'Ndrangheta, 7 arresti per appalti truccati

Maxi-operazione della Dda di Catanzaro. Nel mirino degli inquirenti anche 10 persone per l'esportazione del modello cosche in Svizzera e in Germania

Un'inchiesta condotta dagli uomini della Dda di Catanzaro che ha svelato gli affari della cosca 'ndranghetista dei Lanzino-Ruà nel territorio di Acri: questa mattina sette persone sono state arrestate e due politici indagati (l'ex assessore all'Agricoltura della regione Calabria Michele Trematerra, il quale rimane in stato di libertà, per concorso esterno in associazione mafiosa e per concussione l'ex sindaco di Acri Luigi Maiorano).

La dda ha emesso 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, concussione, corruzione elettorale, usura, frode informatica e reati in materia di armi. Gli arrestati delle cosche sono accusati di aver cercato di procacciare voti per Trematerra in occasione delle regionali del 2010, per le quali il politico ha già subito delle perquisizioni.

Secondo le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e sviluppate, congiuntamente, dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza e dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rende, la cosca condizionava l'attività del dipartimento Agricoltura e Forestazione della Regione Calabria e del Comune di Acri per l'aggiudicazione di appalti pubblici a favore di società di riferimento dello stesso sodalizio di 'ndrangheta, oltre che esercitare pressioni indebite nei confronti dei funzionari che cercavano di opporsi ai metodi della cosca.

Ma non è l'unico colpo alla 'ndrangheta messo a segno dallo Stato questa mattina: i Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con organi di polizia tedeschi, hanno arrestato 10 persone per associazione di tipo mafioso e concorso in associazione di tipo mafioso, aggravati dalla transnazionalità dei reati poiché commessi in Italia e Germania.

L'operazione è stata chiamata "Rheinbrücke" ed ha fornito una sostanziale conferma dell'esportazione del modello 'ndranghetistico sia in Svizzera che Germania, dove l'organizzazione criminale sarebbe stata letteralmente 'clonata', realizzando così strutture analoghe a quelle tradizionalmente tipiche del territorio calabrese e con i quali ha mantenuto sempre evidenti ed ottimi rapporti di subalternità.

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