
Giuseppe Setola è ancora in fuga. Ma il blitz di ieri ha portato all’arresto di tre dei presunti esecutori materiali del massacro di Castel Volturno. E’ Gaetano Vassallo a raccontare di questi tre camorristi che l’inverno scorso, dopo il pentimento di Domenico Bidognetti, decidono di mettersi in proprio per quanto riguardava le loro attività criminose. Decidono di mettersi in proprio, e di formare un clan per conto loro
Alessandro Cirillo, del peso corporeo che supera il quintale, e’ ricercato per delitti commessi nel 1994 e nel ‘96. Oreste Spagnuolo, invece e’ considerato uno dei piu’ abili del gruppo di fuoco che ha iniziato a spargere sangue nel casertano dall’omicidio di Umberto Bidognetti padre del collaboratore di giustizia avvenuto il 2 maggio scorso. Giovanni Letizia e’ considerato invece un abile guidatore e non si esclude che proprio lui fosse alla guida dell’auto dei killer della strage degli immigrati a Castelvolturno. E’ stato accanto a Luigi Guida detto ‘o’ drink’, napoletano del quartiere Sanita’ passato a servizio con i Casalesi
Tra i beni sequestrati a questi camorristi che non avevano nulla, che so, della vita spartana di un mafioso come Bernardo Provenzano - all’avvocato del clan, Mario Natale, è stata sequestrata una Ferrari 550 - immobili per circa dieci milioni di euro, oltre ad armi da guerra come Uzi e Kalashnikov, “la paranza” come la chiamavano i Casalesi. Tra gli arrestati eccellenti anche Giuseppina Nappa, moglie di Francesco Schiavone, detto Sandokan. Una che quando le sono entrati i carabinieri in casa ha avuto la faccia di affermare:
“Che vi credete adesso, che avete salvato l’Italia?”
Il guaio è un altro però: e se avesse ragione lei?
Foto | Corriere e Repubblica
Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia: il gruppo di fuoco dei Casalesi





