Amnistia in Guinea Equatoriale, ma Roberto Berardi resta in isolamento

Il Presidente della Guinea firma un decreto di amnistia per tutti i detenuti politici ma Roberto Berardi resta in carcere, condannato per reati contro il patrimonio. E si rincorrono voci di un passaggio di mano al potere

Il Presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha firmato un provvedimento di amnistia generale rivolta a tutti i detenuti per reati politici e tutti i processi di questo tipo ancora in essere nei tribunali del piccolo paese africano.

La firma del decreto di amnistia è avvenuta lo scorso 21 ottobre: nel provvedimento Obiang cita la Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, ricordando la ratifica del governo di Malabo dei più importanti trattati internazionali in materia di difesa dei diritti umani e delle minoranze politiche.

Il provvedimento di amnistia è la prassi giuridica utilizzata dal governo per promuovere la riconciliazione nazionale, l'unità, la solidarietà e la coesione sociale

"al fine di raggiungere un solido consenso sugli interessi nazionali: Tutti gli attori politici in Guinea Equatoriale dovrebbero deporre le ambizioni personali per garantire l'interesse della nazione"
scrive

lo stesso Presidente Obiang.

Obiettivo dichiarato "è promuovere e proteggere i diritti umani dei cittadini della Repubblica di Guinea Equatoriale": per questo Roberto Berardi, detenuto in condizioni disumane da 22 mesi nel carcere di Bata, resta ancora in cella e in isolamento (unico in tutto il carcere).

Tra 25 giorni inoltre il passaporto di Roberto Berardi sarà scaduto, aggravando quindi la sua condizione "burocratica" di cittadino italiano, straniero, in Guinea Equatoriale: potrebbe essere un'occasione per la nostra diplomazia per andare a visitarlo in carcere per consegnarli il nuovo passaporto: sarebbe un primo segnale concreto che sul suo caso si sta veramente facendo qualcosa.

Nel mese di novembre comincerà un dialogo nazionale tra tutti gli attori politici del paese, ma alcune fonti africane di Blogo ci parlano di un possibile e prossimo cambio di vertice alla Presidenza: con l'amnistia infatti Obiang starebbe passando la mano al figlio Teodoro Obiang Nguema Mangue detto Teodorin, "principe di Malabo" ed ex-socio di Roberto Berardi che recentemente ha patteggiato il pagamento di 30 milioni di dollari al governo americano, che gliene contestava 300 milioni (proventi di corruzione riciclati in beni di lusso negli Stati Uniti).

In Francia, dove c'è un processo simile a quello appena conclusosi negli Stati Uniti, le autorità hanno sequestrato al rampollo equatoguineano l'appartamento che si vede nel video qui sotto (Avenue Foche, Paris, ufficialmente sede dell'ambasciata).

Il cambio di potere in Guinea avverrebbe dopo 35 anni di governo del Presidente Obiang, che a sua volta salì al potere con un colpo di stato ai danni dello zio, primo presidente della Guinea dopo l'indipendenza dalla Spagna.

VATICAN-POPE-GUINEA


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