Macerata, uccide a coltellate il figlio di 13 anni: “Me lo volevano portare via”

I due genitori erano separati da anni e il padre aveva da poco chiesto l'affidamento esclusivo del piccolo. La tragedia poco dopo le 21 di ieri.

26 dicembre 2014 - Mentre Debora Calamai resta rinchiusa nel carcere di Camerino, emergono nuovi dettagli sul raptus che l’ha portata a massacrare di coltellate il figlio di appena 13 anni. Il bimbo viveva da tempo col padre e lei, in cura per problemi psichici da circa 9 anni, aveva chiesto e implorato all’ex marito di permettere al piccolo di trascorrere la vigilia di Natale a casa sua, così da poter scartare insieme a lei i regali che gli aveva comprato.

A far scattare la furia omicida, secondo quanto ricostruito dagli agenti di San Severino Marche, sarebbero state due telefonate fatte dal bimbo a suo padre. Il 13enne, poco prima dell’omicidio, telefonò al genitore chiedendogli di andare a prenderlo. Poco dopo, complice l’udienza fissata per il 30 dicembre - si sarebbe dovuto stabilire se la donna fosse ancora in grado di gestire l’affidamento condiviso - mesi di tensioni sono finiti in tragedia.

Tragedia a San Severino Marche

omicidio san severino marche


Tragedia in famiglia a San Severino Marche, in provincia di Macerata. Ieri sera, dopo la cena della vigilia di Natale, una donna di 38 anni, Debora Calamai, ha ucciso a coltellate il figlio di 13 anni, Simone, colpendolo almeno nove volte all’addome mentre il piccolo cercava di darsi alla fuga.

L’omicidio è avvenuto in un’abitazione popolare di via Padre Zampa. A lanciare l’allarme sono stati i vicini di casa, richiamati dalle urla in arrivo dal pianerottolo. E’ proprio lì, davanti agli altri appartamenti, che il piccolo si è accasciato a terra senza vita.

All’arrivo dei soccorsi la donna era in strada, in stato di shock, seduta su una panchina. Poco dopo è giunto anche il padre del bimbo, separato dalla donna da circa 4 anni. L’uomo, un operaio di 43 anni, Enrico Forconi, doveva passare a prendere il piccolo subito dopo cena per portarlo dai nonni.

Secondo quanto riferiscono i quotidiani locali, i due genitori avevano l’affidamento congiunto del bimbo, ma il padre aveva chiesto di recente l’affidamento esclusivo e l’udienza si sarebbe tenuta a breve.

Debora Calamai aveva da tempo qualche problema psichico, era seguita dai servizi sociali e lavorava in una casa di cura per anziani. La situazione in casa era difficile, tanto che il piccolo, nella giornata di ieri, aveva chiamato più volte il padre chiedendogli di passare a prenderlo e portarlo via.

Alla base del folle gesto, come ammesso dalla stessa Calamai, ci sarebbe stata proprio la paura di perdere il figlio. Ai carabinieri che l’hanno tratto in arresto, infatti, avrebbe detto:

L’ho ucciso perché me lo vogliono portare via.

La 38enne, originaria di Firenze, è stata arrestata e trasferita nel carcere di Camerino in attesa di essere interrogata.

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