Mafia Capitale 2: altri sei arresti per appalti truccati

Blitz dei carabinieri in Lazio, Abruzzo e Sicilia.

9 giugno - Altri sei arresti, eseguito a Roma dalla Guardia di Finanza, nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale. Questa volta si tratta di presunte gare d'appalto truccate, tra cui quella relativa al restauro dell'aula Giulio Cesare del Campidoglio, dove si riunisce il Consiglio comunale di Roma. La gara sarebbe stata affidata con trattativa privata a Fabrizio Amore, imprenditore coinvolto in Mafia Capitale. Tra gli arrestati figura anche un dirigente della Sovrintendenza beni culturali di Roma Capitale.

Mafia Capitale 2: i primi interrogatori

5 giugno - Sono cominciati i primi interrogatori di garanzia a Regina Coeli, dove si trovano gli arrestati di ieri in seguito all'operazione Mafia Capitale 2. Tra questi, ci sono Mirko Coratti, ex presidente Assemblea comunale, Angelo Scossafava, dirigente comunale, l'ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo e Francesco Ferrara, dirigente cooperativa "La Cascina". Domani sarà invece la vota degli indagati che sono stati portati a Rebibbia. Nel frattempo, i carabinieri stanno studiando il materiale sequestrato.

Mafia Capitale 2: 44 arresti e 21 indagati

4 giugno, 9:16 - L'agenzia Ansa e Rainews riportano i nomi di alcuni degli arrestati: Luca Gramazio, prima di capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl presso il Consiglio Regionale del Lazio, l'ex presidente del consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti e l'ex assessore alla Casa, Daniele Ozzimo. Arrestati anche funzionari del Comune e della Regione Lazio e il sindaco di un comune dell'hinterland romano. Coinvolti inoltre i consiglieri, Massimo Caprari, Giordano Tredicine, e l'ex presidente del X municipio (Ostia) Andrea Tassone.

Mafia Capitale 2: affari sui migranti


Mafia Capitale 2

Giovedì 4 giugno 2015 - Stamattina è scattato un nuovo blitz dei carabinieri del Ros che stanno eseguendo i mandati d'arresto della procura di Roma nell'ambito del secondo capitolo dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", meglio nota ai media come "Mafia Capitale". Si tratta infatti di un gruppo riconducibile a Massimo Carminati per il quale solo tre giorni fa è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari il giudizio immediato insieme con altri 33 imputati.

I 44 arresti di oggi sono in corso di esecuzione in Abruzzo, Lazio e Sicilia e ci sono anche altri 21 indagati a piede libero nei confronti dei quali si stanno effettuando delle perquisizioni. I reati contestati sono: associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altro.

Sotto inchiesta c'è anche il business dei flussi migratori e la gestione dei campi di accoglienza per migranti. Nel Lazio in particolare i carabinieri si stanno muovendo nelle province di Roma, Rieti e Frosinone, in Abruzzo soprattutto in provincia dell'Aquila e in Sicilia a Catania ed Enna.

Nell'ordinanza d'arresto gli inquirenti spiegano che secondo gli accertamenti svolti dopo la prima tornata di arresti è emersa

"l'esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi e imprenditoriali locali"

e hanno specificato che si tratta di un

"ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d'imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori"

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