Delitto di Garlasco, 16 anni ad Alberto Stasi: la sentenza è definitiva

Si è chiuso oggi il processo in Cassazione per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi.

11.40 - Dopo due ore di camera di consiglio, la Corte di Cassazione ha deciso di confermare la condanna a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, rendendola così definitiva.

12 dicembre 2015 - Dopo il rinvio di ieri, il giorno della sentenza è arrivato. I giudici sono tornati a riunirsi in camera di consiglio dalle 9 di oggi. Non è stata ancora comunicato un possibile orario del verdetto.

Delitto di Garlasco, il PG della Cassazione chiede l’annullamento con rinvio

22:24 - E' stata rinviata a domani la sentenza della Cassazione sull'omicidio di Garlasco, in merito alla richiesta di annullamento con rinvio della sentenza in Appello che ha condannato a 16 anni di reclusione Alberto Stasi.

14.30 - Il procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, nel corso della sua requisitoria davanti ai giudici della Cassazione, ha chiesto alla Corte di annullare con rinvio la sentenza bis d’appello per Alberto Stasi, al fine di poter avviare un nuovo procedimento:

L'annullamento che chiedo è con rinvio per una questione di scrupolo e rispetto nei confronti del grido di dolore di tutte le parti. Il rinvio servirà per nuovi accertamenti prove e valutazioni.

Di fatto il PG ha spiegato in aula che andrebbero accolti sia il ricorso presentato dall’accusa - che chiedeva ovviamente l’assoluzione di Alberto Stasi - sia quello presentato dalla difesa e dalla Procura di Milano - che vogliono una pena più alta per il giovane imputato - e proprio per questo la cosa più sensata è fare un nuovo processo.

La sentenza potrebbe arrivare già in giornata.

11 dicembre 2015 - A quasi un anno dalla fine del nuovo processo d’appello per l’omicidio di Chiara Poggi, che ha visto Alberto Stasi condannato a 16 anni di carcere, si torna oggi in aula per l’avvio del terzo e ultimo grado di giudizio.

Le parti coinvolte, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, hanno presentato ricorso in Cassazione e oggi parte quello che dovrebbe essere l’ultimo capitolo di questa lunghissimo percorso giudiziario.

Nè l’imputato né i genitori di Chiara Poggi saranno presenti in aula.

Delitto di Garlasco, i difensori di Stasi presentano il ricorso in Cassazione contro la condanna a 16 anni

Giovedì 30 aprile 2015 - I difensori di Alberto Stasi hanno depositato presso la Corte di Cassazione il ricorso contro la condanna a 16 anni inflitta al loro assistito al termine del processo d'Appello bis per l'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi avvenuto ad agosto del 2007. I legali di Stasi chiedono che la sentenza venga cancellata.
Anche il Procuratore generale di Milano presenta il ricorso in Cassazione, ma per un motivo diverso e cioè perché chiede che venga riconosciuta l'aggravante della crudeltà che la Corte d'Assise d'Appello non ha applicato, così come non ha applicato attenuanti.

Le motivazioni della sentenza d'Appello bis


Lunedì 16 marzo 2015

- Sono state pubblicate oggi le motivazioni della sentenza che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi. Secondo la Corte d'Assise d'Appello di Milano Stasi avrebbe ucciso la sua fidanzata perché "evidentemente era diventata, per un motivo rimasto sconosciuto, una presenza pericolosa e scomoda, come tale da eliminare per sempre dalla sua vita di ragazzo per bene e studente modello, da tutti concordemente apprezzato". Molto singolare che un vero movente non sia stato individuato dai giudici, che hanno comunque deciso di condannare Stasi al termine di un processo fortemente indiziario.

I giudici hanno formato il loro convincimento basandosi anche sui comportamenti di Stasi, che avrebbe fin da subito cercato di "sviare le indagini, ipotizzando un incidente domestico e progressivamente messo a disposizione degli inquirenti ciò che, nel tempo, assumeva via via qualche interesse investigativo". Secondo i giudici Stasi il 13 agosto 2007 - giorno del brutale omicidio - "è riuscito con abilità e freddezza a riprendere in mano la situazione, e a fronteggiarla abilmente, facendo le sole cose che potesse fare, quelle di tutti i giorni: ha acceso il computer, visionato immagini e filmati porno, ha scritto la tesi, come se nulla fosse accaduto".

Ad alimentare i sospetti dei giudici sarebbe stata anche la Difesa che ha più volte descritto il suo assistito come "la vittima di un caso giudiziario che lo ha costretto per oltre 7 anni a doversi difendere", cosa che ha fatto lo stesso Stasi in occasione delle dichiarazioni spontanee rese il giorno dell'ultima udienza sostenendo "un vero e proprio accanimento nei suoi confronti". Per i giudici del secondo processo d'appello l'unica vittima in questa vicenda è invece Chiara Poggi, "uccisa a 25 anni dall’uomo di cui si fidava e a cui voleva bene, che l’ha fatta definitivamente ‘scomparire’ in fondo alle scale".

Adesso che sono state pubblicate queste motivazioni di condanna (abbastanza deboli ndr), Stasi potrà presentare ricorso alla Suprema Corte di Cassazione.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Delitto di Garlasco, Stasi condannato a 16 anni di carcere

20.30 - Alberto Stasi, in libertà fino a questo momento, resterà a piede libero fino a quando la Corte di Cassazione si esprimerà su questa nuova sentenza. Niente carcere, quindi, a meno che l'accusa non ne chieda l'arresto, ma si tratta di un'ipotesi poco probabile.

20.00 - Occorre ricordare che il verdetto emesso oggi non è definitivo. Sarà necessario attendere che vengano pubblicate le motivazioni della sentenza per capire cosa ha spinto i giudici a ribaltare le sentenze precedenti e come vorranno comportarsi le parti coinvolte. Il ricorso in Corte di Cassazione sembra ormai scontato, ma la conferma arriverà solo quando le motivazioni saranno pubbliche.

19.30 - Colpevole. Alberto Stasi è stato condannato oggi a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Per la prima volta dal delitto di Garlasco, l’ex studente bocconiano ha visto ribaltare tutte le sentenze emesse in precedenza.

La sentenza è stata messa dopo cinque ore di camera di consiglio e a sette anni e mezzo dall’omicidio di Chiara Poggi. Stasi, unico imputato fin dai primi istanti, era stato assolto in tutti i precedenti processi, ma oggi i giudici hanno deciso di accogliere parzialmente la richiesta dell’accusa e, in base agli elementi raccolti in questo nuovo procedimento disposto dalla Corte di Cassazione, hanno condannato il giovane a 16 anni di carcere.

Non 30 anni, come chiesto dal sostituto procuratore generale Laura Barbaini, ma una pena più lieve che tiene conto dell’esclusione dell’aggravante della crudeltà.

Stasi è stato anche condannato a risarcire la famiglia di Chiara Poggi con un milione di euro per il padre, la madre e il fratello. E, come previsto dalla Legge, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e all'interdizione legale durante il periodo della condanna.

Poco prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, Stasi aveva rilasciato una breve dichiarazione spontanea:

Non cercate a tutti i costi un colpevole condannando un innocente. Sono anni che sono sottoposto a questa pressione. Mi appello alle vostre coscienze: spero che mi assolviate.

14.10 - I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Milano si sono ritirati in camera di consiglio. Nuove comunicazioni arriveranno intorno alle 17.30 di oggi. I giudici, a quel punto, potrebbero già emettere la sentenza per Alberto Stasi o comunicare l'orario in cui è la stessa sarà letta.

17 dicembre 2014 - E’ il giorno della sentenza per Alberto Stasi. Oggi, cinque anni dopo il verdetto di primo grado che lo assolse dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, si chiuderà il nuovo processo disposto dalla Corte di Cassazione. La Corte d’Assise d’Appello di Milano deciderà oggi se ad uccidere la giovane di Garlasco sia stato o meno Alberto Stasi.

Per l’accusa non ci sono dubbi e per questo sono stati chiesti 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Per la difesa del giovane, invece, non ci sono elementi che proverebbero la colpevolezza dell’ex bocconiano.

Il processo si è riaperto questa mattina con le repliche del sostituto procuratore di Milano, Laura Barbaini, e dei legali della famiglia Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Campana, e ovviamente della difesa di Alberto Stasi. Poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio e, salvo slittamenti dell’ultimo minuto, ne usciranno nel pomeriggio di oggi con la sentenza.

La famiglia di Chiara Poggi chiede un maxi risarcimento

Giovedì 27 novembre 2014 - Gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, sono intervenuti oggi nell'ambito del processo d'appello bis contro Alberto Stasi che va in scena a Milano e hanno annunciato che chiederanno all'imputato un risarcimento di 10 milioni di euro, evidenziando che ci sono undici gravi indizi, precisi e concordanti, che portano alla conclusione che fu proprio Stasi a uccidere Chiara Poggi.

Gli indizi sono emersi dalle nuove perizie disposte dalla Corte d'Assise d'Appello e in particolare dalla ripetizione dell'esame della camminata che ha stabilito che era impossibile che Stasi, dopo aver scoperto il cadavere di Chiara quel 13 agosto 2007 a Garlasco, non si fosse sporcato le scarpe. E poi ci sono anche i due graffi sul braccio dell'imputato.

Pg: "30 anni di carcere per Stasi"


Lunedì 24 novembre 2014

- Oggi, nell’ultima udienza del processo d’appello bis per l’omicidio di Chiara Poggi, il sostituto procuratore generale di Milano, Laura Barbaini, ha chiesto che l’unico imputato, Alberto Stasi, venga condannato a 30 anni di carcere.

Stessa richiesta, quindi, del processo di primo grado e del processo d’appello, conclusisi entrambi con l’assoluzione di Stasi. Nuova corte, nuovo processo, stessa richiesta. Il motivo è semplice: Stasi, secondo il PG, avrebbe cercato di “ostacolare le indagini con omissioni che sono andate al di là del diritto di difesa”.

Non solo. Nel sottolineare come nelle due sentenze precedenti non sia stato tenuto in considerazione un particolare fondamentale come quello della camminata di Stasi all’interno della villetta del delitto, Barbaini ha ricordato che i nuovi esami disposti hanno accertato senza ombra di dubbio che il giovane non poteva aver compiuto quei passi verso il corpo di Chiara Poggi senza sporcarsi le scarpe.

Alberto Stasi, in definitiva, sarebbe colpevole e per questo, dice il PG, deve essere condannato a 30 anni di carcere. La sentenza è attesa per il prossimo 17 dicembre.

Delitto di Garlasco, si torna in aula: oggi saranno sentiti i 7 nuovi testimoni

Lunedì 3 novembre 2014 - Si torna in aula, oggi, per la nuova udienza del processo bis per l’omicidio di Chiara Poggi. L’udienza di oggi, davanti ai giudici della prima Corte d'Assise d'appello di Milano, sarà dedicata alle nuove testimonianze, quelle sulla famosa bicicletta vista davanti all’abitazione dei Poggi la mattina del delitto, sulle scarpe di Alberto Stasi e i presunti graffi sull’avambraccio del giovane scoperti solo di recente.

Sono sette i nuovi testimoni ammessi dalla Corte d’Assise e oggi saranno in quattro ad intervenire durante l’udienza. Le testimonianze si concentreranno sul presunto scambio di pedali tra la già citata bicicletta nera e quella di colore bordeaux sequestrata ad Alberto Stasi.

Sulle scarpe del giovane e sui pedali della bicicletta non c’erano tracce di sangue e per questo motivo l’accusa è convinta che il giovane, subito dopo il delitto, si sia liberato delle scarpe indossate durante l’omicidio di Chiara Poggi e abbia cambiato i pedali della bicicletta.

L’accusa: “Stasi acquistò un paio di scarpe dopo l’omicidio”

A pochi giorni dalla nuova udienza del secondo processo d’appello per l’omicidio di Chiara Poggi, continuano ad arrivare indiscrezioni sui nuovi elementi che l’accusa avrebbe raccolto in questi mesi contro Alberto Stasi, dal 2007 unico imputato per quel delitto.

Oggi il Corriere Della Sera dà conto di un dettaglio mai emerso prima, non ancora confermato ufficialmente dalla Procura: Alberto Stasi avrebbe acquistato un paio di calzature poco dopo il delitto di Chiara Poggi e avrebbe consegnato agli inquirenti quelle appena comprate invece di quelle indossate al momento della scoperta del corpo della giovane fidanzata.

Si tratta di un elemento di grande importanza, che riuscirebbe a spiegare perchè sulle scarpe del giovane non siano state trovate tracce di sangue della vittima nonostante lui abbia sempre sostenuto di esserci avvicinato al punto da constatarne il decesso.

L’accusa, nel sostenere la colpevolezza di Stasi, ha sempre ritenuto che il giovane si fosse liberato delle calzature indossate al momento del delitto, eliminando di fatto la prova fondamentale della sua responsabilità nell’omicidio di Chiara Poggi. Fino ad ora, però, non sono mai stati raccolti elementi sufficienti a provare quella ricostruzione.

Il procuratore generale Laura Barbaini, secondo il quotidiano, sarebbe pronto a svelare la nuova scoperta in una delle prossime udienze, forse già a quella del 20 ottobre. Molto deve essere ancora verificato, come scrive lo stesso Corsera:

Ora la traccia di quell’acquisto e del pagamento con la carta di credito. Di che tipo di scarpe si trattava? E, soprattutto, com’è stato possibile dopo tutto questo tempo risalire alla spesa e all’articolo comprato? Si saprà in aula se gli accertamenti si fermano allo shopping oppure sono tali da poter ipotizzare un modello preciso di scarpe, e quindi anche di suole.

Che sia davvero questo il tassello mancante in grado di dare una spiegazione alla camminata di Stasi che non ha mai convinto gli inquirenti e che è già stata al centro dell’udienza dello scorso 15 ottobre? Ne sapremo di più nei prossimi giorni.

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Foto | TMNews

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