Furto nella redazione di "Cronaca Vera", presa anche la gatta mascotte

Il furto, avvenuto una decina di giorni fa, ha visto coinvolto anche il gatto mascotte della redazione

Abbiamo raggiunto al telefono Giuseppe Biselli, direttore di Cronaca Vera e vittima principale del furto occorso nella redazione del giornale milanese, al quale abbiamo voluto chiedere ragguagli sul furto di qualche settimana fa, nonchè portare a lui e a tutta la redazione la solidarietà di Blogo per la brutta vicenda.

Una vicenda che sembra arenatasi sulle denunce presentate alle autorità dallo stesso direttore Biselli il quale, piuttosto deluso ed affranto, ci ha spiegato che la gatta era più di una "mascotte" per la redazione, quasi un vero e proprio membro della stessa: benvoluta da tutti, la micia era affetta da FIV (Aids felina) e per questo viveva già un'esistenza non facile anche per via dell'età (10 anni).

Era arrivata a Cronaca Vera da un gattile quando, a metà degli anni 2000, il direttore Biselli si era convinto ad adottarla dopo che nessuno (nè al gattile nè altrove) aveva manifestato la possibilità di aiutare concretamente il felino, che all'epoca soffriva di gravi problemi ai denti e alimentari: dopo aver accordato un'operazione odontoiatrica sulla gatta Biselli si era legato molto all'animale, fino a decidere di portarlo in redazione con lui.

"Quando sono andato a trovarla dopo l'operazione ai denti mi sono sentito tremendamente in colpa e ho deciso di portarla con me. [...] Era diventata un pezzo della redazione, tutti i nostri collaboratori si erano affezionati ma per me era come una figlia: solo chi ha amato o ama gli animali può capire il dolore che si può provare. Era un pezzo di redazione: nel 2008 venne Vice a girare un video su di noi e lei compare nei locali della redazione."

Come mai avete deciso di tenere il gatto?

"Perchè mi ci ero affezionato e perchè sul giornale abbiamo una rubrica che si occupa di animali."

C'è stata qualche rivendicazione del furto? Avete un'idea su chi possa essere stato?

"No, nessuna rivendicazione e nessun sospetto, ma sono certo che volessero colpire me personalmente: quella gatta era un simbolo, una parte di me e della redazione. Più volte ho indugiato su di lei pubblicandone le foto su Facebook e parlandone apertamente con tutti, sapevano dove colpirmi. Il fatto poi che sia stata portata via con il trasportino rende tutto più misterioso."

Ecco, la questione del trasportino in effetti ci fa pensare che i ladri erano proprio intenzionati a portarsi via la gatta.

"Si, tra l'altro non era in bella mostra in redazione. Era sotto una pila di cose, veniva usato come appoggio e dentro c'erano le scatolette di cibo. Quando sono entrato nei locali subito dopo il furto ed ho visto tutte le scatolette in giro ho pensato che avessero frugato, ma poi la gatta non c'era più."

Oltre alla gatta, a quanto ammontano i danni per la redazione?

"Mah, è difficile da quantificare: circa 70, 80 mila euro."

Avete avuto problemi con il lavoro del giornale?

"No, fortunatamente utilizziamo (per timore di perdere dati e lavoro) backup su server o cloud e l'attività editoriale è andata avanti, grazie anche allo spirito dei nostri collaboratori. Certo, in un momento in cui l'editoria è in crisi di lettori questo è un duro colpo."

C'è qualche speranza non dico di trovare la refurtiva ma almeno di riavere indietro la gatta?

"Quando sono stato a fare la denuncia mi è stato detto che la gatta era scappata: non si può mettere un gatto tra gli 'oggetti' sottratti in un furto. Diciamo che l'atteggiamento che ho incontrato dall'altra parte non lascia ben sperare. [...] La gatta non può andare molto lontana per via degli acciacchi, dell'età e della sua malattia. E' stata portata via dentro nel trasportino, ma per la Polizia è 'scappata'. Solo questo posso dire."

Affranto, Biselli ci chiede "scusa" se ci fa affrontare un argomento così. La verità, secondo noi, è un'altra: anche questo è un fatto di cronaca italiana da raccontare perchè mai come in questo caso ci sembra che si sia voluto colpire non tanto il cuore di una redazione, quanto il cuore delle persone che in quella redazione ci lavorano. Un furto d'affetto, un vero e proprio ladrocinio emozionale che non può non lasciare traccia dentro ciascuno di noi. Ed è questo il punto centrale di tutta questa storia: in un paese alle prese con una morale "flessibile", dove l'educazione civica si insegna per strada e non nelle scuole, con tutto ciò che questo comporta, non è possibile non fermarsi almeno un attimo a pensare alla crudeltà degli uomini, che non abbisognano solo di arraffare valori materiali (come i computer, in questo caso, ma anche come i preziosi o gli elettrodomestici) ma arrivano a colpire le emozioni più profonde delle persone, nei loro affetti.

"Solo chi ha avuto o ha un animale può capire" ci ha detto Biselli. E' vero: ma è vero anche che bisognerebbe fare uno sforzo in più, per capire.

Furto nella redazione di "Cronaca Vera", presa anche la gatta mascotte

La notizia è da Cronaca Vera. Peccato però che protagonista del fatto sia proprio il settimanale stesso.
La redazione di Cronaca Vera, uno dei più noti giornali di cronaca e costume, è stato infatti completamente depredato di tutto. Persino della gatta "mascotte".

A dare la notizia è stato il direttore in persona, Giuseppe Biselli, con un post su Facebook.

Gli uffici della redazione milanese sono stati "ripuliti" di tutto: personal computer, attrezzature fotografiche, materiale vario e la gatta della redazione, portata via con tutto il trasportino.

Con i suoi titoli sensaziolanistici, le sue maxi foto in bianco e nero, i suoi mega titoli di copertina in rosso e la sua linea editoriale prevalentemente fatta di gossip, Cronaca Vera è una delle riviste settimanali più vendute in Italia. Il suo segreto? Lo stile semplice, rivolto ad un pubblico popolare, e argomenti di costume, non soltanto soft - Cronaca Vera punta molto sulla cronaca nera - hanno fatto sì che dal 1969 ad oggi il settimanale riesce a sostenersi quasi interamente grazie ai ricavi delle vendite, non ospitando alcuna pubblicità.

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