Facebook, Cassazione: "Insultare in bacheca è diffamazione aggravata"

LONDON, ENGLAND - MARCH 25:  In this photo illustration the Social networking site Facebook is displayed on a laptop screen on March 25, 2009 in London, England. The British government has made proposals which would force Social networking websites such as Facebook to pass on details of users, friends and contacts to help fight terrorism.  (Photo by Dan Kitwood/Getty Images)

D'ora in avanti la diffusione di un messaggio offensivo, attraverso la bacheca Facebook, potrà essere considerato diffamazione aggravata, paragonabile a quella a mezzo stampa. A stabilirlo è stata la Cassazione.

Per la corte, la pubblicazione e la diffusione di un messaggio attraverso il social network "punta a raggiungere un numero indeterminato di persone", e per questa ragione va considerato diffamazione aggravata. La Cassazione è arrivata a tale decisione occupandosi della vicenda che ha riguardato l'attuale presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca.

Nel periodo in cui ricopriva la carica di commissario straordinario della Croce Rosa Italiana, nel 2010, era stato fatto oggetto di un'invettiva da parte di un componente in congedo del corpo militare della Croce Rossa. Quest'ultimo, secondo quanto statuito dalla Cassazione, dovrà pagare una multa da 1.500 euro, emessa con rito abbreviato.

Il componente del corpo in congedo non si è limitato a criticare alcune iniziative gestionali di Rocca, ma lo aveva apostrofato come un "verme", un "parassita". Per questo motivo, il Presidente della Croce Rossa ha deciso di querelare. E la cassazione ha stabilito che gli epiteti finiti in bacheca sono "lesivi della reputazione" del querelante.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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