco che la dice lunga sull’informazione in Italia…
Un anno e mezzo fa, scrivo su L’Europeo un dettaglio insignificante, ma errato, nell’intervista a Genchi. E cioè che viveva in un bunker. Tutto nasceva da un errore nella stesura: anzichè ” vive nell’atmosfera di un bunker” ne era uscito “vive in un bunker” . Solo che in un bunker lui non ci vive. Be’, la cosa meravigliosa è che da allora, sono usciti decine di ritratti su Genchi sui più importanti media italiani, di gente che, senza citare la fonte, sembrava così che lo conoscesse, firme importanti. Invece avevano preso a sprazzi brani dell’intervista su L’Europeo, molti copiando anche dei virgolettati. Non sapendo di aver preso anche il “virus” del bunker, che risultava così una firma di copia e incolla da quell’articolo. Perchè dico questo? Per dire come oggi funzioni l’informazione giornalistica. Copia e incolla. Tutti questi soloni che pontificano sugli editoriali manco si erano presi la briga di sentirlo prima di scrivere di lui. Perciò un anno e mezzo più tardi ne ho scritto ancora su Oggi. Raccontando la vicenda della bufala dell’archivio. Sono certo che, a legge sulle intercettazioni approvata, con Genchi tornato al suo lavoro, ci sarà anche chi dirà: su Genchi sono stato frainteso. A legge approvata, naturalmente.
freya
27 gen 2009 - 14:01 - #1guardate qua:
http://paolofranceschetti.blogspot.com/
Margherita Guagliumi
06 feb 2009 - 19:21 - #2Che vergogna il sistema Italiano…per fortuna certi giornalisti prima di fare articoli parlano con lui perchè anche la stampa non sempre dice la verita’….