Omicidio Sara Wasington: sconto di pena e tante aggravanti non considerate per il killer

Sara Wasington

Dopo la notizia dello sconto di pena per l'assassino di Giovanna Reggiani, Romulus Nicolae Mailat, ecco un'altra condanna che farà molto discutere, quella di Ferdinando Lo Campo che poco più di un anno fa uccise la sua amica Sara Wasington, di cui era innamorato.

Partiamo dalla fine e procediamo a ritroso. Come riporta L'Espresso:

Il giudice Dezani ha condannato Nando Lo Campo per omicidio volontario semplice, e, senza aggravanti, ha inflitto il massimo della pena: 24 anni di carcere. Ha aumentato la pena per l´occultamento di cadavere e per aver somministrato cocaina alla vittima: 26 anni in tutto. Scontati per il rito abbreviato di un terzo, a 17 anni e quattro mesi. Ha considerato poi reati autonomi e non in continuazione con l´omicidio quelli commessi nei confronti della madre della vittima.

E' nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2007 che la 26enne Sara Wasington scompare da Beinasco, in provincia di Torino. Passano due giorni prima che le indagini conducano all'amico Fernando Lo Campo, 25 anni, incensurato, operaio nella ditta di ponteggi del padre.

Dopo 13 ore di interrogatorio il giovane cede e confessa tutto: ha ucciso Sara con un fortissimo pugno alla testa, poi ha tenuto nascosto il suo corpo in cantina prima di sbarazzarsene gettandolo in una discarica in una stradina di campagna a Borgaretto, chiuso in un sacco nero.

"Sara mi piaceva molto, ma lei voleva essere soltanto una mia amica" è stata la motivazione fornita dal giovane alle autorità. Ma non è finita qui perché Lo Campo, subito dopo l'omicidio, in preda al panico decide di fuggire ma per farlo ha bisogno di soldi.

Così, dopo aver chiuso il corpo nella sua cantina, prende le chiavi dalla borsetta dalla giovane e si introduce in casa sua sperando di trovare dei soldi: lì viene sorpreso dalla madre di lei, Caterina Iannino.

Lo Campo la aggredisce, la colpisce in testa con un posacenere poi tenta di soffocarla, prima a mani nude infine con un cuscino. Poi si calma e spiega alla donna di essere disperato per la scomparsa di Sara.

Il giorno dopo, per coprire il tutto, girerà con la donna per tutta la città in una finta e disperata ricerca della ragazza. Poi l'intervento delle autorità di cui sopra e la confessione firmata.

Oggi, dopo più di un anno, la condanna: 18 anni e dieci mesi, senza considerare l'aggravante di aver agito con crudeltà, quella di aver approfittato della minorata difesa della vittima e anche quella del tentato omicidio di Caterina Iannino.

Sono pentito e disperato. Io, Sara l’amavo: per questo non volevo che si drogasse e l’ho colpita con un pugno. Ma le volevo bene e ieri sera ho pianto tutto il tempo perché alla tele ho sentito la canzone “Eccoti” degli 883. L’ascoltavo, pensavo a Sara e quindi piangevo

Per ulteriori informazioni, qui potete trovare un articolo con la ricostruzione della vicenda fatta pochi giorni dopo l'omicidio, qui invece un articolo intitolato "Le vie tortuose della giustizia".

Via | CronacaQui

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