Alberto Stasi condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi: le motivazioni della sentenza

A quasi sei mesi dalla condanna in via definitiva per Alberto Stasi, che deve scontare 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, sono state depositate le motivazioni di quella sentenza che aveva confermato quanto stabilito dai giudici della Corte d'Assise d'Appello nel processo bis per il delitto di Garlasco.

Per i giudici della Corte di Cassazione il giovane Stasi è colpevole senza ombra di dubbio e tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini non fanno che provarlo:

Ciascun indizio risulta integrarsi perfettamente con gli altri come tessere di un mosaico che hanno contribuito a creare un quadro d’insieme convergente verso la colpevolezza di Alberto Stasi oltre ogni ragionevole dubbio.

Il 32enne - 24enne all’epoca dei fatti - “agì con dolo d’impeto e senza alcuna programmazione preventiva” nell’uccidere la fidanzata Chiara Poggi, “come risposta immediata o quasi immediata ad uno stimolo esterno”.

Quello che Alberto Stasi ha fornito agli inquirenti subito dopo aver lanciato l’allarme, si legge nelle motivazioni, è “un racconto incongruo, illogico e falso, quanto al ritrovamento del corpo senza vita della fidanzata sostenendo di aver attraversato di corsa i diversi locali della villetta per cercare Chiara; sulle suo scarpe, tuttavia, non è stata rinvenuta traccia di residui ematici, né le macchie di sangue sul pavimento sono risultate modificate dal suo passaggio.

E, ancora:

Neppure sui tappetini dell’auto, sulla quale egli stesso ha sostenuto di essere risalito immediatamente dopo la scoperta di Chiara, sono state rinvenute tracce di sangue per trasferimento dalle scarpe, il racconto dell’imputato, anche con il riferimento all’indicazione delle modalità di rinvenimento del corpo di Chiara (con la parte visibile del volto bianca, invece che completamente ricoperta di sangue) è assimilabile a quello dell’aggressore, non dello scopritore.

I giudici sottolineano nelle motivazioni che nel corso delle indagini sono stati commessi degli errori e ci si è comportati in modo superficiale, ma nonostante tutti gli elementi raccolti vanno a completare quel quadro di colpevolezza che non lascia spazio ad altre interpretazioni.

Alberto Stasi

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