Processo Yara, la teste: "Ho visto Bossetti in auto con la ragazzina"

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Questa mattina nell'aula del processo a carico di Massimo Bossetti è stata sentita una testimone, che ha raccontato di aver visto l'imputato in compagnia di Yara Gambirasio nell'estate 2010. La donna, Alma Azzolini, una casalinga di Trescore Balneario (Bergamo), ha raccontato in aula di un incontro casuale che avrebbe avuto con l'odierno imputato in una mattina di martedì o giovedì nel periodo che va "da Ferragosto ai primi di settembre del 2010, prima dell'inizio delle scuole". La signora in quei giorni accompagnava sua figlia agli allenamenti di una squadra di ciclismo e, quindi, pur non ricordando il giorno preciso, ha potuto collocare il presunto incontro in quei giorni della settimana all'interno di quello specifico lasso di tempo.

La donna non conosceva personalmente Bossetti e neanche Yara, ma è convinta di averli incontrati nel parcheggio del cimitero di Brembate di Sopra (Bergamo): "Accompagnavo tutti i martedì e i giovedì mattina mia figlia agli allenamenti della sua squadra di ciclismo... Una mattina avevo bisogno di andare in bagno e sapevo che nel parcheggio del cimitero c'era un cassone. Quando ho posteggiato è arrivata anche una station wagon grigia che si è posizionata davanti a me". La donna ricorda che l'uomo alla guida aveva gli occhi chiarissimi e la fissò con insistenza: "un uomo dallo sguardo quasi spiritato" e dagli "occhi azzurri chiarissimi, che sembravano quasi bianchi come quelli di una volpe". Dopo questo scambio di sguardi, l'uomo "ha fatto un giro con la sua macchina ed è andato a piazzarsi vicino alla siepe che delimita il parcheggio".

Dopo questo scambio di sguardi, la donna ha raccontato di essere scesa dall'auto per entrare nel cimitero ed usare la toilette e proprio in quel momento sul luogo sarebbe sopraggiunta un'altra persona: "una ragazza che avrà avuto 13, 14 o 15 anni e indossava una maglietta rosa scuro, salmone scuro e aveva le gambe scoperte, ma non ricordo che pantaloncini avesse. La ragazza aveva i capelli lunghi mossi: è arrivata correndo e si vedevano ondeggiare. E poi è salita in auto".

Quando gli è stato chiesto perché ricorda con tanta dovizia di particolari quell'episodio, la donna ha raccontato di aver "provato disagio" per quell'uomo che l'aveva fissata intensamente e che qualche giorno più tardi rincontrò in un supermercato della zona. Il PM gli ha dunque chiesto se l'uomo descritto era presente in aula in quel momento e la donna ha risposto indicando Massimo Bossetti.

La teste ha poi aggiunto di aver fatto mente locale dopo aver visto le immagini di Yara nel periodo della sua scomparsa, sostenendo di averla riconosciuta in quella ragazza che vide quella mattina d'estate nel parcheggio del cimitero: "La ragazza che vidi in macchina aveva l'apparecchio per i denti ed aveva le guance molto rosse". Quando nel giugno 2014 Bossetti venne arrestato, la donna ha raccontato di aver fatto definitivamente mente locale e per questo decise di andare dai carabinieri per raccontare quell'episodio.

L'avvocato di Bossetti ha controesaminato la teste ed ha poi spiegato alla Corte di poter dimostrare che la signora Azzolini non vide il suo assistito in quel parcheggio bensì un altro uomo. L'avvocato difensore è infatti convinto di poter provare che nei martedì e giovedì tra la fine di agosto e l'inizio di settembre del 2010, Bossetti si trovava lontano da quel luogo: "Possiamo dimostrare che in tutti i martedì e i giovedì di quel periodo Bossetti si trovava a pranzo lontano. E possiamo anche dimostrare che non c'era neanche il 9 settembre 2010 (l'unico giorno del possibile incontro, secondo l'avvocato, in base agli elementi agli atti. NdR)".


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