Storie di scomparse: Imane Laloua

Per la nostra rubrica Storie di scomparse, raccontiamo oggi la storia di Imane, scomparsa undici anni fa da Montecatini Terme.

Imane Laloua scomparsa - foto

Imane Laloua scomparsa: la storia

Imane Laloua, 22 anni, scompare da Montecatini Terme (Pistoia) il 27 giugno 2003. Di nazionalità marocchina, dal 1995 Imane vive in Italia, dove ha raggiunto sua madre Zoubida, che lavora da alcuni anni come badante nel nostro Paese. Dopo l'arrivo in Italia, e dopo un breve periodo di studio all'istituto alberghiero, la ragazza ha cominciato a lavorare negli alberghi della zona prima, come operaia poi, occupandosi anche di volontariato alla Caritas. Una vita normale la sua, divisa tra il lavoro, le poche amicizie e il grande amore di sua madre.

Le cose cambiano quando Imane, a soli 19 anni, conosce quello che a breve diventerà suo marito. Lui è un ragazzo marocchino che entra ed esce dal carcere per reati legati alla droga. E ben presto anche la vita della sua giovane moglie viene travolta dai suoi problemi. Zoubida, la madre della ragazza, cerca di aiutarla in tutti i modi, di aprirle gli occhi, ma dopo un'accesa discussione Imane va via di casa, e da quel giorno non dà alcuna notizia di sé. Anche il marito, da allora, dice di non sapere nulla.

Per Zoubida inizia un vero e proprio incubo: si ritrova da sola, in un Paese straniero, a dover cercare sua figlia, di cui non ha alcuna notizia da oltre 11 anni. Presenta una denuncia di scomparsa alla polizia, ma le forze dell'ordine non possono fare nulla: Imane è maggiorenne e il suo sembra essere un allontanamento volontario. Quando alla madre della ragazza, tramite alcuni connazionali, arriva la notizia che la figlia potrebbe essere morta qualcosa si muove: viene fatta una ricerca tra i cadaveri senza nome degli obitori, ma il corpo della ragazza non si trova.

Zoubida fa un appello anche nel suo Paese, il Marocco, nella speranza che sua figlia possa essere tornata lì. Qualche segnalazione arriva, ma le verifiche presso il Consolato non danno esito: Imane non risulta mai entrata nel paese. A questo punto sua madre si ritrova ancora una volta a un punto morto, e soprattutto senza nessuno che la aiuti. Il suo grido di dolore rimane inascoltato, fino a quando per puro caso pochi mesi fa la donna si imbatte nell'associazione Cercando Fabrizio e..., che si adopera per darle una mano, cercando di riportare all'attenzione dei media una delle tante storie di scomparse dimenticate perché non fanno audience.

Noi di Blogo abbiamo accolto la richiesta di aiuto di questa donna che non si è mai arresa. Vuole solo sapere cosa è accaduto a sua figlia e per questo chiede l'aiuto di chiunque sia in grado di indirizzarla verso la verità.

Imane Laloua scomparsa - foto

Imane Laloua scomparsa: l'intervista a Zoubida, la mamma

Partiamo dall'inizio, da quando tua figlia è arrivata in Italia nel 1995, a 16 anni. Si è ambientata subito?

I primi tempi sono stati difficili, perché non avevamo una casa dove stare e quindi in un primo momento dormivamo a casa della signora di cui io ero badante, a Firenze, poi ci siamo dovute arrangiare in alcune case di accoglienza per stranieri. Era difficile per me, immagina per una ragazzina di 16 anni, appena arrivata in un altro Paese. Piangeva sempre e io con lei. Poi le cose sono migliorate: ho trovato una casa in affitto a Montecatini e le cose sono iniziate a migliorare, anche se lei lamentava il fatto che non trovava amici, era difficile soprattutto perché era straniera. Per un po' di tempo a Montecatini ha frequentato l'istituto alberghiero, poi vedeva che io non ce la facevo con tutte le spese che dovevamo sostenere e ha voluto iniziare a lavorare. Ha lavorato in alcuni alberghi, ha fatto le pulizie da alcune famiglie, faceva anche volontariato alla Caritas, insomma si dava da fare, era una brava ragazza.

Poi cosa è successo? Quando hanno incominciato a cambiare le cose?

Nel 1999, quando aveva 19 anni, doveva andare a Bologna a rinnovare la carta d'identità. Quel giorno volevo andare anche io, ma lei non ha voluto, ha preferito andare con una sua amica italiana. Lì a Bologna ha conosciuto un ragazzo marocchino, quello che sarebbe poi diventato suo marito. Poco tempo dopo ho scoperto che questo ragazzo si trovava in carcere, quando sono iniziate ad arrivare delle lettere da Sollicciano. Ci sono rimasta malissimo, per me era una cosa impensabile, e sono iniziati i problemi con mia figlia. Le dicevo che non volevo continuasse questa relazione, ma lei non mi dava retta. Quando poi questo ragazzo è uscito dal carcere, io ho voluto incontrarlo subito, il giorno stesso. Abbiamo parlato molto e gli ho spiegato che non volevo perdere mia figlia. Lui non aveva nulla, nemmeno un posto in cui stare, così l'ho ospitato a casa mia per un anno e mezzo, mettendo come condizione che si cercasse un lavoro. Ma mentre mia figlia lavorava, lui dormiva durante il giorno e la notte usciva. Fino a quando anche mia figlia ha iniziato a fare quella vita e io ho capito che stava cambiando. Ho provato a parlarle, ma non mi ascoltava. Poi lui ha ricominciato a entrare e uscire dal carcere, anche quando viveva a casa mia. Fino a quando, a mia insaputa, hanno organizzato il matrimonio in Marocco nel 2001. L'ho saputo pochi giorni prima da mia sorella e sono partita per andare a questo matrimonio. La situazione anche dopo il matrimonio è rimasta la stessa: lui continuava ad entrare e uscire dal carcere (i carabinieri mi hanno detto che è stato arrestato 19 volte), e cercavano sempre di tenermi all'oscuro della situazione. Quando poi l'ho scoperto ho affrontato mia figlia e abbiamo discusso. Lei se ne è andata e da quel giorno non l'ho più vista.

Da allora tu non hai saputo mai più nulla?

No, nulla. Il primo periodo ho aspettato, con la speranza che tornasse a casa. Dopo circa due mesi ho fatto la denuncia di scomparsa. Ma sono passati gli anni senza avere nessuna notizia, senza riuscire a rintracciarla, a sentirla. Nel 2006 una sua amica ha detto a una mia conoscente marocchina che mia figlia era morta. A quel punto, aiutata anche dalla famiglia presso cui lavoravo, ho fatto delle ricerche, anche attraverso la questura, ma mi fu detto che non c'erano cadaveri negli obitori della Toscana che potessero corrispondere a mia figlia. Sono andata a cercarla anche a Prato, dove aveva vissuto per un periodo con il marito, e lì alcuni mi hanno detto di averla vista su una macchina straniera. Non so se è finita in qualche brutto giro, seguendo lui.

Non hai più avuto notizie nemmeno dal marito di tua figlia?

In quel periodo lui era in carcere e dopo la scomparsa mi chiamava ogni settimana per sapere se c'erano notizie. Poi quando è uscito dal carcere si è trasferito in Spagna da un fratello e non abbiamo più avuto contatti.

Non hai mai pensato che magari lei potrebbe averlo seguito in Spagna?

Sì, l'ho pensata e il sospetto ancora ce l'ho, visto che lei era molto innamorata. Ma la famiglia di lui, con cui ero in contatto dopo la scomparsa, lo ha sempre negato. Dicono che lei non è mai stata in Spagna.

Quando tua figlia è andata via aveva con sè i documenti?

Sì, li aveva, ma da allora - come ho poi verificato - non ha rinnovato nulla, né la carta di identità marocchina, né il passaporto, né il permesso di soggiorno.

E se fosse tornata in Marocco?

In Marocco ho fatto un appello in tv nel 2013 e ho ricevuto delle segnalazioni da Casablanca: c'è stato chi mi ha detto di averla vista, che vivrebbe lì e sarebbe sposata e mamma di una bimba. Però tutte le verifiche fatte attraverso il Consolato e il Ministero degli Esteri non hanno dato risultati, mia figlia non risulta mai tornata in Marocco, non c'è alcun documento che lo dimostri.

A chi ti sei rivolta per avere aiuto?

In un primo momento non ho detto niente a nessuno, mi vergognavo della situazione, di ciò che era accaduto, per la nostra mentalità, la nostra cultura. Poi ho capito che se volevo trovare mia figlia dovevo chiedere aiuto. Le forze dell'ordine, quando chiamo, continuano a rispondere che mia figlia è maggiorenne e il suo è un allontanamento volontario, ma io sono una madre e non mi posso rassegnare. Ho chiesto aiuto anche a Chi l'ha visto, tramite mio fratello, ma il mio caso non è stato mai trattato. Ora per fortuna ho trovato Caterina dell'associazione Cercando Fabrizio e..., mi sta aiutando ad avere dei contatti con la stampa, mi sta indirizzando verso chi può aiutarmi. Io voglio solo sapere cosa è accaduto a mia figlia.

Se qualcuno ha notizie di Imane può scrivere a info@crimeblog.it

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