Quarto Grado puntata 8 luglio 2016: tutti i casi

Quarto Grado | Puntata 8 luglio 2016 sull'omicidio di Maria Ungureanu, sulla morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza e la vicenda di David Rossi

  • 0:25

    Richiesta di rinvio a giudizio, fissata per il 19 ottobre 2016, per Nicola Mancuso (già in carcere per droga), l'uomo con cui la scomparsa Valentina Salamone intratteneva una relazione. Una prova dei Ris conferma che la particolare suola delle scarpe doveva cancellare le tracce di sangue dell'imputato dopo circa 100 passi.

  • 23:58

    Rinvenuti dei segni di stritolamento... precedenti al lancio mortale? Gli avvocati di Davide Rossi ritengono che, durante il delitto, qualcuno sia entrato nell'ufficio della vittima. Si indaga per istigazione al suicidio verso anonimi.

  • 23:47

    Davide Rossi, travolto dallo scandalo di Monte Paschi di Siena, temeva di essere pedinato. Voleva essere ascoltato dai magistrati. Una telecamera riprende la caduta dalla finestra del suo studio: la modalità, però, sembra non essere compatibile con il gesto estremo. Nei 22 minuti di agonia, una sagoma si affaccia più volte per, poi, allontanarsi.

  • 23:32

    Un video propagandistico, diffuso dopo la strage in Bangladesh, mostra un uomo che, senza destare attenzione, può agire indisturbato in una piazza (con 250 colpi a disposizione) compiendo una mattanza.

  • 23:17

    Massimo Bossetti è stato accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio e condannato, in primo appello, alla pena massima dell'ergastolo. E' caduta la patria potestà sui figli. Dopo la sentenza definitiva, il tribunale dovrà decidere il destino della prole: in particolare, se il comportamento del padre puo' influire negativamente sul loro sviluppo psicologico.

  • 22:28

    Nel primo interrogatorio, Giosuè Ruotolo conferma i buoni rapporti con gli altri coinquilini con chi non ha mai litigato. Nemmeno per piccole questioni patrimoniali.

  • 22:19

    Le mamme di Teresa e Trifone, convinte dalle prove raccolte dagli inquirenti, accusano apertamente Giosuè Ruotolo responsabile del duplice omicidio di Pordenone. Con la complicità della fidanzata Rosaria. Un fotogramma inchioderebbe il militare di Somma Vesuviana presente negli attimi del delitto (dove transitava il runner).

  • 22:00

    Ancora dubbi sulla morte di Maria di San Salvatore Telesino. La bambina era tornata sulle giostrine per usufruire di un gettone regalo? Daniel rimane ancora l'unico indagato. La ragazzina potrebbe essersi ribellata ad un tentativo di violenza. Nessun profilo genetico è stato rinvenuto sugli abiti al bordo piscina.

  • 21:35

    Confermato l'arresto di Massimo Galioto, il punkabbestia che avrebbe gettato nelle acque del Tevere lo studente americano Beau Solomon. Il senzatetto, che si avvale della facoltà di non rispondere, è accusato dalle continue contraddizioni della compagna Alessia che, ogni volta, cambia versione. Le telecamere hanno catturato altre ombre indistinte. E se si fosse trattato di un incidente con una presunta omissione di soccorso (lui sarebbe ritornato a dormire negli attimi successivi all'annegamento)?

  • 21:21

    Gianluigi Nuzzi ringrazia tutti quelli che l'hanno sostenuto durante il processo Vatileaks, per la pubblicazione del suo ultimo libro Via Crucis, in cui è stato assolto (con formula piena perché il fatto non sussiste) assieme al collega Fittipaldi. "Una vittoria per la libertà di stampa".

  • 18:49

    “Quarto Grado” propone - nella puntata in onda questa sera su Retequattro - un’intervista a Paola Bettoni, mamma di Lidia Macchi, la studentessa uccisa nel gennaio 1987. Per il delitto, il 15 gennaio 2016 - 29 anni dopo il fatto -, è stato arrestato il compagno di scuola della vittima, Stefano Binda. Di seguito, l’intervista della donna rilasciata all’inviata di “Quarto Grado” Martina Maltagliati. P.B. Io per la Manfredda (Carmen, sostituto pg di Milano, ndr) ho una stima grandissima… sta facendo tutto il possibile… ce l'ha messa tutta. D: Chi è che le ha detto, il 15 gennaio, "forse è stato arrestato l'assassino di Lidia"? R: «L'avvocato me l'ha detto, Daniele (Pizzi, ndr). Poi ho sentito la Manfredda… è venuta anche a trovarmi». D: Io so che lei, dopo aver ricevuto a casa la lettera "In morte di un'amica", l'ha sempre associata alla firma dell'assassino. R: «Sì, io sì. Ho ancora i bauli pieni di lettere che ho ricevuto in quel periodo… erano tutte firmate». D: Solo due sono gli anonimi, in tutti questi anni. R: «Esatto, anche perché se sei un amico a maggior ragione ti firmi, no?» D: Paola, lei conosceva Stefano prima della morte di Lidia? R: «No, io non l'avevo mai visto prima. L’ho conosciuto dopo, perché è venuto qua e si è fermato a cena. Non faccio mai torte: quella volta lì casualmente avevo fatto la torta». D: Chi l'ha portato qua a cena? R: «Don Giuseppe Sotgiu… tutti e due facevano il liceo con lei. Ho sempre avuto la casa piena di gente… solo il giorno che l'hanno trovata erano in 100 che la cercavano». D:...e l'hanno trovata a Sass Pinì, dove tra l'altro la procura decide di tornare. R: «Eh, così mi han detto». D: Comunque quel boschetto lei non lo frequentava, anche perché era un posto frequentato da drogati… R: «Come facevo a frequentarlo? … era la prima volta che andava all'ospedale… non era mai andata». D: Anche come zona non la conosceva? R: «No, ma figuriamoci!» D: Lidia avrebbe mai fatto guidare una persona che non conosceva? R: «No, assolutamente no. Sicuramente era una persona che lei conosceva, perché sennò non avrebbe mai fatto una cosa del genere». D: Stefania, la sorella, era nel gruppo della montagna dove Stefano Binda dice di essere stato in vacanza, ma pochi lo ricordano. È giusto? R: «Nessuno lo ricorda». D: A Stefano Binda, sia che sia stato lui sia che non sia stato lui, si sente di dire qualcosa? R: «Io mi auguro che riescano a trovare qualcosa del DNA, perché se non è suo viene scagionato… quindi è interesse anche suo che il DNA venga trovato. Se è stato lui, che decida di confessare… almeno ci fa mettere il cuore in pace… perché per noi sono 30 anni di tortura… è ora che finisca! Poi, adesso sono anche sola... anche perché, in un caso del genere, penso che se è veramente stato lui abbia bisogno anche di un perdono». D: Voi perdonereste, se lui ammettesse? R: «Solo se mi dice la verità son disposta al perdono». D: C'è chi dice "dopo 30 anni questa persona non potrebbe più uccidere", lei cosa risponde? R: «Anche se non può più uccidere, però ha ucciso. È giusto che paghi. Lotterò, anche fosse l'ultima cosa che faccio prima di morire, però voglio la verità»

Quarto Grado puntata 8 luglio 2016: anticipazioni


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Quarto Grado, in onda, stasera, venerdì 8 luglio, in prima serata, su Retequattro si occupa delle indagini sull’omicidio di Maria Ungureanu, la bimba trovata morta in una piscina di San Salvatore Telesino (Benevento).

Mentre sul corpo della bimba proseguono gli accertamenti - finora senza esito - alla ricerca di tracce biologiche, gli inquirenti vagliano ancora la posizione di Daniel Ciocan, 21enne sospettato di essere responsabile del delitto.

Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero, aggiorna sugli sviluppi di questo giallo, che per i RIS di Roma sarebbe «uno dei casi più cruenti mai capitati in Italia al Reparto Investigazioni Scientifiche».

Il programma a cura di Siria Magri, inoltre, si occupa della vicenda di David Rossi, il capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio di Palazzo Salimbeni - sede del gruppo bancario nel capoluogo toscano - la sera del 6 marzo 2013.

Quarto Grado torna poi a Pordenone, dove il 17 marzo 2016 venivano uccisi i due fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza.

La Procura ha disposto una perizia assai complessa, basata su tecnologie all’avanguardia: Giosuè Ruotolo, ex coinquilino del giovane e ora in cella, sarebbe inchiodato dal gps dell’auto di Teresa.

Blogo seguirà in liveblogging la puntata.

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