La 'ndrangheta invade l'Australia e corrompe i politici

La criminalità organizzata calabrese sfruttava le falle nella raccolta fondi per i partiti.

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Dopo aver conquistato il nord Italia ed essersi infiltrata in numerosi stati europei, in primis la Germania, la 'ndrangheta attraversa l'Oceano e approda all'altro capo del mondo, in Australia, dove è riuscita a corrompere diversi politici sia a livello federale che nei singoli stati. Lo ha rilevato un'inchiesta di oltre un anno dei media australiani Fairfax Media-Abc Four Corners.

La 'ndrangheta ha sfruttato i difetti che ci sono nella raccolta fondi australiana per i partiti - evidentemente non a prova di criminalità organizzata italiana - per poi utilizzare metodi che ben conosciamo: i grandi donatori legati alla 'ndrangheta facevano pressioni sui politici da loro appoggiati per farsi favorire in affari legali o illegali.

Stando a quanto racconta il reporter Nick McKenzie che ha curato il servizio, che andrà in onda questa sera in Australia, "il gruppo opera ricorrendo alle minacce e alla violenza sia in attività economiche lecite, come il commercio di frutta e ortaggi, sia in quello illegale della droga". Lo stesso McKenzie si è anche recato in Italia per cercare i parenti dei boss australiani e per parlare con i magistrati e verificare le similarità tra i metodi utilizzati.

Nell'inchiesta saltano fuori legami tra politici di primo piano e noti malavitosi. Di questi legami, il più appariscente è senza dubbio quella tra un noto esponente della 'ndrangheta e l'ex premier John Howard. Attenzione però: l'esponente della 'ndrangheta incontrò Howard senza che questi fosse a conoscenza, per quello che si sa, del fatto che si trattasse di un mafioso.

I legami coinvolgono entrambi i partiti, e anche alcuni ex ministri. Gli inquirenti hanno infatti scoperto che il figlio di un sospetto boss mafioso ha lavorato all'ambasciata australiana di Roma nel periodo in cui a capo c'era Amanda Vanstone, nonostante le autorità italiane avessero informato di chi si trattasse. Da ministro dell'Immigrazione, Vanstone fece entrare in Australia con un visto umanitario un boss che venne poi arrestato per traffico di droga. L'uomo, peraltro, è il fratello di un uomo d'affari di Melbourne con una nota storia criminale in Italia.

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