Eternit, la Cassazione: reati prescritti. Altri 50 casi di morte nell'inchiesta bis

L’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny si è visto annullare la condanna perché i reati sono ormai prescritti.

Giovedì 20 novembre 2014 - I pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace che stanno lavorando all'atto formale di chiusura delle indagini nell'ambito dell'inchiesta Eternit bis aggiungeranno un'altra cinquantina di casi di morte ai primi 213 già presi in considerazione e contestati a Stephan Schmidheiny.
Il processo bis è l'ultima speranza per avere giustizia per i parenti delle vittime, già fortemente amareggiati dolo la sentenza di ieri della Corte di Cassazione che ha dichiarato i reati prescritti e ha dunque annullato la condanna a Schmidheiny.

Lutto cittadino a Casale Monferrato

Giovedì 20 novembre 2014 - Il giorno dopo la sentenza della Cassazione sul processo Eternit che non ha fatto giustizia alle migliaia di vittime, il sindaco di Casale Monferrato Titti Palazzetti ha dichiarato il lutto cittadino ed è andata a protestare con i suoi concittadini contro l'annullamento della della condanna allo svizzero Stefan Schmidheiny.

Sul caso oggi si sono fatti sentire alcuni rappresentanti del governo. Il Premier Matteo Renzi ha detto, durante un'intervista radiofonica, che il suo esecutivo eliminerà "l'incubo della prescrizione"

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha espresso profonda tristezza per questa sentenza e ha mandato un abbraccio alle comunità e ai sindaci con cui continuerà a lavorare per la bonifica dall'amianto

Oggi #Eternit è al primo posto tra i trend topic di Twitter. Anche lo scrittore Roberto Saviano è intervenuto sul tema con una battuta "L'Italia è una Repubblica fondata sull'Istituto della Prescrizione"

Molti interventi da parte del mondo della politica, ecco per esempio quello di Nichi Vendola

Mentre le webstar sottolineano la gravità dell'accaduto con il sarcasmo

Anche l'Anm, l'Associazione nazionale della magistratura, ha commentato la sentenza della Cassazione sul caso Eternit e, attraverso le parole del presidente Rodolfo Sabelli, ha detto che la ex Cirielli è una legge assolutamente inadeguata e la riforma della materia della prescrizione è una urgenza. Sabelli ha aggiunto:

"Dopo il Consiglio dei ministri del 29 agosto scorso, in merito al disegno di legge del governo sulla prescrizione, abbiamo già detto che prevedere una sola causa di sospensione è del tutto insufficiente, perché non mette in discussione la struttura venuta fuori dalla riforma del dicembre 2005"

Prescritti i reati di Schmidheiny, condanna annullata


Mercoledì 19 novembre 2014

21.30 - La decisione della Corte Di Cassazione è arrivata:

Annullamento senza rinvio della condanna a 18 anni per Stephan Schmidheiny perché tutti i reati sono prescritti.

I giudici hanno quindi deciso di accogliere la richiesta del sostituto procuratore Iacoviello, che in mattinata aveva chiesto proprio di annullare la condanna in secondo grado in seguito alla prescrizione dei reati contestati a Schmidheiny: disastro ambientale doloso permanente e omissione di misure antinfortunistiche.

La prescrizione, secondo i giudici della Cassazione, è maturata al termine del processo di primo grado che lo vide condannato a 16 anni di carcere insieme all’altro imputato, Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne. Era il 2012 la prescrizione, che per il reato di disastro ambientale è di 12 anni, scattava proprio quell’anno.

Con l’annullamento della sentenza d’appello vengono annullati anche tutti i risarcimenti per le tantissime vittime che gli impianti Eternit hanno provocato da una parte all’altra del Paese.

In secondo grado i giudici avevano stabilito: 31 milioni al comune di Casale, 20 milioni alla Regione Piemonte, 100 mila euro all’Associazione Famigliari e Vittime amianto e somme tra i 150 e i 350 mila euro a otto Comuni monferrini, oltre a 300 mila euro a testa per le singole parti civili, quelli che i danni dell’amianto li hanno vissuti sulla propria pelle e che hanno visto morire amici e familiari.

Concetta Palazzetti, sindaco di Casale Monferrato, si è fatta portavoce dello sdegno che questa sentenza ha provocato in aula, mentre decine e decine di persone erano presenti per avere un briciolo di giustizia:

Sono sconvolta. Siamo dispiaciuti e increduli ho bisogno di qualche ora per capire come reagire, devo discutere con la giunta prima di prendere qualunque provvedimento.

Le ha fatto eco Sergio Chiamparino, governatore della Regione Piemonte, che ha espresso profondamente indignazione

per il fatto che migliaia e migliaia di persone e famiglie siano private del riconoscimento dei danni e delle responsabilità per ragioni che sono poco più che cavilli burocratici. Quando il diritto cozza con le più elementari ragioni di giustizia è segno che c’è qualcosa di profondo che non funziona nei meccanismi della giustizia italiana. Il danno provocato dagli stabilimenti piemontesi e italiani dell’Eternit va al di là delle morti finora contabilizzate e allunga la sua ombra sulle generazioni future: alle famiglie delle vittime, alle associazioni che si sono battute in questi anni e a tutti coloro che attendevano un giudizio di giustizia ed equità, vanno la mia solidarietà, il mio sostegno e la mia vicinanza.

L’avvocato Franco Coppi, difensore del magnate svizzero - lo stesso che in passato ha difeso anche Silvio Berlusconi, Giulio Andreotti, Sabrina Misseri e Raniero Busco - ha così commentato la sentenza:

La Cassazione non dice che l’amianto è inoffensivo. L’accusa che era stata formulata era di disastro ambientale doloso. Non si parlava dei morti e per quel tipo di reato sono trascorsi più di 30 anni e quindi la Cassazione ha semplicemente preso atto del fatto che a distanza di così tanti anni non si può condannare nessuno.

La decisione, accolta da un boato di fischi e grida, è stata presa dopo due ore di Camera di Consiglio. Le motivazioni di questa sentenza, destinata a far discutere da qui ai prossimi anni, saranno pubblicati nelle prossime settimane.

14.40 - Il sostituto procuratore della Cassazione Francesco Iacoviello ha chiesto che il reato di cui è accusato Schmidheiny venga dichiarato prescritto e che, come diretta conseguenza, la condanna inflitta in secondo grado - 18 anni di carcere - venga annullata.

Il processo arriva a notevole distanza di anni - ha osservato il pg - è vero che la prescrizione non risponde alle esigenze di giustizia, ma stiamo attenti a non piegare il diritto alla giustizia. Di fronte a questi, il giudice, soggetto alla legge, deve scegliere il diritto.

Il processo è stato sospeso per la pausa pranzo subito dopo la lunga requisitoria di Iacovello. Si riprenderà nel primo pomeriggio con le arringhe dei difensori di parte civile e dell’imputato.

Eternit, al via il processo in Corte di Cassazione

E’ iniziato oggi davanti alla Corte di Cassazione il processo Eternit contro l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, già condannato a 18 anni di carcere in appello per il disastro doloso ambientale permanente che ha provocato migliaia di morti per la diffusione di fibra di amianto dentro e fuori dagli stabilimenti italiani dell’azienda, da Casale Monferrato a Cavagnolo, passando per quelli di Rubiera dell’Emilia e Bagnoli di Napoli.

Alla sbarre rimane soltanto Schmydheiny. L’altro imputato principale, il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, è deceduto nel maggio dello scorso anno all’età di 92 anni, poche settimane prima della conclusione del processo d’appello.

La prima udienza di questo terzo e ultimo grado di giudizio è cominciata alle 10.30 di oggi e, contrariamente a quanto vociferato nei giorni scorsi, non dovrebbe concludersi oggi stesso. Il giudice relatore ha cominciato subito ad esporre i fatti e ripercorrere l’intera vicenda, a cominciare dal brevetto Eternit del 1901, acquisito in Italia dall’imprenditore Adolfo Mazza.

Nella relazione letta in aula sono state ripercorse anche le motivazioni del primo e secondo grado che hanno portato alla condanna di Schmidheiny, con particolare attenzione al riconoscimento del disastro come

prorompente diffusione di amianto, sia negli stabilimenti produttivi che nelle aree esterne che ha modificato l’ecosistema preesistente producendo un fenomeno epidemico tuttora in corso che potrà ritenersi esaurito soltanto quando sarà eliminata tutto l’amianto ancora presente.

Schmidheiny, secondo i giudici della Corte d’Appello di Torino, avrebbe adottato misure minimali a costi ridotti pur essendo ben consapevole dell’elevata pericolosità dell’amianto, producendo di fatto

un’aggressione fisica e psichica, derivante tanto dalla sofferenza prodotta dalle malattie sia dalla consapevolezza di poter contrarre patologie mortali, specialmente il cancro maligno mesotelioma.

Sono tante, questa mattina, le persone che hanno raggiunto Roma e dalle 8.30 di oggi stanno attendendo la sentenza davanti al Palazzo della Cassazione. La decisioni dei giudici, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, dovrebbe arrivare il prossimo 27 novembre.

Eternit Asbestos Trial Delivers Final Verdict


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 579 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO