Guinea Equatoriale, altri due cittadini italiani privati del passaporto

Altri due dipendenti della società General Work a rischio arresto da parte delle autorità della Guinea Equatoriale: ritirati i passaporti

Nuovi guai per i cittadini italiani residenti in Guinea Equatoriale: altri due connazionali, il padre di Daniel Candio (detenuto da venerdì senza motivo) e un meccanico, anch'essi dipendenti della società di costruzioni General Work, sono stati convocati dalla Polizia e hanno visto ritirarsi i passaporti.

Non abbiamo al momento ulteriori elementi sulla loro identità.

Queste ultime notizie si collocano in un momento storico decisamente drammatico nei rapporti tra Italia e Guinea Equatoriale: in carcere da oltre due anni e mezzo si trova infatti Roberto Berardi, accusato e condannato in un processo farsa di appropriazione indebita, e dal 21 marzo a fargli compagnia c'è Fabio Galassi, che ancora attende la formalizzazione delle accuse da parte della magistratura nguemista.

Ai due si sono aggiunti giovedì scorso Filippo Galassi, figlio di Fabio e già detenuto ai domiciliari, e Daniel Candio, 24 anni di Roma anch'egli dipendente della General Works. Oggi apprendiamo del sequestro dei passaporti a danno del padre di Candio e di un altro meccanico italiano dipendente della stessa società.

A carico di tutti questi connazionali, escluso Berardi che ha una condanna (tra l'altro terminata il 19 maggio ed immotivatamente prolungata al 7 luglio), non sono state formulate accuse formali. Tali arresti però, secondo quanto apprende Blogo da fonti sul posto, vengono utilizzati dalla propaganda del regime per mostrare i muscoli alla popolazione.

Di fatto questi abusi vengono propagandati (in radio e in tv) come campagna elettorale per Teodorin Nguema, viziatissimo figlio del Presidente e primo nella "linea di successione" al trono di Malabo: sembra infatti che Nguema sia riuscito a scalzare ogni possibile concorrente del clan Obiang alla corsa per il potere, dallo zio (ex-ministro della Giustizia, oggi seguito a vista dalle guardie del nipote) al fratello minore. La stessa cosa era stata fatta qualche mese fa, quando ad essere oggetto di arresti ed espulsioni arbitrarie, propagandate come magnifica mossa di sovranità nazionale equatoguineana, erano stati cittadini maliani e ciadiani.

Il regime si prepara così alle prossime elezioni, tra dicembre e i primi mesi del 2016: alla popolazione la propaganda degli Obiang mostra i muscoli dell'erede, il "principe" Teodorin, sostenuto dalla madre Constancia, che nel Paese è quasi più temuta del presidente.

Foto | HRW

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