Abruzzo: smaltimento illecito di rifiuti e corruzione, indagato sindaco di Chieti

Diciotto avvisi di garanzia, quattro arresti e un divieto temporaneo a esercitare imprese. La Dda dell'Aquila indaga sullo smaltimento illecito di rifiuti, una discarica abusiva e corruzione. Indagato sindaco di Chieti.

C'è anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, tra le persone destinatarie di un avviso di garanzia in merito a un presunto traffico illecito di rifiuti speciali che si sarebbe svolto in Abruzzo. L'operazione ha portato a quattro arresti e all'emissione di 18 avvisi di garanzia. Oltre al sequestro di tre milioni di euro e a 400 mila metri cubi di materiale.

L'indagine è gestita dalla Direzione distrettuale antimafia di L'Aquila. E si riferisce anche una discarica abusiva. Quattro imprenditori hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Di Primio, il primo cittadino di Chieti, è da cinque anni in carica e guida la giunta di centrodestra. A lui viene addebitata una presunta corruzione in un fascicolo stralcio dell'inchiesta, condotta dal Corpo forestale.

La squadra mobile di Pescara è tuttora impegnata in perquisizioni al Comune di Chieti e nell'abitazione privata del sindaco.Il fascicolo stralcio dell'indagine riguarda "Megalo 3", un progetto di sviluppo del grande centro commerciale di Chieti Scalo. L'operazione è denominata 'Terre d'oro' e vede in azione cento forestali, trenta pattuglie operative e un elicottero.

Ci sono state perquisizioni in tredici imprese, non solo nelle due province abruzzesi, ma anche a Milano e Roma. Le misure d'interdizione in totale sono cinque: quattro domiciliari e il divieto temporaneo a esercitare imprese. Il sito Il Centro dà anche i nomi delle persone che sono finite ai domiciliari o che hanno avuto il divieto di esercitare imprese: Filippo Colanzi e la moglie Carmen Pinti, titolari della Emoter di Chieti, sono stati arrestati; Emanuele Colanzi, figlio della coppia, non potrà invece esercitare imprese per un po'. Tutti e tre sono accusati di presunti reati legati alla realizzazione del Megalo 3. Colanzi si occupò in particolare dello sbancamento di un terreno di sua proprietà a ridosso del fiume Pescara.

Umberto Di Primio

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