Coppia uccisa in auto a Pordenone, arrestato Giosuè Ruotolo: "Gravi indizi di colpevolezza"

Trifone Ragone è stato ucciso per primo con tre colpi di pistola, poi è stata uccisa Teresa Costanza con due colpi.

8 marzo 2016 - A poche ore dalla notizia dell’arresto di Giosuè Ruotolo e della sua fidanzata Rosaria Patrone, il Procuratore Capo di Pordenone, Marco Martani, ha indetto una conferenza stampa per illustrare gli ultimi sviluppi sulla vicenda, a cominciare dal testimone chiave, un atleta che al momento del duplice omicidio stava facendo jogging intorno al palazzetto dello sport.

Ha incrociato le vittime, che ricorda mentre stavano per salire sulla loro auto incamminandosi lungo via Amendola, indicando precisamente ai Carabinieri la zona dove si trovava in quell'istante. Lo stesso atleta ha completato il proprio allenamento nella stessa zona del parco di San Valentino. Si tratta di 420 metri percorsi in un lasso di tempo compreso tra due minuti e mezzo e tre minuti. La medesima telecamera inquadra trenta secondi prima la vettura di Ruotolo: cioè poco dopo che l'omicidio è stato commesso. La vettura di Ruotolo si doveva quindi per forza trovare nel luogo in cui l'omicidio è stato commesso.

Il movente del delitto, secondo quanto riferito da Martani, sarebbe legato al violento litigio avvenuto poco tempo prima tra Giosué Ruotolo e Trifone Ragone. Questo avrebbe spinto il primo a pianificare nel dettaglio il delitto:

Esistono gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Ruotolo per i quali si è evidenziata la sussistenza di esigenze cautelari: nel caso specifico ha inciso il pericolo di inquinamento delle prove poste in atto tanto da Ruotolo quanto dalla fidanzata Maria Rosaria Patrone. […] Il quadro giudiziario nei confronti di Ruotolo si è andato progressivamente aggravando, anche se dal mese di ottobre, dopo il primo interrogatorio, gli elementi a carico dell'indagato erano già molto consistenti. Siamo nel più classico processo di carattere indiziario: non c'è Dna, né qualcuno che ha visto l'omicidio o il momento in cui si disfaceva dell'arma.

7 marzo 2016 - Secondo quanto riportano le agenzie stampa sarebbe stato arrestato Giosuè Ruotolo, il militare campano unico indagato del duplice omicidio dei due fidanzati di Pordenone. Ruotolo è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Pordenone, Alberto Rossi.

L'uomo è stato rinchiuso nel carcere di Pordenone ed anche la sua compagna, Rosaria Patrone, si trova in stato di arresto ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento e istigazione all'omicidio. L'elemento che sarebbe stato considerato chiave dagli investigatori sarebbero i dissapori di vecchia data tra Trifone Ragone e Ruotolo, che erano commilitoni.

Fino a oggi Ruotolo ha vissuto all'interno della nuova caserma di Pordenone, in cui era stato trasferito da qualche settimana e dalla quale non poteva avere contatti con l'esterno: "L'arresto del mio assistito Giosué Ruotolo ci coglie completamente di sorpresa perché sono passati sei mesi dall'iscrizione del registro degli indagati e non capiamo quali circostanze possono essere mutate rispetto ad allora per giustificare questo provvedimento. [...] Paradossalmente ci fa uscire da una incredibile situazione di sospensione in cui eravamo tenuti dalla fine del mese di settembre senza poter accedere in alcun modo agli atti dell'inchiesta. Appena letta la motivazione con cui il Gip ha accettato la proposta di arresto giunta dalla Procura presenteremo immediata istanza al tribunale del riesame di Trieste affinché Ruotolo torni immediatamente in libertà. Siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti e proprio l'accesso agli atti ci garantirà un contradditorio e la spiegazione ai punti interrogativi sollecitati dall'accusa" ha detto l'avvocato di Ruotolo, Roberto Rigoni Stern.

11 ottobre 2015 - Gli accertamenti su Giosuè Ruotolo sono ancora in corso da parte delle autorità dopo l’interrogatorio e la nuova versione fornita dal giovane una manciata di giorni fa, ma le indiscrezioni si rincorrono senza sosta anche per colpa dell’interessamento che i programmi televisivi in una certa tipologia stanno dando al caso, raccogliendo testimonianze più o meno verificate.

L’ultima rivelazione ancora tutta da verificare arriva via Rete4 dalla madre di Trifone Ragone, ucciso insieme alla compagna Teresa Costanza. Secondo quanto riferito da Eleonora Ragone, Ruotolo l’avrebbe avvicinata nelle settimane successive al delitto per chiederle 25 euro che sosteneva di aver prestato a Trifone Ragone prima del delitto:

Giosuè Ruotolo ci ha avvicinato dopo l’omicidio, in albergo. Ci ha detto che aveva fatto un prestito a mio figlio; gli ho chiesto di quanto si trattava e mi ha detto che erano 25 euro. Ma a quel punto un commilitone è intervenuto dicendo di lasciarlo perdere.

Questo aggiunge ben poco alle indagini sul delitto - al massimo contribuisce a delineare un ritratto di Ruotolo poco delicato - e come hanno precisato dall’avvocato del giovane, Roberto Rigoni Stern, sarà la giustizia a confermare quanto c’è di vero e quanto è frutto dell’inventiva:

Occorre prestare molta attenzione alle dichiarazioni fornite in questo delicato momento delle indagini, in quanto potrebbero essere oggetto di profili penali di responsabilità. Escono dichiarazioni inverosimili oggetto di possibili denunce e querele.

Le indagini, lo ricordiamo, si trovano al momento in una fase molto delicata e la stampa che si affanna a trovare indiscrezioni e presunti scoop non aiuta affatto.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: Giosuè Ruotolo cambia versione dei fatti

6 ottobre 2015 - Giosuè Ruotolo ha cambiato versione dei fatti. Il giovane militare, unico indagato per il duplice omicidio di Pordenone, avrebbe smentito parzialmente il primo racconto fatto agli inquirenti, sostenendo di non essere rimasto sempre a casa come sostenuto all’inizio, ma di essere uscito per qualche minuto e di essersi effettivamente trovato nei pressi del luogo del delitto per qualche minuto.

A scriverlo è il Corriere della Sera, secondo il quale la nuova versione dei fatti non avrebbe convinto gli inquirenti, certi che l’automobile di Ruotolo sia passata per almeno due volte - lo rivelano le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nell’area - nel luogo della tragedia proprio mentre Trifone Ragone e Teresa Costanza veniva uccisi.

Tra un passaggio dell’auto e l’altro, dicono gli inquirenti, c’è un buco di 7 minuti che Ruotolo non è ancora riuscito a spiegare. Il giovane avrebbe così motivato il suo spostamento di quella sera:

Quella sera non sono stato a casa, ma sono uscito per andare al Palasport. Non mi sono fermato perché non trovavo parcheggio, così ho deciso di andare a correre nella zona. Poi però, a causa del freddo, dopo pochi minuti sono tornato a casa.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: martedì l'interrogatorio di Giosuè Ruotolo

4 ottobre 2015 - Giosuè Ruotolo, unico indagato per l’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, sarà interrogato martedì prossimo dai pubblici ministeri Pier Umberto Vallerin e Matteo Campagnaro e, stando a quanto riferito dai suoi legali, non si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma collaborerà a risponderà a tutte le domande che gli verranno poste.

Ruotolo continua a dichiararsi innocente e l’interrogatorio di martedì servirà proprio a chiarire la sua posizione, a cominciare dal suo alibi durante l’orario del delitto, identificato tra le 19.40 e le 19.50 del 17 marzo scorso.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: proseguono le indagini su Giosuè Ruotolo

29 settembre 2015 - Proseguono le indagini sull'omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone. I Ris hanno effettuato dei controlli sull'automobile di Giosuè Ruotolo, collega di Ragone ed unica persona al momento sospettata del delitto. All'interno dell'autovettura i carabinieri hanno rinvenuto delle tracce biologiche, la cui natura è ovviamente ancora sconosciuta. Adesso saranno le analisi di laboratorio a stabilire di che tipo di tracce biologiche si tratta e se queste appartengono o meno alle due vittime.

Anche l'appartamento di Ruotolo è stato perquisito ed esaminato, senza trovare tracce sospette. Al tempo stesso i carabinieri hanno sequestrato diversi indumenti, che verranno analizzati più attentamente in laboratorio. Gli inquirenti hanno inoltre anche interrogato lungamente la fidanzata di Ruotolo, che ha affermato di non aver mai frequentato in coppia i due assassinati.

L'avvocato Rigoni Stern, che sta assistendo Ruotolo in questa fase, ha spiegato che il suo cliente sta affrontando serenamente questi accertamenti in quanto non responsabile del duplice omicidio: "Sull’innocenza del mio assistito metto una mano sul fuoco. Attendiamo fiduciosi l’esito degli accertamenti. Quello che ha in mano, al momento, la Procura, non è certamente sufficiente per esercitare l’azione penale né per emettere una misura restrittiva nei confronti di Ruotolo. Anche se non ci fosse un alibi, questo non implicherebbe la colpevolezza. Il nostro assistito è stato sentito più volte dagli inquirenti come persona informata sui fatti, ma in questo momento non sono in grado di dire nulla al riguardo, perché dobbiamo acquisire ancora i verbali".

27 settembre 2015 - Giosuè Ruotolo, il militare di 26 anni indagato per l’omicidio di Teresa Costanza e del compagno Trifone Ragone, respinge ogni accusa, pur non avendo un alibi per la sera del delitto. Via Facebook il giovane ha spiegato:

Posso solo dire che non sono stato io. Chi non ha un alibi deve essere per forza colpevole? Io e Trifone eravamo amici, l’ho portato a spalla al funerale, era un collega mio, ho ritenuto opportuno farlo, era doveroso. […] Non c'entro, ma è giusto che indaghino, così verranno eliminati tutti i dubbi.

Il momento cruciale di questa delicata indagini sarà domani, quando nel corso dell’incidente probatorio i Ris di Parma verificheranno la presenza di tracce biologiche e di possibili impronte digitali sull’arma del delitto e sul caricatore, accertamenti che permetteranno di accusare Ruotolo o escluderlo dalle indagini.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: indagato un 26enne

25 settembre 2015 - La tanto anticipata svolta è arrivata, anche se i contorni sono ancora tutti da definire: una persona è stata iscritta nel registro degli indagati in relazione all’omicidio di Teresa Costanza e del compagno Trifone Ragone.

Si tratta di un ragazzo di 26 anni residente a Pordenone, amico di Ragone. Gli inquirenti, per ovvi motivi, non si sbilanciano e il Procuratore di Pordenone si è limitato a spiegare “di non poter aggiungere altro perché siamo in una fase molto delicata. Posso solo dire che l'interessato ha nominato un legale".

La svolta sarebbe arrivata dopo il ritrovamento del caricatore dell’arma del delitto, rinvenuto nel laghetto del parco di San Valentino. Nessuna ipotesi, al momento, sul movente e sull’esatta dinamica del duplice omicidio, ma le indagini stanno procedendo serrate e maggiori dettagli potrebbero arrivare già nelle prossime ore.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: trovato il caricatore dell’arma

19 settembre 2015 - Sembra sempre più vicina la svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone. Le ricerche dei sommozzatori nel laghetto del parco di San Valentino hanno portato alla luce il caricatore di una pistola calibro 7.65, lo stesso calibro dell’arma usata per uccidere i due fidanzati.

Gli inquirenti mantengono il riserbo più assoluto, segno che qualcosa si sta muovendo per il verso giusto: non è chiaro se il ritrovamento sia già stato collegato al duplice delitto, né è stato reso noto il perchè, dopo sei mesi, si è deciso di andare a cercare nel laghetto.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: sommozzatori alla ricerca dell'arma del delitto

17 settembre 2015 - Sono passati esattamente sei mesi dall’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone e ad oggi i responsabili sono ancora in libertà, non ancora identificati dagli inquirenti che fin da subito si sono occupati del caso. La svolta potrebbe arrivare nelle prossime ore, quando i carabinieri di Pordenone e i sommozzatori di Genova avvieranno le ricerche dell’arma del delitto, una pistola calibro 7.65, nel laghetto del parco di San Valentino a Pordenone.

Il perchè di questa decisione, a così tanto tempo dal delitto, non è stato reso noto, ma non si esclude che gli inquirenti abbiano ricevuto una segnalazione ritenuta valida al punto da giustificare l’avvio delle ricerche in quel particolare luogo a circa due chilometri dal luogo del delitto, il parcheggio del palasport cittadino.

Ne sapremo senza dubbio di più nelle prossime ore.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: tracce del killer nell'automobile

25 marzo 2015 - La svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Pordenone potrebbe essere vicina. Gli inquirenti sono convinti di aver trovato tracce del killer all’intero dell’auto in cui Trifone Rifone e la compagna Teresa Costanza. Dei capelli, per l’esattezza, che permetteranno di isolare il suo DNA.

Il killer, secondo l’ultima ricostruzione, avrebbe esploso i colpi da una distanza così ravvicinata da spingerlo a introdursi nell’abitacolo, lasciando così le preziose tracce.

Mentre gli accertamenti sul materiale genetico proseguono, si fa strada un nuova ipotesi: Ragone sarebbe stato il reale destinatario dell’agguato. La sua compagna è stata uccisa in quanto testimone del delitto. I motivi di questa esecuzione, però, sono ancora tutti da chiarire.

22 marzo 2015 - Col passare delle ore gli inquirenti hanno sempre meno dubbi. Ad uccidere Trifone Ragone e la compagna Teresa Costanza non è stato un assassino improvvisato, ma un killer professionista. Quello che sembra ancora lontano dal chiarimento, invece, è il movente di tanta brutalità, come confermato da Giampiero Lago, comandante del Ris di Parma:

Non mi sono mai trovato di fronte a un delitto del genere, caratterizzato da una così marcata sproporzione fra il profilo normale delle due vittime e le modalità di esecuzione che fanno pensare alla criminalità più spietata. È questa l’anomalia che rende difficile la soluzione del giallo, a meno di sorprese dell’ultima ora.

Al momento sarebbero cinque le piste che si stanno battendo, a cominciare dalla pista passionale e a quella che passa per i locali notturni frequentati dalle due vittime. Lei arrotondava facendo la ballerina, lui animava gli addii al nubilato. Al vaglio, quindi, mariti gelosi, spasimanti e possibili stalker.

La pista finanziaria, seppur poco credibile, non è stata del tutto esclusa: Costanza era un’assicuratrice e aveva molti agganci con imprenditori locali. Poco probabile anche la pista che porta a Cosa Nostra. Anche in questo caso si scava nella vita di Teresa Costanza. Suo zio fu vittima circa 20 anni fa di lupara bianca, ma i collegamenti col presente sembra davvero troppo lontani.

L’ultima pista sta portando gli investigatori a indagare in palestra, approfondire eventuali traffici di anabolizzanti. Tutto ancora da verificare, ma di fronte a nessun indizio concreto non si può tralasciare alcun dettaglio.

21 marzo 2015 - A tre giorni dall’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza non c’è ancora una pista in grado di spiccare sulle altre. Gli inquirenti stanno indagando a 360 gradi, scavando nella vita dei due giovani alla ricerca di elementi che riescano a spiegare questa tragedia. Non è chiaro nemmeno chi fosse il reale destinatario dell’agguato: i killer volevano uccidere entrambi? Volevano uccidere uno dei due e l’altro è stato una vittima collaterale?

Tante domande ancora senza risposta. Se da un lato si sta passando al setaccio la via delle due vittime, dall’altro si cerca l’auto utilizzata dai killer per la fuga. Si tratterebbe di una Audi, vista sfrecciare via dal parcheggio del palazzetto dello sport negli stessi istanti in cui la coppia veniva trucidata.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella della malavita dell’Est europa. Scrive Il Gazzettino:

Giustiziati, come se nel loro passato ci fosse uno sgarro da vendicare. […] Significa che il killer ha fatto fuoco tre volte, in rapida successione, contro il carrista originario di Monopoli e poi ha rivolto per tre volte l’arma contro la fidanzata siciliana […]Se la semiautomatica 7,65 è una delle armi più diffuse e pertanto i profili dell’assassino potrebbero essere svariati, l’esecuzione porta a prendere in considerazione ambienti ben definiti e un movente molto forte. Che il killer debba vendicare uno sgarro rivela in ogni caso un’indole spietata, che fa pensare alle bande dell’Est.

Le indagini proseguono, così come vanno avanti gli interrogatori di amici, parenti e conoscenti delle due giovani vittime.

Coppia uccisa in auto a Pordenone: spunta l'ipotesi di uno spasimante

Giovedì 19 marzo 2015 - Emergono nuovi particolari sull'omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Intanto gli accertamenti medico-legali sui corpi delle vittime hanno evidenziato che l'uomo è stato colpito da tre proiettili e la donna da due, esplosi da una pistola calibro 7.65. L'assassino ha aperto la portiera dal lato del passeggero, dove si trovava Ragone, poi gli ha puntato l'arma alla tempia e l'ha ucciso, dopo ha sparato alla ragazza. L'autopsia probabilmente fornirà ulteriori dettagli.
Intanto, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, gli inquirenti stanno vagliando soprattutto l'ipotesi del movente passionale e in particolare dell'esistenza di uno spasimante di Teresa cui Trifone voleva dare una lezione e del quale aveva parlato a un amico.

Pordenone: coppia uccisa in auto


Mercoledì 18 marzo 2015
Teresa Costanza

Duplice omicidio a Pordenone, scoperto nella serata di ieri nel parcheggio del palazzetto del sport della città. I corpi senza vita di Trifone Ragone e di Teresa Costanza, di 29 e 30 anni, sono stati rinvenuti all’interno di un’automobile parcheggiata davanti alla struttura sportiva.

In un primo momento si era pensato a un caso di omicidio-suicidio, ma i rilievi sul luogo hanno permesso di escludere con certezza quell’ipotesi: i due sono stati uccisi a colpi di pistola, ma nell’automobile non è stata ritrovata alcuna arma. Diversi bossoli, poi, sono stati recuperati accanto alla vettura.

Pochi i dubbi, quindi, che i due siano stati uccisi mentre si trovavano all’interno del mezzo. Il killer, o i killer, li hanno avvicinati e hanno esploso diversi colpi di pistola dall’esterno, frantumando i finestrini e crivellando di colpi Ragone e Costanza.

I due erano una coppia. Ragone, originario di Monopoli, era un sottufficiale dell'Esercito in servizio al 132/o Reggimento Carri di Cordenons, mentre la compagna lavorava per le Assicurazioni Generali. Entrambi vivevano a Pordenone da circa un paio di anni.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, Ragone aveva appena concluso un allenamento in palestra quando i killer lo hanno sorpreso insieme alla compagna. Ragone è stato freddato con un colpo di pistola, a uccidere Costanza invece sarebbero stati tre colpi.

Le indagini proseguono. Gli inquirenti stanno ora scavando nella vita delle due vittime alla ricerca di elementi che potrebbero portarli sulla pista giusta, a cominciare dalle loro ultime frequentazioni e i loro ultimi spostamenti.

duplice omicidio pordenone

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