Processo tangenti Sesto San Giovanni: assolto Filippo Penati

L’ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni Penati è stato assolto dall’accusa di corruzione e finanziamento illecito ai partiti

Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, è stato assolto dalle accuse di corruzione e di finanziamento illecito dei partiti perché “il fatto non sussiste”. Si conclude così una vicenda durata oltre quattro anni.

Penati era stato indagato per i due reati nell’ambito di un’indagine su presunte tangenti intascate sui lavori di riqualificazione dell’area Falck di Sesto San Giovanni. Per lui l’accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni. Tutti i nove imputati del Sistema Sesto sono stati assolti perché “il fatto non sussiste”: oltre a Penati anche Bruno Binasco, Piero Di Caterina, Antonino Princiotta, Renato Sarno, Giuseppe Pasini e Giordano Vimercati sono stati ritenuti estranei ai fatti.

È stata respinta la richiesta del pm di confiscare a Codelfa, società del gruppo Gavio, 14 milioni di euro come presunti extracosti sostenuti dalla società per la realizzazione della terza corsia della A7 Milano-Serravalle.

Penati – che nell’estate del 2011 si era autosospeso dal Pd e dall’incarico di vicepresidente del Consiglio regionale lombardo – si è detto soddisfatto del processo al cosiddetto “Sistema Sesto”:

“Accusatori non credibili e nessuna prova. Il processo mi ha restituito onorabilità anche davanti all'opinione pubblica”

ha detto Penati aggiungendo di essere grato al Tribunale per avere impedito

“il protrarsi di un'ingiustizia che durava ormai dal 2011, da quando è stata resa pubblica un'inchiesta basata solo sulle parole di accusatori che si sono poi contraddetti e dimostrati inaffidabili”.

Penati, sottolineando la sofferenza procuratagli dalle accuse rivoltegli, ha detto che un altro procedimento relativo al Sistema Sesto ha evidenziato come i fatti siano avvenuti quando lui non era più sindaco di Sesto San Giovanni.

Secondo la pm Franca Macchia, il Tribunale monzese non avrebbe “valorizzato gli elementi raccolti dalla Procura” e, inoltre, l’esito del processo sarebbe stato condizionato dalla prescrizione della parte relativa alla concussione sulle aree ex Falck.

Via | Il Giorno

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