Arrestato il sindaco di Tagliacozzo (L'Aquila)

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Il sindaco di Tagliacozzo, in provincia dell'Aquila, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri al termine di un'indagine che ipotizza vari reati: dalla tentata concussione e turbata libertà degli incanti, alla frode nelle pubbliche forniture fino alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Maurizio Di Marco Testa, primo cittadino di Tagliacozzo, e militare della Gdf in aspettativa, è finito all'attenzione degli inquirenti della Procura della Repubblica di Avezzano che avevano aperto sei mesi fa un fascicolo sull'affidamento di appalti pubblici nel comune aquilano. Il sindaco è stato tradotto in carcere.

L'inchiesta era partita a ottobre 2015 scorso con l'acquisizione di atti comunali. Oltre al sindaco, secondo quanto scrive Il Centro, sono finiti agli arresti, domiciliari, Gabriele Venturini, assessore comunale con delega alla Cultura; Carlo Tellone, architetto di Tagliacozzo, e Giampaolo Torrelli, a capo dell'ufficio tecnico comunale. Gli indagati sono il vicesindaco Angelo Poggiogalle, Antonio Mastroddi, Luigi Mastroddi, Giampiero Attili, Franco Pasquini, Anna Calzetta, e Antonio Amicucci.

Invece a cinque imprenditori è stato vietato di esercitare l'attività d'impresa. A febbraio scorso un incendio aveva distrutto le auto di proprietà del sindaco parcheggiate sotto casa, episodio che il deputato di Sinistra Italiana-Sel Gianni Melilla aveva portato alla Camera con un'interrogazione al Ministro dell'interno Angelino Alfano.

"Non ci sono parole una violenza gratuita che mi fa rabbia. Quando accadono episodi simili, la tranquillità e la serenità della mia città si frantumano come vasi di coccio o anfore di vetro" aveva detto in quell'occasione Di Marco Testa. Dalla metà di marzo il sindaco aveva denunciato anche i volantini anonimi minacciosi diretti alla sua persona e diffusi per le vie di Tagliacozzo.

"Prima gli esposti anonimi, poi gli atti incendiari anonimi ai danni della mia famiglia e infine, a campagna elettorale incominciata, volantini anonimi minacciosi sparsi per la città. Quando avrete il coraggio di farvi vedere in faccia? Di combattere ad armi pari e non dietro il velo mediocre dell'anonimato? Qualche sospetto in merito agli episodi accaduti, penso di averlo, ma occorrono delle prove certe per fare dei nomi certi, servono cioè degli elementi inoppugnabili alla base. Certo, io confido sempre nelle Forze dell’Ordine e nel lavoro della Magistratura, perché sono sicuro che, prima o poi, queste forze del bene riusciranno a far luce sui tristi episodi" concluse allora il sindaco.

Foto via | telesirio.it

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