Corleone: imprenditore denuncia il pizzo, 4 arresti

Si rompe per il muro dell'omertà e della paura. 4 arresti nel paese di Riina e Provenzano. Scoperti i nuovi assetti mafiosi a Corleone, Misilmeri e Belmonte Mezzagno.

Un imprenditore denuncia il pizzo imposto a Corleone (Palermo) dai boss e 4 presunti mafiosi finiscono in carcere.

Arriva dal centro alle porte di Palermo, paese natio di Totò Riina e Bernardo Provenzano, la denuncia di un imprenditore che per la prima volta rompe il muro dell'omertà e fa arrestare gli estortori.


"Ogni mese ero costretto a versare il pizzo quasi 500 euro. E alla fine ho dovuto chiudere una delle mie attività, perché non riuscivo più a pagare"

ha detto l'imprenditore ai carabinieri del Gruppo Monreale.

L'uomo gestisce un'autosalone e una rivendita di materiale edile. Dopo la sue denuncia sono scattati gli arresti eseguiti la scorsa notte. In manette sarebbero finiti i nuovi boss, terrore dei commercianti e imprenditori del palermitano.


"L'imposizione del pizzo mafioso ha effetti devastanti sull'economia del territorio alcune piccole aziende non riescono a sopravvivere"

spiega il tenente colonnello Pierluigi Solazzo, comandante dei carabinieri di Monreale.

L'operazione antimafia è stata eseguita dai carabinieri di Corleone e di Monreale (Palermo) che hanno arrestato eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere a conclusione di un'inchiesta sulle attività illecite dei clan mafiosi nei comuni di Corleone, Palazzo Adriano e Villafrati.

I militari dell'Arma impegnati nel blitz si sono avvalsi di unità cinofile e di un elicottero. L'indagine è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e avrebbe fatto emergere i nuovi assetti malavitosi di Cosa nostra a Corleone, Misilmeri e Belmonte Mezzagno.

A dirigere l'inchiesta il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci con i sostituti Caterina Malagoli e Sergio De Montis.

(in aggiornamento)

Blitz mafia cOrleone

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