Usa, Charleston, il manifesto razzista di Roof

Secondo la polizia il movente razziale è il più probabile.

Dylann Storm Roof - Strage di Charleston

21 giugno - Continuano ad arrivare nuove notizie su Dylann Roof e nuovi particolari delineano uno spaccato psicologico ed umano inquietante per quanto riguarda il giovane fanatico americano autore della strage di Charleston.

Gli inquirenti sono riusciti a risalire ad un sito internet, lastrhodesian.com, ove, come riporta il New York Times, c'è l'evoluzione della sua rabbia, la visione distorta di un mondo razzista: Roof appare in numerose fotografie armato, in posa, mentre brucia la bandiera americana e si mostra con quella sudista, o visita siti storici del sud degli Stati Uniti. Poi il manifesto:

"Io non sono in grado da solo, di andare nel ghetto e combattere. Ho scelto Charleston, perché è la città più storica nel mio Stato, e nello stesso tempo la percentuale più alta di neri rispetto ai bianchi nel Paese. Qui non abbiamo skinheads, nessun vero KKK, nessuno fa niente se non parlare su Internet. Ebbene qualcuno doveva avere il coraggio di fare qualcosa di reale, e credo che toccherà a me. [...] Purtroppo al momento in cui scrivo sono in gran fretta e alcuni dei miei pensieri migliori devo lasciarli fuori. Ma sono sicuro che grandi menti Bianche siano già lì fuori. [...] Vi prego di perdonare eventuali errori di battitura, non ho avuto il tempo di rileggere".

Nel sito lastrhodesian Roof si mostra in atteggiamenti sfrontati ma dimostrando anche le fragilità e le turbe cui la sua mente, più si scava, sembra quasi certo sia preda.

20 giugno, ore 13:00 - Dylann Roof, il 21enne autore della strage in una chiesa di Charleston, voleva attaccare un campus di un college della stessa città una settimana prima dell'eccidio.

A rivelarlo all'agenzia Associated Press sarebbe stato un amico di Roof, il quale spiega anche di non aver preso sul serio l'intenzione perchè il ragazzo, quando lo disse, era ubriaco. Tuttavia, l'amico era preoccupato perchè sapeva che Roof aveva una pistola nell'auto e per precauzione decise di nascondere l'arma finchè la sbornia non fosse passata.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, tornando a commentare oggi i fatti di Charleston, ha nuovamente chiosato su quelle che, secondo lui, sono le due ragioni principali dell'eccidio: il razzismo e la facilità di accesso alle armi da fuoco:

"Dobbiamo muovere l'opinione pubblica sul controllo delle armi. C'è bisogno di un cambiamento nell'atteggiamento, per tutti [...] il razzismo resta una piaga che dobbiamo combattere assieme."

19 giugno - Voleva una guerra razziale tra bianchi e neri, per questo, negli ultimi sei mesi aveva pianificato con cura il suo attentato. Lo avrebbe detto lui stesso confessando il gesto alla polizia e lo avrebbe confessato anche il compagno di stanza del 21enne Dylann Roof, Dalton Tyler: "Sperava che il suo gesto innescasse una nuova guerra civile". Domani affronterà l'udienza per la cauzione ma non sarà presente, Roof apparirà in video collegamento dal centro di detenzione di Charleston.

18 giugno, 21:30 - Arrivano altre indiscrezioni sulla strage compiuta da Dylann Roof nella chiesa della comunità afroamericana di Charleston, secondo un testimone intervistato dalla NBC, durante l’assalto il 21enne ha risparmiato un paio di persone perché raccontassero quanto avvenuto e a una di loro, subito dopo aver ucciso nove persone, avrebbe detto:

"Dovevo farlo. Voi violentate le nostre donne e volete prendere il nostro Paese. Andate via"

20:15 - Dylann Roof, il responsabile della strage alla Emmanuel African Methodist Episcopal Church, come abbiamo anticipato era stato arrestato a marzo per droga, secondo le notizie diffusesi nelle ultime ore era libero su cauzione. La polizia lo ha fermato a Shelby, in North Carolina, a circa quattro ore di auto dal luogo della tragedia.

19:08 - Il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha commentato la tragedia di Charleston con rabbia:

"Dobbiamo essere chiari: questi fatti in altri Paesi avanzati non succedono. Troppe volte ho dovuto commentare l'uccisione di innocenti perché qualcuno non ha avuto problemi a procurarsi una pistola. Proviamo rabbia, angoscia e tristezza"

17:36 - Secondo quanto riferito da un ufficiale di polizia alla CNN, Dylann Roof, il presunto autore della strage alla Emmanuel African Methodist Episcopal Church, sarebbe stato arrestato nella Carolina del Nord.
Nella foto che vedete in alto, presa proprio dal profilo di Dylann Roof, indossa una giacca a vento e sopra ha attaccato le bandiere della Rodesia e del Sud Africa ai tempi dell'apartheid, quando erano guidate da regimi controllati di minoranze bianche.

16:26 - La polizia di Charleston, citando l'FBI, ha rivelato il nome del sospetto killer della strage nella chiesa della comunità afroamericana: si tratta di Dylann Storm Roof, 21enne di Eastover, della contea di Richland.

A identificarlo sarebbe stato lo zio, che ha anche detto che lo scorso aprile, per il suo compleanno, gli è stata regalata una pistola calibro 45. A marzo era stato arrestato con l'accusa di possesso di droga.

15:25 - A più di 12 ore dalla strage nella chiesa della comunità afroamericana di Charleston, l'assassino è ancora a piede libero, ma la polizia ha diffuso alcune foto dell'uomo e della macchina che ha usato, come potete vedere in questo tweet

Anche l'FBI sta partecipando alle indagini, alcuni suoi agenti sono arrivati a Charleston da Washington, l iPresidente degli Usa Barack Obama, infatti, ha fatto aprire un'inchiesta per odio razziale. La polizia locale intanto sta interrogando i tre sopravvissuti, secondo le prime indiscrezioni uno di loro sarebbe stato risparmiato proprio per raccontare quello che ha visto. L'assassino è rimasto nella chiesa per circa un'ora prima di aprire il fuoco. L'allarme bomba lanciato poco dopo la tragedia non è stato confermato.

8:37 - Tra le vittime della sparatoria alla chiesa afroamericana di Charleston c’è anche il pastore e senatore democratico Clementa Pinckney, 41enne, padre di due figli.

Sparatoria in una chiesa a Charleston


Charleston sparatoria in chiesa afroamericana

Giovedì 18 giugno 2015 - A Charleston, negli Stati Uniti, un ragazzo di circa 21 anni, con indosso un paio di jeans e una felpa grigia, è entrato in una chiesa frequentata dalla comunità afroamericana e ha sparato uccidendo almeno nove persone e ferendone molte altre. Secondo la polizia è molto probabile che il movente sia razziale. La sparatoria è avvenuta intorno alle nove di sera americane (le 3 del mattino italiane) durante una lettura della Bibbia alla Emmanuel African Methodist Episcopal Church. Si tratta di una chiesa che è iscritta nel registro nazionale dei luoghi storici perché è una delle più antiche del suo genere nel Sud degli Usa ed è una delle più grandi congregazioni afroamericane della regione

Proprio ieri a Charleston c'era stata Hillary Clinton con diversi giornalisti al seguito, mentre un altro candidato alle presidenziali 2016, Jeb Bush, aveva in programma una serie di eventi per la sua campagna elettorale proprio in questa città del Soutd Carolina e, appena saputo della sparatoria, le ha cancellate.

Intanto sul luogo della strage è scattato anche l'allarme bomba e la polizia ha allontanato tutti i giornalisti e le altre persone che erano arrivate vicino alla chiesa.

Di recente proprio a Charleston erano sorte forti tensioni razziali a causa dell'uccisione di un uomo di colore, Walter Scott, per mano del poliziotto bianco Michael Slager che è stato incriminato. Tutta la scena del delitto era stata ripresa con uno smartphone e il video era stato pubblicato su internet.

Su questa pagina tutti gli aggiornamenti sulla sparatoria di stanotte e le ricerche dell'assassino.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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