Morte di Alice Gruppioni, l’investitore condannato per omicidio

Il 3 agosto 2013 Nathan Louis Campbell travolse e uccise Alice Gruppioni che si trovava in luna di miele a Venice Beach con il marito Christian Casadei

Nathan Louis Campbell è stato riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado (preterintenzionale) per la sua folle corsa in auto sul lungomare di Venice, a Los Angeles che, il 3 agosto 2013, provocò la morte di Alice Gruppioni che si trovava in luna di miele con Christian Casadei.

La pena verrà decisa il prossimo 5 agosto, ma il 39enne omicida rischia una pena fino all’ergastolo.

In fase processuale è emerso come Campbell avesse raccontato a un homeless di voler investire lo spacciatore che non gli aveva procurato le metanfetamine dopo che lui gli aveva già consegnato i 35 dollari pattuiti dallo scambio.

Oltre alla 32enne italiana, unica vittima della follia di Campbell, erano rimaste ferite altre 17 persone. Secondo la difesa, Campbell non voleva investire i passanti.

Alice Gruppioni era dirigente del gruppo Sira e figlia di Valerio Gruppioni, in passato vicepresidente del Bologna. La donna si era sposata due settimane prima e quel maledetto 3 agosto era l’ultimo giorno di luna di miele negli Stati Uniti.

Suo marito Christian durante il processo averva raccontato il suo vano tentativo di salvarla, trascinandola in un portone. La donna era rimasta per alcuni secondi aggrappata al cofano ed era poi caduta a terra picchiando la testa e subendo un trauma cranico fatale. La donna era morta sul colpo, davanti al marito, mentre la fuga di Campbell era durata appena un paio d’ore prima dell'arresto.

La famiglia Gruppioni ha intentato una causa civile contro la contea di Venice Beach, sostenendo l’inadeguatezza delle protezioni del marciapiede in caso di intrusioni di autoveicoli.

Italiana investita uccisa Los Angeles

Via | Il Resto del Carlino

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