Non ci sono foto (qui a lato c’è Domenico Bidognetti): ripubblichiamo quelle dei soci, di Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia. La sua, manca: Setola è ancora in fuga, è lui il tassello che manca ancora agli inquirenti per concludere l’operazione contro i cani sciolti casalesi rimasti. Giuseppe Setola, come vi avevamo raccontato, è uno che gode della considerazione di un criminale psicopatico tra i suoi colleghi camorristi.
C’è chi lo definisce, come il pentito Luigi Diana, “Un macellaio”, altri si limitano a confermare che si tratti di uno squilibrato pericoloso. Era uno che voleva crescere in fretta secondo i carabinieri che gli stanno addosso, uno che voleva risorgere, fondando un nuovo clan dalle ceneri del precedente, il clan Bidognetti, “infamato” dal pentimento di Domenico.
Del resto non si sa molto altro: si sa della fuga dall’ospedale, di cui vi avevamo raccontato in passato
Setola (…) è evaso facilmente dai domiciliari dopo che in una clinica di Pavia gli avevano diagnosticato una «grave patologia retinica». Ha utilizzato lo stesso escamotage dei boss Michele Zagaria e Walter Schiavone, scappati pure loro rocambolescamente da strutture sanitarie: il primo per un’ernia cervicale, il secondo per anoressia provocata da digiuno in cella
Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia: il gruppo di fuoco dei Casalesi






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