Londra, Sebastiano Magnanini ucciso e gettato nel canale: 3 persone confessano l’occultamento del cadavere

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7 gennaio 2016 - A quattro mesi dal ritrovamento del corpo senza vita di Sebastiano Magnanini, la stampa britannica dà conto dell’ammissione di colpevolezza da parte delle tre persone arrestate in relazione a quel delitto. O meglio, in relazione all’occultamento del cadavere del 46enne italiano.

Michael Walsh, e Paul Williams, di 31 e 64 anni, entrambi senza fissa dimora, hanno ammesso di aver occultato il cadavere dell’uomo, mentre il 22enne Daniel Hastie ha confessato di aver tentato di usare la sua carta di credito, senza successo. Di fatto i tre uomini, almeno secondo le loro ammissioni, non avrebbero ucciso Magnanini, ma sarebbero intervenuti solo in un secondo momento, quando era già cadavere.

Le cause del decesso non sono ancora state determinate: l’autopsia non è riuscita a chiarire come il 46enne sia deceduto e si attendono ancora i risultati dei nuovi test tossicologici per avere un quadro più chiaro.

Intanto secondo la stampa britannica Sebastiano Magnanini era un ladro di opere d’arte che aveva da poco rubato un quadro del valore di 1 milione di sterline e non si esclude che il delitto sia maturato proprio in quell’ambito. Senza contare i presunti collegamenti dell’uomo con la criminalità organizzata italiana, altra pista battuta dagli inquirenti.

Nel 1998 Magnanini era stato condannato a 18 mesi di carcere per il furto del dipinto “L’educazione della Vergine" di Giambattista Tiepolo dalla chiesa di Santa Maria della Fava, opera recuperata tre mesi dopo.

Le tre persone arrestate, intanto, torneranno in aula il 5 febbraio prossimo per la sentenza.

Londra, Sebastiano Magnanini ucciso e gettato nel canale

E’ stato identificato come Sebastiano Magnanini, 46enne originario di Cannaregio, il cadavere recuperato giovedì scorso nel Regent’s Canal di Londra. Poche le certezze su cosa sia accaduto, se non che l’uomo, trasferitosi nella capitale del Regno Unito pochi mesi fa, sia stato ucciso, legato a un carrello della spesa e gettato in acqua.

Il cadavere è stato notato sabato mattina da un passante nei presi dell’Islington tunnel. La stampa britannica non si sbilancia e spiega che le forze dell’ordine non hanno diffuso particolari aggiuntivi sulla vicenda, se non che il corpo sarebbe stato trovato in avanzato stato di decomposizione e che è stato lanciato un appello ai cittadini residenti nell’area, a partire dai proprietari delle imbarcazioni ormeggiate lungo il canale.

Le indagini sono ancora all’inizio, solo poche ore fa è arrivata la conferma dell’identificazione. L’autopsia, in programma per le prossime ore, servirà a chiarire prima di tutto le modalità del decesso, spiegare se Magnanini sia stato ucciso prima di essere lanciato in acqua o se sia stato tramortito e sia quindi morto per annegamento.

Ogni pista è da considerarsi valida, anche se pare che gli inquirenti britannici si stiano concentrando in queste ore sul mondo della droga: la vittima avrebbe avuto dei programmi di droga in passato, ma è ancora presto per avanzare ipotesi.

Foto | Wikimedia

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