Gabriele Paolini: revocati i domiciliari, resta l'obbligo di firma

Il disturbatore tv è accusato di induzione alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale.

Gabriele Paolini

Grazie alla testimonianza del giovane Daniel, il ragazzo per cui aveva perso la testa nell'estate del 2013, Gabriele Paolini si è visto revocare gli arresti domiciliari e l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico un anno e otto mesi dopo l'arresto. L'ex disturbatore dei tv è stato rinviato a giudizio con le accuse di induzione alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale, ma durante l'udienza di oggi davanti alla quinta sezione collegiale del tribunale di Roma il pm Claudia Terracina ha chiesto la revoca della misura custodiale degli arresti domiciliari e il collegio giudicante l'ha accolta facendo tuttavia permanere l'obbligo di firma due volte alla settimana.

Le nuove richieste del pm sono scaturite dal fatto che il giovane Daniel con la sua testimonianza ha fatto cadere l'impianto accusatorio, ammettendo di aver avuto una relazione affettuosa-amorosa con Gabriele Paolini.

Lo scorso novembre, a un anno esatto dall'inizio del periodo trascorso agli arresti domiciliari, Paolini aveva tentato il suicidio dopo avere lasciato un messaggio su Facebook scrivendo che quel gesto era dovuto proprio al fatto di non poter vivere senza Daniel e aggiungendo parole di affetto nei confronti del ragazzo conosciuto un anno e mezzo prima.

Oggi, dopo l'udienza, Paolini ha detto:

"Ancora non credo a questa realtà. Visto che il pm Terracina mi sta dando questa possibilità di reintegrazione sociale, ho la possibilità di dimostrare a me stesso la volontà di non tornare ad essere il Paolini ossessivo e invasivo del passato"

L'ex disturbatore tv, dunque, promette di non fare più fastidio ai giornalisti durante i loro stand up:

"I giornalisti tv si scorderanno di me. Mi dedicherò al cinema e alla biografia che è pronta"

A ottobre ci sarà un'altra udienza nel corso della quale saranno ascoltati altri testimoni. Daniel è solo uno dei cinque ragazzi minorenni cui Paolini, secondo l'accusa, avrebbe chiesto di fare sesso a pagamento.

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