Guinea Equatoriale, liberato Filippo Galassi. Il padre Fabio resta in carcere

Fabio e Filippo Galassi sono agli arresti da sabato mattina, accusati di aver tentato di trasportare denaro fuori dal paese

Aggiornamento 26 marzo 2015 - Mentre il clima sociale in Guinea Equatoriale ricorda sempre più quello vissuto già in Costa d'Avorio nel 2004, quando le Nazioni Unite evacuarono dal paese tutti i cittadini stranieri ivi residenti pochi giorni prima dell'esplosione della guerra civile, le notizie che giungono dal paese sono parzialmente positive: lunedì sera Filippo Galassi è stato rilasciato dalle autorità del commissariato di Bata, ma non potrà allontanarsi molto; a suo carico infatti è stata depositata una denuncia per la vendita illecita di beni dell'impresa General Works.

La liberazione di Filippo Galassi è stata resa possibile grazie al tempestivo ed efficace intervento delle autorità diplomatiche italiane di base in Cameroun.

Per Fabio Galassi invece la situazione resta preoccupante: per lui si starebbe profilando l'accusa di bancarotta fraudolenta e, per tutelarne l'incolumità (questa la motivazione addotta dai giudici del Tribunale di Bata), dovrà restare in carcere. All'udienza di lunedì è stato inoltre disposto dai giudici che venga nominato un consulente per un audit che dovrà verificare lo stato dei bilanci e dei conti dell'impresa.

Nonostante ciò di accuse formali la magistratura nguemista non ne ha formalizzate e i due restano ristretti da sabato mattina, a vario titolo, senza un capo d'accusa. Non è stato infatti chiarito dalla magistratura equatoguineana chi abbia formulato le accuse e in base a quali prove, visto e considerato il fatto che fu lo stesso Galassi a chiedere un concordato con i creditori e a portare i libri in Tribunale (sabato pomeriggio, 21 marzo, si sarebbe dovuta tenere l'udienza).

Arrestati gli italiani Fabio e Filippo Galassi

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Fabio e Filippo Galassi, padre e figlio entrambi lavoratori per la Rangerbourg Corporation, un gruppo edile della Guinea Equatoriale che ingloba una galassia di altre società, sono stati arrestati sabato mattina nella città di Bata, in Guinea Equatoriale, mentre uscivano da casa.

Secondo una prima ricostruzione che Blogo pubblica in esclusiva i due sarebbero stati visti da alcuni dipendenti del gruppo Rangerbourg alle 5.30 di sabato mentre uscivano di casa con "alcune valigie": l'impresa, secondo la televisione di stato nguemista, avrebbe mesi di salari arretrati da pagare, anche 6 o 12, oltre che avere alcune pendenze con fornitori e banche.

Fabio Massimiliano Galassi lavora come consulente economico del gruppo Rangerbourg, il cui Presidente è Annamaria Moro, vedova di Igor Celotti, un imprenditore italiano morto in circostanze misteriose il 21 giugno 2007: il suo CESSNA si schiantò in mezzo alla giungla tropicale e l'imprenditore morì nell'incidente. Juan Cruz Manzano, il pilota, venne invece ritrovato illeso.

Celotti era a capo di un'azienda edile, oggi parte del gruppo Rangerbourg, chiamata General Works, la quale fu protagonista di un'azione giudiziaria imponente alla morte dell'imprenditore italiano. Oggi il direttore di General Works è proprio Fabio Galassi, dopo che la società fu svuotata di ogni bene da multe faraoniche: in seguito le autorità della Guinea accusarono la moglie di aver mentito sul loro matrimonio e di aver cercato di trasferire fondi all'estero, soldi che in realtà sembra spettassero di diritto agli eredi Celotti. La stessa accusa che, almeno ufficiosamente, viene mossa nei confronti dei due Galassi.

Sabato mattina, secondo le cronache locali, alcuni lavoratori avrebbero visto padre e figlio Galassi uscire di casa con alcune valigie piene di soldi. Così la televisione di stato locale TVGE:

"Ha cercato di fuggire in modo irregolare con tutti i documenti aziendali, marche da bollo, dischi rigidi e ingenti somme di denaro per corrompere i check-point della polizia. Galassi aveva in programma un incontro con il Governatore di Bata proprio il giorno del suo arresto, e in quell'occasione ha chiesto due visti presso l'Ambasciata del Camerun"

Una guardia di sicurezza della General Works avrebbe visto i due Galassi uscire di casa ed avrebbe avvertito, scrive Diario Rombe, un dipendente della stessa società di nome Hassan, il quale ha avvisato la polizia:

"Quando ci siamo resi conto che sia lui che suo figlio stavano scappando con sei valigie, li abbiamo inseguiti e fatti arrestare."

riporta Diario Rombe citando Hassan.

Una volta intervenute le autorità le valigie sono state perquisite negli uffici della Polizia di Bata e al loro interno non è stato trovato nulla di compromettente: solo effetti personali che lo stesso Fabio Galassi ha spiegato di voler inviare in Italia tramite DHL.

Sabato ci sarebbe dovuta essere la prima udienza, al Tribunale di Bata, di un concordato con i creditori del gruppo: una commissione speciale presieduta dal Presidente della Corte Suprema e dal Contabile Generale dello Stato avrebbe dovuto analizzare bilanci e conti del gruppo, quantificandone i beni attivi e provvedendo poi a pagare i creditori. Lo stesso gruppo avrebbe presentato la richiesta di concordato per allentare la morsa dei creditori in attesa degli incassi in sospeso con i committenti, per lo più aziende statali o riconducibili a personalità istituzionali.

Aziende che, come dichiarato pochi mesi fa da Francisca Obiang, presidente della Camera di Commercio, sono tutte ufficialmente insolventi.

Al posto di quest'udienza sabato se ne è tenuta un'altra, al Tribunale penale di Bata: i Galassi sono stati portati, sabato pomeriggio, davanti ad un giudice che ha chiesto conto a Fabio Galassi della situazione patrimoniale del gruppo.

Al termine dell'udienza il giudice ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere per entrambi e ordinato il trasferimento di Fabio Galassi nel carcere di Bata, dove è detenuto un altro italiano, Roberto Berardi, e di Filippo in una cella di isolamento nel commissariato di Bata.

Questa mattina alle 9 si sarebbe dovuta tenere una seconda udienza. Le motivazioni dell'arresto non sono state rese note nè agli imputati nè ai rappresentanti italiani in Guinea Equatoriale, che hanno immediatamente informato le autorità italiane competenti di base in Cameroun.



Guinea Equatoriale, arrestati due italiani: Fabio e Filippo Galassi

L'arresto di Fabio (rientrato da una settimana in Guinea) e Filippo Galassi potrebbe rientrare in quella stretta contro i cittadini stranieri ordinata dal regime al termine della Coppa d'Africa: l'ex allenatore della nazionale del paese africano, il basco Andoni Goikoetxea, era stato arrestato e poi liberato la scorsa settimana con le medesime accuse dei due.

L'allenatore aveva spiegato che quei soldi erano semplicemente il suo compenso, ma gli sono stati ugualmente sequestrati prima del decreto di espulsione dal Paese.

Visti i trascorsi con la giustizia contabile guineana sia della General Works che del gruppo Rangerbourg e vista l'assenza di accuse circostanziate e precise della magistratura nguemista, certamente la notizia dell'arresto dei due italiani preoccupa non poco. Anche perchè la situazione patrimoniale dell'azienda e del gruppo di cui fa parte dipende in parte anche dall'insolvenza dei committenti più importanti, tutti riconducibili a pezzi delle istituzioni corrotte della Guinea Equatoriale.

Secondo alcune fonti riservate di Blogo le preoccupazioni maggiori riguarderebbero Fabio Galassi, che in base a quanto ci è stato riferito non sarebbe nelle condizioni fisiche di reggere una carcerazione al limite dell'umana sopportazione, come già è per Roberto Berardi (attualmente suo compagno di detenzione, anche se entrambi risultano essere in isolamento).

Foto | Diario Rombe

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