Brasile, chiesto l'arresto per l'ex presidente Lula

Chiesto l'arresto per Luiz Inácio Lula da Silva per il presunto coinvolgimento nello scandalo Petrobras

Former Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva speaks during a meeting of the Workers Party's National Leadership in Brasilia on 29 October 2015. Lula da Silva said in his speech that the PT should unconditionally support the economic policy of President Dilma Rousseff to recover the credibility of the voters for the upcoming elections.      AFP PHOTO/EVARISTO SA        (Photo credit should read EVARISTO SA/AFP/Getty Images)

10 marzo 2016, ore 23:01 - La procura di San Paolo ha chiesto l'arresto preventivo per l'ex presidente del Brasile Luiz Ignacio Lula da Silva: falso ideologico e riciclaggio. Nella stessa inchiesta sono coinvolti anche la moglie dell'ex presidente, Marisa, e il loro primogenito, Fabio Luis.

La misura cautelare riguarda la vicenda dell'attico di Guarujà, sul litorale di San Paolo, di cui l'ex presidente avrebbe occultato la proprietà. L'immobile risulta intestato all'impresa di costruzioni Oas, coinvolta nell'inchiesta 'Lava Jato' sulle tangenti del colosso petrolifero statale Petrobras.

22.30 - Dopo più di tre ore di interrogatorio, l'ex presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, è stato rilasciato dalla polizia. Il politico del Partito dei Lavoratori ha riferito sullo scandalo "Petrobras".

Questa mattina Lula è stato fermato dopo una perquisizione in casa sua. Condotto al commissariato alle 8 ne è uscito alle 11.30. Successivamente ha raggiunto la direzione nazionale del suo partito, dove ha detto "di non aver nulla da temere". Secondo l'ex presidente, si tratta solo "di uno spettacolo mediatico".

Brasile, fermato l’ex presidente Lula


L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, universalmente noto come Lula, è stato fermato per essere interrogato nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo Petrobras. L’inchiesta riguarda i 2 miliardi di dollari distribuiti dal colosso petrolifero brasiliano ai politici del Partito dei Lavoratori del quale Lula è stato leader dopo avere iniziato la propria carriera politica all’interno dei sindacati dei lavoratori.

Il nome dell’ex presidente – in carica dal 2003 al 2011 – è stato fatto da alcuni degli indagati che hanno deciso di collaborare con la giustizia brasiliana per ottenere in cambio una riduzione di pena.

L’inchiesta si avvicina sempre di più ai vertici dello Stato: ora è toccato a Lula, ma va ricordato che alla presidenza del Consiglio di amministrazione della Petrobras, negli anni dello scandalo, vi era l’attuale presidente Dilma Rousseff che nel 2011 ha raccolto il testimone da Lula, dando continuità al Partito dei Lavoratori a Brasilia.

La polizia sta effettuando le proprie investigazioni in tre Stati, compreso San Paolo, dove vive e lavora Lula. Sono state effettuate perquisizioni nelle varie residenze dell’ex presidente, nella sede dell’Istituto Lula e anche a casa del figlio Fabio Luiz Lula da Silva.

Il blitz che ha portato al fermo di quello che quindici anni fa era ritenuto come la grande speranza della sinistra sudamericana è stato ordinato dal giudice federale Sergio Moro. Lula è indagato per sospetto occultamento di beni e riciclaggio di denaro.

Secondo i media brasiliani, Lula avrebbe ordinato di corrompere alcune delle persone già in prigione affinché queste non collaborassero con la giustizia. Nei suoi otto anni di presidenza (dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2010) Lula sarebbe stato al centro di un sistema corruttivo traendo benefici per sé, per il Partito dei Lavoratori e per il suo Governo.

Via | O Globo

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