Brescia, fermati due presunti sostenitori dell’IS: “Minacce su Twitter”

12.45 - I due giovani arrestati oggi a Brescia, lo rendono noto gli inquirenti, non si limitavano soltanto a postare messaggi di minaccia su Twitter, ma comunicavano anche tra loro, rigorosamente in Italiano - uno è tunisino, l’altro pakistano - e parlavano di possibili obiettivi da colpire, a cominciare dalla base militare di Ghedi, in provincia di Brescia.

Al loro arresto, infatti, non hanno contribuito soltanto i messaggi pubblicati online, ma anche le conversazioni private intercettate dagli inquirenti negli ultimi tre mesi. L’indagine era stata avviata lo scorso aprile, dopo le prime segnalazioni arrivate in seguito alla circolazione di quelle immagini.

I due giovani, lo hanno spiegato oggi le autorità, risiedono regolarmente in Italia da anni, uno impiegato come operaio, l’altro nel settore delle pulizie.

11.00 - Due persone sono state fermate questa mattina a Brescia con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico al termine di un'indagine della Polizia di Milano che ha permesso di accertare come i due individui, sostenitori dei jihadisti dello Stato Islamico, avrebbe fatto propaganda sui social network.

I due, un cittadino tunisino di 35 anni e un cittadino pakistano di 27 anni, avrebbero agito insieme creando di un account su Twitter, Islamic_State_in_Rom, e utilizzandolo per postare messaggi minacciosi nei confronti del nostro Paese, messaggi scritti a mano su fogli di carta e fotografati in alcuni luoghi simbolo di città come Roma e Milano, dal Colosseo al Duomo.

Messaggi del calibro di “Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X”, resi ancor più minacciosi dalla presenza fisica dei due giovani sui presunti obiettivi di queste minacce. La loro attività non è passata inosservata e questa mattina le autorità sono entrate in azione.

  • shares
  • Mail