Foligno: carabiniere uccide collega. Omicidio nel cortile della caserma

Carabiniere ucccide collega Foligno

Omicidio in caserma a Foligno, dove l'appuntato scelto dei carabinieri Emanuele Armani è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso il collega Emanuele Lucentini.

La vittima era stata ferita a morte da un colpo partito dall'arma di ordinanza di Armani mentre i due militari erano nel cortile della caserma della Compagnia. Era il 16 maggio scorso e in un primo momento si era detto di una tragica fatalità, di un proiettile partito accidentalmente dall'arma dell'appuntato

Invece le indagini hanno preso tutt'altra piega, con l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte della procura di Spoleto per omicidio volontario. Gli inquirenti fanno sapere che nei riguardi di Armani è stata emessa dal gip un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'omicidio del collega e che

"Contrariamente all'avviso del pubblico ministero il giudice non ha ritenuto configurabile la premeditazione" .

L'arresto del carabiniere è stato eseguito squadra mobile della polizia e dal Ros di Roma, sul possibile movente nulla trapela.

"ringrazia pubblicamente il personale della segreteria, e in particolare i cancellieri Roberta Gori, Antonella Scimiterna e Francesca Opinato, per il lavoro straordinario prestato ben oltre i limiti dei loro doveri. Anche in questa occasione solo il senso di responsabilità del personale amministrativo ha garantito il proficuo svolgimento di un gran numero di attività urgenti in un'indagine difficile e complessa, in un ufficio che dal 2012 ha visto triplicate le dimensioni del circondario e mantenute incredibilmente intatte, nell'indifferenza del ministero della Giustizia e in assenza di aiuti continuativi da altri uffici giudiziari, risorse umane e materiali già allora insufficienti e oggi largamente inferiori a quelle di qualsiasi altra procura di analoghe dimensioni. Non sono previsti ulteriori comunicati fino alla fine delle indagini"

si legge ancora nella nota diffusa ieri dal procuratore della Repubblica di Spoleto.

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