Gianna Nannini patteggia un anno e 2 mesi per evasione fiscale

La Nannini avrebbe evaso il fisco italiano per 3 milioni e 750 mila euro dal 2007 al 2012.

Aggiornamento a cura di Daniele Particelli

30 giugno 2015 - Gianni Nannini ha patteggiato a un anno e due mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena nel procedimento che la vedeva accusata di una presunta evasione fiscale da quasi 4 milioni di euro.

La conferma è arrivata dal suo legale, l’avvocato Giulia Bongiorno, che con un breve comunicato ha spiegato nel dettaglio la conclusione di questa vicenda iniziata ormai un anno fa:

Gianna Nannini, amareggiata e sorpresa dalla vicenda, nel ribadire l’assoluta trasparenza della propria condotta, nega recisamente qualsiasi interposizione fittizia con società estere e sottolinea che gli addebiti sono riferibili esclusivamente all’operato di soggetti terzi nei quali nutriva una sconfinata (e tuttavia malriposta) fiducia. La decisione della G.N.G. Musica S.r.l. di sancire un accordo conciliativo con l’Agenzia delle Entrate deriva dalla volontà di mettere al più presto la parola fine a un doloroso capitolo giudiziario.

E, ancora:

In questo quadro si inserisce la decisione di Gianna Nannini di collaborare con la Procura della Repubblica, nella persona del dottor Adriano Scudieri, e così definire il procedimento con il rito del patteggiamento, accolto in data odierna dal gup presso il Tribunale di Milano, dottor Fabio Antezza.

La rockstar aveva già raggiunto un accordo di risarcimento con l’Agenzia delle Entrate, saldando di fatto il proprio debito col fisco.

Gianna Nannini: chiesto il rinvio a giudizio per evasione fiscale

Gianna Nannini potrebbe essere rinviata a giudizio per evasione fiscale. La procura di Milano chiede il processo per la popolare cantante accusata di aver evaso il fisco per la cifra di 3 milioni e 750 mila euro.

L'udienza preliminare a carico della rockstar, nella lista degli ospiti del prossimo Sanremo, è stata fissata per il 3 marzo davanti al gup meneghino.

La richiesta di rinvio a giudizio per la Nannini è arrivata da parte del pm di Milano Adriano Scudieri. Ad aprile 2014 alla cantante i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano avevano sequestrato la sua villa in provincia di Siena, con tanto di scuderie a autorimessa.

Per gli inquirenti Gianna Nannini nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012 avrebbe occultato all'Agenzia delle entrate 3 milioni e 750.000 euro. Come? Interponendo tra la sua società con sede a Milano, la Gng Musica srl, e le case discografiche Sony e Universal altre due società, una di diritto irlandese e un'altra di diritto olandese.

Tutto ciò allo scopo di non pagare al fisco italiano le royalties di dischi e dei concerti delocalizzati in Stati in cui la tassazione è decisamente più favorevole.

Di questa presunta maxi evasione, una parte, 126mila euro, sarebbe stata realizzata detraendo dalle dichiarazioni dei redditi della Nannini costi "inerenti attività canora", soldi che secondo gli investigatori della finanza sarebbero invece finiti in arredi e decorazioni per il bosco di una casa che la Nannini ha a Piacenza, a detta di fornitori e operai che hanno lavorato per la cantante.

Con un'altra parte di quel che avrebbe sottratto al fisco la rockstar 60enne avrebbe acquistato anche un appartamento a Londra, nel quartiere South Kensington. Questo sempre secondo i pm.

Dopo il sequestro della villa senese la Nannini si era difesa a spada tratta da ogni accusa e per bocca dei suoi legali aveva fatto sapere che non esiste nessuna evasione fiscale e che non c'è stato da parte sua nessun utilizzo di fittizie società.

Gianna nannini processo

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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