Omicidio Vaprio d'Adda, il pensionato che ha ucciso il ladro si sfoga con i giornalisti

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Giovedì 22 ottobre 2015 - Francesco Sicignano è stato oggi assediato dai giornalisti ai quali ha detto:

"Vogliamo tornare alla normalità. La vera colpa è di quel branco di idioti che sta a Roma, i politici, perché basta fare una legge sulla legittima difesa. Questo è stupro psicologico ai danni miei, di mia moglie e della mia famiglia. Ci vogliono 25 anni di carcere per chi ruba"

L'uomo è apparso molto arrabbiato, ha detto che tutta questa situazione sta danneggiando lui e la sua famiglia e che sua moglie ha anche avuto bisogno di una visita medica, poi se l'è presa con i politici non in grado di formulare leggi che abbiamo funzioni realmente deterrenti per i ladri.

Accusa di omicidio volontario per il pensionato


Mercoledì 21 ottobre 2015

16:09 - Stando a quanto avrebbe detto il pensionato Francesco Sicignano al pm nel corso dell'interrogatorio non era intenzione dell'uomo uccidere il giovane rapinatore: Sicignano gli avrebbe sparato in casa perché "aveva un'aria minacciosa" e lo avrebbe poi visto trascinarsi fuori le scale, dove il suo corpo è stato rinvenuto senza vita dai Carabinieri. Tuttavia, spiegano gli inquirenti, questa versione trova pochi riscontri con i rilievi effettuati sul posto: all'interno dell'appartamento infatti non vi sono tracce ematiche: dunque l'ipotesi che va sempre più per la maggiore è che l'uomo gli abbia sparato quando era ancora fuori dall'abitazione.

Mercoledì 21 ottobre 2015, ore 11:32 - Mentre l'eco della cronaca invade la politica, con politici che si dividono tra solidali e giustizialisti, stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dal pm Antonio Pastore, il giovane ladro freddato dal pensionato di Vaprio d'Adda arebbe stato colpito frontalmente con un proiettile al cuore, mentre si trovava sulle scale esterne dell'abitazione e non era ancora entrato dentro casa.

Secondo la ricostruzione fornita dal Corriere della Sera l’obiettivo dei magistrati è arrivare a una ricostruzione certa dei fatti. A partire dal racconto di Sicignano:

"Ho sentito dei rumori e mi sono svegliato, ho preso la pistola e sono uscito dalla stanza da letto. A quel punto mi sono trovato davanti una sagoma che aveva un arnese in mano e ho esploso un colpo. Poi sono corso fuori, ho visto altre due ombre che fuggivano e ho sparato in aria due volte. Soltanto dopo mi sono reso conto delle condizioni di quel ragazzo".

I rilievi dei Carabinieri però non darebbero adito a questa tesi: il giovane ladro infatti era sulla scala tra secondo e primo piano, dunque fuori dalla casa, ma i Sicignano affermano che i suoi complici avessero tentato di portarlo fuori prima di abbandonarlo per le gravi condizioni.

Il ladro ferito sarebbe stato dunque trascinato o è stato in grado di fare qualche passo appoggiandosi agli altri due, ma questa ipotesi sembra improbabile dato che è stato colpito al cuore. Agli inquirenti l'uomo ha detto di essere pentito, di non aver avuto mai l'intenzione di ammazzare quel giovane malvivente, ma che la situazione era giunta a un limite di stress insostenibile: nella zona erano già avvenuti numerosi furti.

19.00 -In poche ore è cambiata l’accusa per il pensionato 65enne che questa notte ha freddato con una calibro 38 semiautomatica il ladro entrato in casa sua insieme a due complici: da una prima formulazione di eccesso colposo in legittima difesa si è ora passati a un accusa di omicidio volontario. Dalle indagini è infatti emerso che la vittima era disarmata. Il ragazzo è entrato nella casa di via Cagnola e il proprietario, svegliato dai rumori, ha reagito con alcuni colpi pistola che hanno freddato uno dei ladri. L’uomo ha dichiarato di avere utilizzato la pistola dopo che la sua famiglia, nel mese di agosto, aveva subito quattro furti.

14.00 - È indagato a piede libero per eccesso di legittima difesa il proprietario dell'abitazione di via Cagnola, che ha aperto il fuoco contro un ladro 28enne che era entrato nella sua casa.

L'uomo ha detto ai carabinieri di aver visto una persona con un'arma in mano venire contro di lui. A quel punto, secondo la testimonianza raccontata, ha preso la pistola che aveva vicino al letto e avrebbe sparato un colpo.
Aveva chiesto il porto d'armi qualche mese fa, a seguito di diverse rapine.

Come spesso avviene in casi di questo tipo, è intervenuto sul tema anche Matteo Salvini con un commento su Twitter e Facebook