Storie di scomparse: Fabrizio Catalano

La prima storia che raccontiamo nella nostra nuova rubrica, Storie di scomparse, è quella di Fabrizio Catalano, scomparso da Assisi il 21 luglio 2005.

Fabrizio-Catalano-Marcia-Per-La-Pace-2014

Fabrizio Catalano | Seconda edizione concorso letterario

Sono aperte le iscrizioni per la seconda edizione del Concorso letterario dedicato a Fabrizio Catalano. I familiari, che continuano senza sosta a cercare il giovane, vogliono anche in questo modo mantenere viva l'attenzione sulla sua scomparsa. Quest'anno il tema del concorso letterario è quello del 'viaggio':

E’ un concorso di narrativa aperto a chiunque voglia esprimere in prima persona se stesso, i suoi pensieri, le sue esperienze, rivolgendosi a Fabrizio che diventa così il custode dei nostri passi e si tramuta in un Diario di viaggio umano. Sezione A “Caro Fabrizio, ti racconto di un viaggio” - racconto di un viaggio, che si immagina compiuto insieme a Fabrizio - racconto di un viaggio compiuto da soli o con altri, che si immagina rivolto a Fabrizio Sezione B - “Fabrizio inizia ed io concludo” conclusione del racconto già iniziato da Fabrizio all’età di 16 anni (scaricabile dal sito cliccando su questo link) Chi si sentisse particolarmente ispirato e vicino alla sensibilità di Fabrizio può partecipare al concorso, dando una fine al suo racconto.

La scadenza del concorso è il prossimo 31 marzo.

Fabrizio Catalano scomparso | Concorso letterario

L'Associazione Cercando Fabrizio e... per ricordare Fabrizio e tenere viva l'attenzione sul problema delle scomparse, ha indetto un concorso letterario aperto a tutti. Sul sito dell'Associazione leggiamo:

“Caro Fabrizio, ti racconto” è un premio di narrativa aperto a chiunque voglia esprimere in prima persona sé stesso, i suoi pensieri, le sue esperienze, rivolgendosi a Fabrizio, che diventa un amico speciale, il silenzioso confidente che non giudica, a cui si possono rivelare gioie, dolori, segreti, sogni, pensieri. E’ dedicato a chi conosce Fabrizio, ma anche a chi non lo ha mai incontrato, ma sente di essersi affezionato a lui attraverso la sua storia. Abbiamo scelto questo mezzo per avvicinare Fabrizio a ognuno, come un vero compagno di viaggio. È come se lui fosse lì e potesse ascoltare la voce di chi scrive: nella speranza che un giorno possa davvero leggere tutti i testi pervenuti e sorridere del cerchio di solidarietà costruito intorno alla sua storia.

Il premio letterario presentato al Tg3 Piemonte:

Sempre sul sito è possibile scoprire le modalità di partecipazione, i cui termini scadono il prossimo 31 marzo.

caterina-catalano-marciapace2014

Fabrizio Catalano scomparso | Marcia della Pace 2014

Si è svolta oggi, domenica 19 ottobre, la 51esima edizione della Marcia Per la Pace Perugia - Assisi. Come accade ormai dal 2005, i genitori di Fabrizio Catalano, il giovane di Collegno scomparso ad Assisi nel luglio dello stesso anno, hanno preso parte alla Marcia insieme a un gruppo di amici e sostenitori dell'Associazione Cercando Fabrizio e... con una duplice finalità: ricordare Fabrizio e gli oltre 29 mila scomparsi italiani e condividere i valori pacifisti che animano la manifestazione.

Caterina ed Ezio Catalano hanno marciato con le tantissime persone provenienti da tutta Italia già nel 2005, nel 2007, nel 2010 e nel 2011. La speranza è che la loro lotta contro l'indifferenza e l'oblio che vivono le famiglie vittime di una scomparsa possa trovare nuova spinta e nuove ragioni grazie alla Marcia.

Come ogni anno, i familiari e gli amici di Fabrizio hanno allestito un gazebo nei pressi della Basilica di Santa Maria degli Angeli, per dare voce a tutti i familiari delle persone scomparse, mostrando i cartelloni coi volti di figli, madri, padri, fratelli che non hanno ancora fatto ritorno a casa, distribuendo volantini e rispondendo alle domande delle tante persone che si sono fermate con loro.

La speranza, ovviamente, è anche che qualcuno, vedendo i volti di queste persone, possa dare un contributo alle ricerche, con segnalazioni e suggerimenti, cosa che è avvenuta anche oggi. E ogni volta mamma Caterina e papà Ezio si sentono rigenerati dall'affetto e dalla partecipazione di tante persone che marciando condividono con loro speranze e sogni.

Ricordiamo, infine, che l'ultima segnalazione attendibile arrivata ai genitori di Fabrizio è quella dello scorso 25 settembre, quando un autista di bus turistici è certo di aver incontrato un ragazzo a lui molto somigliante nei pressi della stazione Termini di Roma. Segnalazione, quest'ultima, che è nata dopo un passaggio televisivo della storia di Fabrizio a Storie Vere di Raiuno, a riprova del fatto che solo continuando a parlare degli scomparsi si possono aiutare le famiglie ad uscire dal buio e dall'oblio.

Fabrizio Catalano scomparso - la storia

È il 21 luglio 2005 quando si perdono le tracce di Fabrizio Catalano, 19 anni, residente a Collegno (Torino), ma che in quei giorni si trovava ad Assisi, dove frequentava il secondo anno del corso di musicoterapia. Una sparizione, quella di Fabrizio, che lascia la sua famiglia con mille domande senza risposta. Una famiglia che, a distanza di nove anni, non ha ancora perso le speranze di poterlo un giorno riabbracciare.

La storia di Fabrizio è una storia comune a quella di tanti scomparsi. I primi giorni, i primi mesi, le forze dell’ordine e l’opinione pubblica si occupano del caso, al quale vengono dedicate pagine di giornali e puntate di trasmissioni televisive. Ma poi il tempo passa, e le luci dei riflettori si spengono. Ci sono tanti altri scomparsi, un piccolo esercito che supera oggi le 29 mila unità. Le storie da raccontare sono tante, e viene dato spazio a quelle più di attualità, quelle che si guadagnano la risonanza mediatica perché ‘televisive’ e acchiappa-ascolti. Poi ci sono loro, gli uomini e le donne che vengono inghiottiti nel buio e spesso dimenticati.

Dimenticati forse dall'opinione pubblica e dalle forze dell’ordine, ma non dalle famiglie, che continuano – spesso da sole – nella loro disperata ricerca. E così ecco i volantini, i siti, le pagine Facebook , il passaparola, tutto quello che può servire per tenere alta l’attenzione, per impegnare le ore, i giorni, i mesi e gli anni senza notizie, per aggrapparsi alla speranza di riuscire un giorno a capire cosa possa essere successo. Lo spiega molto bene un recente articolo a firma Simone Toscano, inviato di Quarto Grado che ben conosce la materia di cui parliamo.

C’è un altro grande problema che spesso le famiglie si trovano ad affrontare: quando chi scompare è maggiorenne la burocrazia si mette di traverso, con un richiamo non sempre condivisibile al diritto alla privacy. A volte, infatti, si tratta di un pretesto per giustificare un trattamento di serie b, un mancato interessamento alle sorti dello scomparso di turno e alla tragedia dei familiari. Perché, purtroppo, non tutte le scomparse sono uguali.

Fabrizio Catalano - Storie di scomparse

Partiamo da Fabrizio, oggi, per due motivi: primo perché è una storia che conosco personalmente, avendola seguita fin dai primi momenti e avendo conosciuto Caterina ed Ezio, i suoi genitori; secondo perché è grazie alla storia di Fabrizio, e all’impegno di mamma Caterina, che oggi tante altre mamme hanno una speranza e la certezza di non essere sole nella loro lotta per la verità.

Caterina ha infatti fondato una associazione, Cercando Fabrizio e..., che ha lo scopo di aiutare le famiglie degli scomparsi ad affrontare una tragedia che potrebbe davvero toccare ognuno di noi. Una tragedia che, spessissimo, le famiglie si trovano a dover fronteggiare da sole, senza l’aiuto delle istituzioni, nella maggior parte dei casi impreparate ad affrontare questa emergenza.

Oggi vogliamo parlare di Fabrizio, dedicando a lui questo spazio che speriamo possa servire per arrivare, un giorno alla verità. Perché mamma Caterina, papà Ezio e suo fratello Alessio non si arrenderanno fino a quando non sapranno cosa gli è accaduto. È il 21 luglio 2005, dicevamo, e il ragazzo, che si trovava ad Assisi da pochi giorni, fa perdere le sue tracce lungo il sentiero francescano che dalla città serafica raggiunge il santuario de La Verna.

Su quel sentiero lo incontrano sicuramente delle persone il giorno seguente, ed è lungo quella strada che, domenica 24 luglio, viene ritrovata la sacca del giovane, contenente i documenti e alcuni effetti personali. Il resto verrà ritrovato nella casa che Fabrizio condivideva ad Assisi con delle compagne di corso: ci sono il cellulare, ancora in carica, gli indispensabili occhiali da vista (dato che Fabrizio è molto miope), e tutti i suoi vestiti. È come se il ragazzo si sia allontanato temporaneamente per poi tornare a casa. Sono passati, però, nove lunghi anni.

Fabrizio Catalano - Storie di scomparse

Fabrizio - molto religioso, impegnato nel volontariato, studioso - ha una grande passione: la musica. Con sé, il giorno della scomparsa, ha quindi portato la sua chitarra, dalla quale non si separava mai. Chitarra che però viene ritrovata, sullo stesso sentiero francescano, sette mesi dopo. È il 13 gennaio quando un cacciatore la ritrova, dentro la sua custodia, nei pressi dello stesso sentiero. Lo strumento musicale e la sua custodia sono in ottimo stato, come se fossero state abbandonate lì da poco tempo, peraltro in una zona molto frequentata dai cacciatori. Il luogo si trova ad alcuni chilometri da Valfabbrica, dove era stata rinvenuta la sacca sei mesi prima. Qualcuno le ha abbandonate lì di proposito, a distanza di tempo, per lanciare un messaggio?

Le ricerche di Fabrizio nella zona della scomparsa sono state poche e non sempre ben organizzate. Solo due anni dopo, grazie all'ostinazione di mamma Caterina, viene organizzata una imponente battuta di ricerca in quelle zone impervie, a cui partecipano circa 300 persone tra volontari e forze dell’ordine, senza alcun risultato. Forse, se le stesse ricerche fossero iniziate subito dopo la scomparsa, si sarebbe arrivati a una diversa soluzione.

L’idea che i familiari e gli amici di Fabrizio si sono fatti è che il giovane possa aver risposto a una chiamata vocazionale o a una crisi mistica, trovando accoglienza, probabilmente, in una delle numerosissime comunità religiose della zona, e non tutte ufficiali. Durante le battute di ricerca i familiari e gli amici hanno bussato a molte di quelle porte, che sono spesso rimaste tristemente chiuse. Mamma Caterina ha scritto a tutte le comunità della zona, religiose e non - oltre 300 - ricevendo ad oggi solo una decina di risposte.

Fabrizio Catalano - Storie di scomparse

Fabrizio, poi, scompare a fine luglio, quando il programma Chi l’ha visto è in ferie. Passano quindi parecchie settimane, prima che in televisione, su una rete nazionale, passi il primo appello dei familiari. A Caterina ed Ezio, nei primi momenti, non resta che rimboccarsi le maniche e preparare delle locandine con cui tappezzare Assisi e i luoghi intorno a quello della scomparsa. Le numerose segnalazioni arrivate, soprattutto dopo i servizi di Chi l’ha visto, non portano a nulla. Dov’è Fabrizio? È questa la domanda che Caterina continua a farsi, senza mai arrendersi, senza perdere la speranza di poter un giorno riabbracciare suo figlio.

Ma Caterina non si ferma al suo dramma personale e familiare: l’esperienza maturata in questi nove lunghi anni di attesa senza resa la mette a disposizione di chi si trova nella sua stessa situazione, di altre mamme e di altri papà alla disperata ricerca dei propri figli. E così nasce prima un comitato e poi un’associazione, che riunisce alcuni dei familiari delle persone scomparse.

Caterina, insieme all'amica Marilù Tomaciello, ha inoltre scritto un libro, Cercando Fabrizio – Storia di un’attesa senza resa, in cui racconta i momenti successivi alla scomparsa di suo figlio, fino ad arrivare a due anni dopo, i primi due anni di ricerche senza tregua. La speranza della donna è che il libro, passando di mano in mano, possa un giorno arrivare a Fabrizio e possa ricondurlo a casa. Oggi il libro è in ristampa e la prossima edizione che verrà pubblicata conterrà un aggiornamento su questi nove anni.


Fabrizio Catalano - Storie di scomparse

Fabrizio Catalano - Storie di scomparse

(nella foto, Fabrizio con mamma Caterina)

Fabrizio Catalano scomparso - l'intervista a mamma Caterina

Cosa significa per una famiglia dover vivere nell'attesa per anni?

Significa vivere a metà. Una famiglia senza notizie è una famiglia mutilata e sopravvive appesa a un filo fatto di speranza e angoscia. Ogni tanto ti sollevi, cerchi di pensare positivo e di aggrapparti a una speranza, e poi ci sono invece i momenti di disperazione più assoluta. Persino i momenti felici hanno un altro sapore, non godi più appieno della vita, delle gioie. Ogni volta che senti una brutta notizia, che si tratti di una scomparsa o di un corpo ritrovato, il dolore si amplifica, perché lo vivi sulla tua pelle. Quindi assorbi anche queste notizie in maniera diversa, perché vivi nell'incertezza. La tua routine - come ha scritto mio figlio Alessio nel libro - viene sconvolta. E c'è una domanda che ti assilla ogni giorno: "Perché a me? Fabrizio dov'è?". Questo è vivere nell'attesa.

Cosa credi si sarebbe potuto fare e non è stato fatto per cercare Fabrizio?

Intanto delle ricerche tempestive e fatte con competenza, e invece ci siamo scontrati con tanta impreparazione, superficialità e pressapochismo. L'ipotesi dell'allontanamento volontario ha fatto perdere i primi momenti che sono i più importanti, e poi il fatto che Fabrizio avesse ormai compiuto la maggiore età. A questo aggiungi che il fatto che la scomparsa sia capitata nel mese di luglio ci ha penalizzato nella ricerca. Noi stessi genitori eravamo impreparati: ti ritrovi in questo tsunami, senza sapere che fine ha fatto tuo figlio. Ma il vero problema è quando ti trovi davanti l'impreparazione degli organi preposti, che non ti aiutano a superare quel grande momento di confusione in cui non sai come fare. Avere un tabulato telefonico a un anno e mezzo dalla scomparsa, ad esempio, non serve a nulla, perché se tu poi vai a sentire un'amica a tanti mesi di distanza mica si ricorda cosa si sono detti.

Per quanto riguarda i media, il vero problema è stato che la trasmissione Chi l'ha visto in quel periodo era in pausa estiva e quindi siamo partiti in ritardo. I giornali cartacei, invece, in quel periodo erano impegnati con il gossip estivo. La comunicazione, inoltre, a volte non passa come dovrebbe passare, perché forse non dovrebbero essere i familiari a doversi esporre in prima persona, ma gli organi preposti, che hanno un'altra autorevolezza.

Hai mai pensato di arrenderti?

Mai. Di fronte alla scomparsa di un figlio non ci si arrende mai. Fino a quando ne avrò le forze continuerò a cercare mio figlio e a sostenere chi, come me, vive nell'attesa di verità e giustizia. Credo sia naturale. Ora per me non si tratta più solo di Fabrizio, ma di mille Fabrizi. Trovare un altro ragazzo o un'altra persona scomparsa, mi renderebbe felice. Perché mi aiuterebbe a tenere viva la mia speranza. Mettermi al servizio degli altri è ciò che ancora di più mi spinge a non arrendermi mai. Questo messaggio deve passare anche agli altri: bisogna continuare a lottare, perché non ci si può arrendere a questo, perché gli scomparsi non devono continuare a crescere.

Ti sei fatta un'idea di quello che potrebbe essere successo a Fabrizio?

Nessuna idea, ma tanta confusione e una sola speranza, quella di ritrovarlo, che stia bene. Le tre ipotesi che ho sempre in mente sono o che Fabrizio abbia perso il senso della realtà e abbia trovato asilo in un eremo. E questa è la speranza a cui mi aggrappo di più, sia perché corrisponde a ciò che era Fabrizio - la sua profonda religiosità - ma poi perché io ho avuto testimonianze che hanno avvalorato questa ipotesi, di persone che hanno vissuto la stessa esperienza. L'altra ipotesi - che io come mamma nego e non potrebbe essere diversamente, visto che io lo cerco sempre vivo - è quella dell'incidente, della morte. Una possibilità che io rifiuto, ma a cui ogni tanto per forza penso. E infine, la terza ipotesi è che lui stia vagando senza memoria e senza nemmeno la sua chitarra nel mondo dei clochard. Purtroppo non ci sono certezze, e quindi io continuo a sperare. Anche perché io non posso e non voglio pensare che Fabrizio non ci sia più. E se così dovesse essere io lo voglio sapere, devo saperlo.

Ci sono state, in tutti questi anni, delle segnalazioni attendibili?

Nel corso di questi lunghi anni sono arrivate molte segnalazioni, alcune delle quali più attendibili di altre, altre che poi non hanno portato a nulla. Molte segnalazioni le ho avute in occasione dei passaggi televisivi, e quindi credo sempre che l'importante sia che se ne parli perché noi non vogliamo farli scomparire. Finché rimane vivo il ricordo, rimane viva anche la speranza. Spesso accade che le segnalazioni riguardino magari non Fabrizio, ma altri ragazzi in difficoltà, che sono certamente figli di qualcuno e che quindi andrebbero aiutati.

Per farti un esempio, pochi giorni fa, dopo la mia partecipazione a Storie Vere su Raiuno di venerdì 26 settembre, è arrivata una segnalazione da un autista di bus turistici di Roma. Questo signore non solo mi ha contattata attraverso il sito, ma ha anche fatto una denuncia presso un Commissariato, dichiarando di aver riconosciuto Fabrizio in un ragazzo in difficoltà, con lo sguardo perso, incontrato il 25 settembre scorso nella zona della Stazione Termini, a Piazza dei Cinquecento. L'autista racconta che a un certo punto, davanti al suo autobus, si è ritrovato questo giovane molto somigliante a Fabrizio, con i capelli lunghi e non curati e con indosso una tuta da ginnastica nera. Il signore è anche sceso dall'autobus per invitare il giovane, fermo davanti al mezzo, a spostarsi, rendendosi conto che era confuso. Lo ha guardato in volto ed è quasi certo si tratti di Fabrizio. Anche il suo collega sembra aver riconosciuto in quel ragazzo mio figlio. Il giorno dopo, quando ha visto la storia di Fabrizio in tv, questo signore è andato a fare la denuncia in Commissariato. In quei giorni mi trovavo a Roma e così sono tornata più volte sul posto, senza però trovare il ragazzo.

Cosa consiglieresti a una famiglia che si trovasse a vivere i primi momenti di una scomparsa?

Consiglierei di gridare subito aiuto e di pretendere che le ricerche siano immediate. Poi di diffondere subito via web la storia della scomparsa. Purtroppo quando è scomparso Fabrizio questo strumento era ancora poco utilizzato, penso ad esempio ai social network che sono uno strumento preziosissimo. Raccogliere e segnalare i segni particolari, le abitudini e i posti frequentati. Ma ribadisco che, secondo me, la cosa fondamentale è pretendere che le ricerche partano subito, anche quando si pensa a un allontanamento volontario.

Quali pensi possano essere i passi necessari da fare per migliorare la situazione dei familiari delle persone scomparse?

Innanzitutto la formazione agli organi preposti, a chi deve accogliere la denuncia di scomparsa. Qualcosa nel frattempo è migliorata, come ad esempio l'accoglimento immediato della denuncia, ma tanto può essere ancora fatto. Penso ad esempio ai tanti cadaveri senza nome negli obitori: non esiste una banca dati o una banca del dna a cui fare riferimento per i confronti. Per quanto riguarda mio figlio, ad esempio, l'esame del dna non è mai stato fatto. Esiste ora un registro, che è stato messo in rete, con le caratteristiche dei cadaveri senza nome degli obitori, ma ci sono così pochi elementi in queste schede che non è facile fare dei confronti. Poi, la cosa incredibile, è che te le devi cercare tu, sei tu a dover verificare in questo elenco se c'è qualcosa che possa far pensare a tuo figlio. Inoltre, non esiste nessun sostegno psicologico ai familiari delle persone scomparse, che si ritrovano da sole davanti a una dramma di tale portata, senza alcun supporto. Quando Fabrizio è scomparso, l'altro mio figlio, Alessio, aveva solo 16 anni e io mi sono trovata a dovergli dare le spiegazioni su cose di cui anche io ero all'oscuro. Questo non deve più accadere. Infine, non è accettabile che il fascicolo di una scomparsa venga archiviato, fino a quando non si scopre cosa è accaduto. E invece questo accade, e troppo spesso.

Fabrizio Catalano - Storie di scomparse

(nella foto, Fabrizio con i genitori Ezio e Caterina)

Per segnalazioni o domande su Fabrizio potete scrivere a aspettandofabrizio@libero.it, verificare sul sito FabrizioCatalano.it o sulla pagina Facebook Fabrizio dove sei?; per contattare la redazione, su questo o altri casi, potete invece scrivere a info@crimeblog.it o dani.bellu@gmail.com

  • shares
  • +1
  • Mail