Corleone: processione si ferma davanti casa di Totò Riina. Il sindaco: nessun inchino

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Aggiornamento ore 12:00 - "Non c'è stato alcun inchino davanti all'abitazione della moglie di Riina. E' la solita strumentalizzazione che viene fatta su Corleone. Ora siamo davvero stanchi. Quella è stata una sosta come tante altre di una processione di quartiere, non certo per fare un omaggio a Ninetta Bagarella" ha detto il sindaco di Corleone Leoluchina Savona. La processione "si è sempre fermata in via Scorsone e non certo per rendere omaggio alla famiglia Riina. C'è gente che ha costruito carriere sul nome di Corleone, ora basta" ha aggiunto il primo cittadino.

La processione religiosa che domenica scorsa ha attraversato le strade di Corleone (Palermo) si sarebbe fermata per un "inchino" davanti alla casa dove abita Ninetta Bagarella, moglie del boss di Cosa Nostra Totò Riina arrestato nel 1993 e detenuto in regime di 41 bis, Totò Riina. A documentare il fuori programma dell'inchino sarebbero stati agenti di polizia e carabinieri che erano presenti alla processione e che poi hanno lasciato il corteo stilando una relazione alla Direzione distrettuale antimafia della procura.

In base ai primi accertamenti eseguiti dagli investigatori, uno dei membri della confraternita di San Giovanni Evangelista, senza precedenti penali, sarebbe cugino di secondo grado della moglie di Riina. Padre Domenico Mancuso, parroco di Santa Maria, ha espresso tutta la sua amarezza per la vicenda. "Ho ribadito alle forze dell'ordine che non è mia usanza sostare davanti ai potenti o pseudo potenti, quella non era una sosta prestabilita, è accaduto. Mi rendo conto che ci voleva più prudenza. Tutti insieme (i confrati, Ndr) abbiamo stabilito che la processione di San Giovanni non passerà mai più da via Scorsone".

Il vescovo di Monreale, Michele Pennisi, ha commentato: "Su episodi come questi non transigo. Ho già nominato una commissione d'inchiesta, aspetto la relazione". Monsignor Pennisi, scrive l'Ansa, ha proposto un protocollo d'intesa al Questore: le soste delle processioni andranno sempre concordate con le forze dell'ordine. Il vescovo aveva per la verità già stabilito una clausola alle confraternite, precisando che nessun pregiudicato per mafia ne può fare parte.

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