Tangenti Grandi Opere, le intercettazioni che smentiscono Maurizio Lupi

Stefano Perotti avrebbe procurato incarichi di lavoro a Luca Lupi e con Franco Cavallo avrebbe fatto ai Lupi regali come Rolex da 10mila euro e abiti sartoriali.

Giovedì 19 marzo - Mentre il ministro Maurizio Lupi riflette se rassegnare o meno le proprie dimissioni dal governo Renzi, continuano ad uscire i testi delle intercettazioni che si riferiscono alle presunte favori in favore del ministro da parte di imprenditori nel settore delle grandi opere.

Agli atti dell'inchiesta compare l'intercettazione di una telefonata dell'8 gennaio 2014, ore 13:33, una conversazione tra il ministro Lupi ed Ercole Incalza, il principale indagato, ex dirigente del ministero ed oggi consulente; la telefonata smentirebbe la versione fornita dallo stesso Lupi, che nei giorni scorsi ha asserito di non avere mai agevolato o chiesto favori per il figlio:

"INCALZA:... si?
LUPI:... ma sei sempre a mangiare cazzo?
INCALZA:... no! ... quale mangiare? ... dimmi tutto
LUPI:... dove stai?
INCALZA:... al Ministero sono
LUPI:... ma stai lavorando?
INCALZA:... certo! ... adesso alle 4 abbiamo la riunione con ...(inc.)... solo
LUPI:... ascolta ... se fra un quarto d'ora ti mando questo che è venuto da Milano a Roma a far due chiacchiere?
INCALZA:... chi? ... dimmi tutto ... dimmi
LUPI:... nel senso di avere consulenze e suggerimenti eccetera
INCALZA:... dimmi chi viene ... dimmi!
LUPI:... viene mio figlio Luca
INCALZA:... quando vuoi ... ma figurati! ... nessun problema!
LUPI:... no ... quando vuoi ... dimmi a che ora te lo faccio venire in modo che
INCALZA:... o adesso o alle cinque quando finisce il Tesoro ... no?
LUPI:... no allora conviene che venga adesso così ...
INCALZA:... io sto qua
LUPI:... okay ... ciao
INCALZA:... ciao"

Un'ora dopo, alle 14:29, è l'ex dirigente del ministero "Ercolino" Incalza ad alzare il telefono per mettersi in contatto con l'imprenditore Stefano Perotti. Nel corso di quella conversazione Incalza si rivolge ad una persona che non è all'apparecchio ma nel suo ufficio (secondo gli inquirenti Luca Lupi, figlio del ministro), per poi fissare un appuntamento con l'imprenditore di lì a due giorni, venerdì 10 gennaio.

"PEROTTI:... chi è questo?
INCALZA:... il figlio di Maurizio!
PEROTTI:... ah!.. ah! ho capito... io... posso venire... perché domani c'abbiamo una riunione a Bressanone che inizia alle 8 ... se lo posso fare prendo un treno..."
Mercoledì 18 marzo

- Dagli atti delle indagini sui grandi appalti saltano fuori nuovi regali che sarebbero stati destinati a Maurizio Lupi e a sua moglie, Emanuela Dalmiglio. Francesco Cavallo, uno degli arrestati, si sarebbe infatti adoperato per regalare a quest'ultima un biglietto aereo Milano-Bari (447 euro) per consentirle di assistere a una convention del Ncd organizzata dal marito. Ma c'è di più: a margine di questo evento, il Melonascina (un imprenditore vicino a Cavallo) "organizza una cena ristretta con il Ministro Lupi. A questa cena dovrebbe partecipare anche il Cavallo. Menolascina dice telefonicamente a Forlani Emmanuele (segreteria del Ministro Lupi) che si tratta di una cosa ’super riservata'. Da un dialogo intercettato il 10.1.2014, tra il Ministro Lupi ed il Menolascina, si comprende che devono vedersi dieci minuti prima della cena ('tanto alle nostre cose so 10 minuti...noi 10 minuti prima ci vediamo... io te e coso')", così si legge negli atti.

Martedì 17 marzo, ore 14.25 - È scontro fra il premier Matteo Renzi e l’Anm dopo l’accusa, mossa dall’Associazione Nazionale Magistrati di uno Stato condiscendente con i corrotti. Dopo il caso delle tangenti che coinvolge il ministro delle Infrastrutture Lupi, questa mattina, nel corso della trasmissione televisiva Uno Mattina, il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli ha detto:

Uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità,

aggiungendo, poi, che in Italia è avvenuto l’esatto contrario:

i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati.

Secondo Sabelli, dall’epoca di Tangentopoli in poi, con la depenalizzazione del falso in bilancio del 2002 e la riduzione della prescrizione del 2005gli interventi legislativi avrebbero favorito i corrotti.

La replica di Matteo Renzi ha tardato ad arrivare. Il premier, impegnato all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore di Polizia ha dichiarato che

lo Stato non dà schiaffi a magistrati e carezze ai corrotti. Sostenere questo avendo responsabilità istituzionali o a nome di categorie, è triste. E' una frase falsa, ingiusta, fa male ma non per il governo di turno, per l'idea stessa delle istituzioni.

Insomma per Renzi si può entrare nel merito della singola questione, ma è vietato generalizzare.

Certo è che la posizione del ministro Lupi sta creando non pochi imbarazzi all’attuale Governo e presta il fianco alle critiche provenienti da più parti.

Pippo Civati ha ricordato la posizione di Matteo Renzi all’epoca della vicenda Ligresti che coinvolse il ministro Cancellieri:

Matteo Renzi individuò nelle ragioni di opportunità politiche e istituzionali le motivazioni delle dimissioni di una ministra del governo Letta. Chissà se il ragionamento varrà anche per il ministro Lupi.

Il ragionamento di Civati non fa una grinza e anche il predecessore di Renzi alla segreteria Pd si fa sentire: Pierluigi Bersani ha ricordato come, da ministro, tolse le concessioni Tav nel più assoluto silenzio dei media.

Sull’inchiesta della Procura di Firenze non poteva non intervenire Beppe Grillo:

Lupi o è un fallimento come ministro oppure porta sfiga. O entrambe. Le persone che si è messo vicino sono state arrestate dopo anni che agivano indisturbate all'interno delle Istituzioni.

Perché Lupi le ha scelte e perché le ha coperte? Lupi deve dare spiegazioni, dimettersi e restituirci fino all'ultimo centesimo tutti i quattrini che si è beccato come Ministro delle infrastrutture.

E visto che nell’inchiesta fiorentina sono emerse responsabilità anche da parte dei vertici delle Ferrovie del Sud Est, anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha ricordato

la mortificazione con cui ho registrato l'indifferenza del ministero delle Infrastrutture ogni volta che abbiamo proposto una ricognizione della realtà delle Ferrovie Sud Est. E che quella fosse una pentola piena di cose strane e opache a me era evidente.

(D.M.)

Tangenti Grandi Opere, al ministro Lupi regali e lavoro per il figlio dagli imprenditori arrestati

martedì 16 marzo, ore 17.38 -

Il nome del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi è sempre più presente nella vicenda della corruzione nell'ambito degli appalti per le Grandi opere e non solo perché uno degli arrestati, Ercole Incalza, è stato per 14 anni uno dei manager del ministero di cui ora l'esponente di Ncd è a capo, inclusi i suoi due mandati dal 2013 con il governo di Enrico Letta e con il governo di Matteo Renzi, ma anche perché emerge che Lupi ha dei legami anche con gli imprenditori arrestati stamattina.

In particolare, nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Firenze, si legge che Stefano Perotti, uno degli imprenditori arrestati, aveva procurato incarichi di lavoro a Luca Lupi, figlio del ministro. Inoltre Perotti e sua moglie avevano regalato al giovane laureato in Ingegneria un Rolex del valore di 10.350 euro proprio in occasione della sua laurea e glielo avevano fatto arrivare tramite Franco Cavallo che è un altro degli imprenditori arrestati stamani.

Particolare attenzione stanno facendo gli inquirenti a delle intercettazioni effettuate durante le indagini. In una a parlare è Giulio Burchi, uno degli indagati, che il 1° luglio racconta all'ingegnere Massimo Averardi, dirigente dell'Anas:

"Il nostro Perottubus ha vinto anche la gara, che ha fatto un ribasso pazzesco”, ha vinto “anche il nuovo palazzo dell’Eni a San Donato e c’ha quattro giovani ingegneri e sai uno come si chiama? Sai di cognome come si chiama? Un giovane ingegnere neolaureato, Lupi, ma guarda i casi della vita"

poi il 21 ottobre, sempre Burchi ad Averardi dice:

"Ho visto Perotti l’altro giorno, tu sai che Perotti e il ministro sono non intimi, di più. Perché lui ha assunto anche il figlio, per star sicuro che non mancasse qualche incarico di direzione lavori, siccome ne ha soli 17, glieli hanno contati, ha assunto anche il figlio di Lupi, no?"

Il gip scrive che Perotti stipulerà poi "un contratto con Giorgio Mor, affidandogli l'incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale 'persona fissa in cantiere' Luca Lupi" per duemila euro al mese.

Il 16 dicembre 2014 in un'altra intercettazione è invece lo stesso Maurizio Lupi a parlare a Ercole Incalza. È un periodo in cui è in discussione l'abolizione della Struttura Tecnica di Missione del ministero delle Infrastrutture, proprio quella guidata da Incalza, ma il ministro lo rassicura:

"…su questa roba ci sarò io e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!"

e aggiunge:

"…vado io guarda… siccome su questa cosa…te lo dico già…però io non voglio…cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare!…cazzo!…ho capito!… ma non possono dire altre robe!… su questa roba ci sarò io li e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!… l’hai capito non l’hanno capito?!"

Lo stesso Maurizio Lupi avrebbe ricevuto in regalo da Franco Cavallo un abito sartoriale confezionato da Vincenzo Barbato, che già ne aveva fatto uno per Emanuele Forlani della segreteria del ministero.

E sempre dalle intercettazioni emerge che Ercole Incalza ha "sponsorizzato" Riccardo Nencini come viceministro delle Infrastrutture e il 17 febbraio 2014 Lupi lo chiama e gli dice:

"dopo che tu hai dato…hai coperto… hai dato la sponsorizzazione per Nencini… l’abbiamo fatto viceministro"

Il ministro Lupi oggi commenta semplicemente:

"Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato"

e precisa che suo figlio Luca ora lavora a New York, mentre su Ercole Incalza dice:

"Era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese abbia sia da un punto di vista dell’esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli. Non a caso è la persona che viene definita come il padre della legge obiettivo ed il padre della possibilità che nel nostro Paese si siano realizzate le grandi opere. Dobbiamo dimostrare che in Italia si possono fare opere grandi, piccole e medie con trasparenza, certezza dei tempi, delle risorse e della qualità"

poi garantisce da parte del governo la massima trasparenza e collaborazione per quanto riguarda l'inchiesta in modo che si arrivi all'accertamento delle responsabilità e si combatta qualsiasi fenomeno di corruzione.

Maurizio Lupi corruzione Grandi Opere

Via | Ansa


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