Vaticano: rinviato il processo contro Wesolowski, accusato di pedofilia. È ricoverato in terapia intensiva

L'ex nunzio ha avuto un malore il pomeriggio del giorno precedente all'udienza.

(L to R) Dominican Foreign Minister Carl

Sabato 11 luglio 2015 - Era in programma per oggi l'avvio del processo all'ex nunzio Józef Wesołowski, l’ex arcivescovo accusato di detenzione di materiale pedopornografico e atti di pedofilia, ma l'imputato non si è presentato alla prima udienza in quanto ricoverato in ospedale per un malore, perciò il presidente del tribunale dello Stato pontificio, Giuseppe Della Torre, ha dovuto rimandare il procedimento a data da destinarsi.

L'avvocato d'ufficio di Wesołowski, Antonello Blasi, ha saputo solo questa mattina che il suo assistito non si sarebbe presentato all'udienza. A quanto pare il malore lo ha colpito ieri pomeriggio ed è stato prima portato al pronto soccorso vaticano, poi in un ospedale italiano dove ora sarebbe in terapia intensiva.

Il promotore di giustizia Gian Piero Milano (ossia il procuratore generale del Vaticano) ha ricevuto la documentazione sanitaria sul ricovero di Wesołowski e ha chiesto la sospensione dell'udienza in base all'articolo 471 del codice di procedura penale vigente in Vaticano.

Arrestato l'ex nunzio Wesolowski


Martedì 23 settembre 2014

È stato arrestato l'ex nunzio Jozef Wesolowski, sotto inchiesta per pedofilia. L'uomo si trova adesso ai domiciliari e sarebbe stato proprio Papa Francesco a chiederne l'arresto. La notizia è stata già confermata dal direttore dell'ufficio stampa del Vaticano, padre Lombardi. Nella nota diffusa si legge infatti: "Oggi il Promotore di Giustizia del Tribunale di prima istanza dello Stato della Città del Vaticano ha convocato l'ex nunzio Mons. Wesolowski, a carico del quale aveva avviato un'indagine penale".

"Al prelato - già condannato in prima istanza dalla Congregazione della Dottrina della Fede alla riduzione allo stato laicale al termine di un processo amministrativo penale canonico - sono stati notificati i capi di imputazione del procedimento penale avviato a suo carico per gravi fatti di abuso a danni di minori avvenuti nella Repubblica Dominicana". Accuse quindi molto gravi, che hanno convinto il Vaticano a procedere all'arresto ai domiciliari.

"La gravità degli addebiti ha indotto l'Ufficio inquirente a disporre un provvedimento restrittivo che, alla luce della situazione sanitaria dell'imputato, comprovata dalla documentazione medica, consiste negli arresti domiciliari, con le correlate limitazioni, in locali all'interno dello Stato della Città del Vaticano. L'iniziativa è conseguente alla volontà espressa del Papa, affinché un caso così grave e delicato venga affrontato senza ritardi, con il giusto e necessario rigore, con assunzione piena di responsabilità da parte delle istituzioni che fanno capo alla Santa Sede".

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