Genova, 'ndrangheta: sequestrati beni per 20 milioni

Tutto il patrimonio messo sotto sequestro oggi sarebbe riconducibile a Riccardo Trusendi, già detenuto.

Direzione Investigativa Antimafia Genova

Beni per complessivi 20 milioni di euro sono stati sequestrati stamattina dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Genova in un'operazione anti 'ndrangheta.

Oltre al patrimonio posto sotto sequestro preventivo, fatto di beni, rapporti finanziari e quote societarie, gli agenti dell'antimafia hanno notificato un nuovo provvedimento restrittivo a tre persone già detenute, a cui è stata a notificata una nuova ordinanza di custodia.

Si tratta di Roberto Piras di La Spezia, Riccardo Trusendi di Fivizzano (Massa Carrara) e
Adriana Tanzi Albi, residente a Nizza. Tutti e tre erano già finiti in manette a giugno per le accuse mosse loro, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza delittuosa e falso.

Le indagini della Dia sfociate nel provvedimento ablativo eseguito oggi si sono concentrate su alcuni personaggi che per gli inquirenti sono "contigui alla "ndrangheta" si legge su Il Secolo XIX, e che risponderebbero a Domenico Romeo, arrestato a novembre scorso e destinatario di un precedente provvedimento patrimoniale emesso dal tribunale di La Spezia. Tutto il patrimonio messo sotto sequestro sarebbe riconducibile a Trusendi, secondo la Dia.

Secondo le indagini della Dia, Trusendi nonostante la detenzione continuava a guidare il gruppo, e a gestire attraverso intestazioni fittizie una serie di imprese, suddividendo l’attività economica tra diverse società che venivano fatte fallire di proposito.

Lo scopo era acquisire il portafoglio clienti, le risorse umane e i mezzi delle imprese che dopo il fallimento venivano trasferiti in altre società, lasciando debiti e sfruttando norme e strumenti fiscali e previdenziali ai danni dell'erario.

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