Pavia, segregata in casa per anni e denutrita: la 55enne è deceduta in ospedale

Il compagno della donna, l'uomo che si doveva prendere cura di lei, è stato fermato per abbandono di persona incapace.

donna segregata a pavia

28 gennaio 2015 - Non ce l'ha fatta. Laura Carla Lodola, la donna di 55 anni tenuta segregata per anni in casa, è deceduta nella notte in ospedale a Pavia, dove era ricoverata da lunedì sera in condizioni disperate.

La donna, lo scrive oggi La Provincia di Pavese, è morta intorno alle 4.30 di questa mattina senza aver mai ripreso conoscenza:

Gli infermieri l’hanno lavata, le hanno tagliato i capelli che arrivavano sin sotto i piedi e l’hanno alimentata anche se con cautela considerate le condizioni.

Il compagno della donna, Antonio Calandrini, resta in stato di fermo con l’accusa di abbandono di incapace, sequestro di persona, maltrattamenti e lesioni gravissime. Le indagini, intanto, proseguono.

Pavia, 55enne segregata in casa per anni e denutrita

Segregata in casa per anni dal compagno, costretta a vivere in una condizione di degrado e denutrizione, ridotta a pesare poco più di 15 chilogrammi. E’ finito ieri mattina l’incubo per una donna di 55 anni, Laura L., ora ricoverata in gravissime condizioni in ospedale a Pavia.

E’ stato proprio il compagno della donna, Antonio C., a chiamare i soccorsi per segnalare che la donna aveva perso conoscenza e non si muoveva. I medici del pronto soccorso, una volta constatate il precario stato di salute della donna, hanno prontamente segnalato il caso dalla Polizia.

Il conseguente sopralluogo in casa dei due non ha fatto che confermare lo stato di degrado in cui la donna era costretta a vivere. I contorni sono ancora tutti da delineare, ma le testimonianze dei vicini di casa fanno emergere una situazione senza precedenti. Scrive La Provincia di Pavese:

«Sono anni che sentivamo urla tremende – continua il racconto dell’inquilina – e due volte erano anche intervenuti carabinieri e polizia. Erano entrati in casa, avevano parlato con loro, li avevano calmati ed erano andati via.

Anche i sanitari giunti nell’appartamento di via Tasso subito dopo la chiamata dell’uomo hanno descritto una situazione insostenibile. La donna era costretta a letto, ricoperta di piaghe da decubito e in condizioni igieniche pressoché inesistenti.

Sembrava una piccola mummia rattrappita. Mai vista una cosa del genere in tanti anni.

Il convivente della donna è stato interrogato a lungo alla fine è stato fermato per abbandono di persona incapace, reato che prevede una reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Le indagini proseguono, mentre la donna lotta tra la vita e la morte in ospedale.

(in aggiornamento)

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