Napoli: arrestato presunto jihadista boss del traffico di migranti - VIDEO

    Aggiornamento ore 11.00 - Il ritenuto capo del gruppo di trafficanti di uomini arrestato oggi, un tunisino di 41 anni, era pronto a morire per l'Isis. Mohamed Kamel Khemiri inneggiava agli attentati terroristici in Europa su Facebook, Twitter e chat. La Procura di Napoli ne aveva chiesto l'arresto per terrorismo, ma il gip lo aveva respinto. "Sono isissiano finché avrò vita. E se morirò vi esorto a farne parte" diceva l'uomo a gennaio scorso. Il 41enne è indagato per terrorismo a Napoli ed è destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla procura di S.M. Capua Vetere per associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina.

È accusato tra l'altro di associazione con finalità di terrorismo internazionale il cittadino di nazionalità tunisina arrestato oggi insieme ad alte sette persone.

L'uomo è considerato a capo di una banda di trafficanti che favorivano l'immigrazione clandestina. Le indagini sono state eseguite dai carabinieri del Ros che fanno sapere di aver documentato la progressiva radicalizzazione dell'indagato che si sarebbe anche espresso favorevolmente a proposito dei recenti attentati di Parigi attraverso commenti sui social.

Il blitz dei militari del Raggruppamento operativo speciale è scattato all'alba di oggi e sta riguardando in particolare le province di Napoli e Caserta. L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) riguarda otto cittadini stranieriindagati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al falso documentale.

Il tunisino presunto boss del gruppo è indagato anche dalla procura distrettuale antiterrorismo di Napoli. L'organizzazione criminale, sempre secondo gli investigatori, dietro il pagamento di corrispettivi in denaro faceva rilasciare da aziende tessili compiacenti contratti di lavoro e buste paga fittizie in favore di altri immigrati di origina maghrebina in modo da far ottenere loro il permesso di soggiorno per motivi di lavoro regolarizzando così la posizione in Italia.

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