Procura di Milano, nuovo esposto di Robledo contro Bruti Liberati

L'aggiunto sarebbe stato escluso da alcuni interrogatori

Continua la battaglia a colpi di carte tra i due pesi massimi della procura di Milano, il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e il suo aggiunto a capo del pool per i reati contro la pubblica amministrazione Alfredo Robledo.

Quest'ultimo, già protagonista di un altro esposto presentato diversi mesi fa e terminato con un clamoroso colpo di spugna, chiesto anche piuttosto chiaramente direttamente dal Capo dello Stato, torna alla carica nei confronti del capo della procura, contestandogli di averlo escluso da alcuni interrogatori di un filone dell’inchiesta Expo (affidata al dipartimento presieduto proprio da Robledo).

Il sipario, parafrasando il titolo di un vecchio thriller, è stato dunque strappato: non era tempo per i titoli di coda e le vaghe insaponate per lavare panni sporchi. Alfredo Robledo, si legge nell'esposto presentato la scorsa settimana al Csm (il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura ha affidato il fascicolo alla VII Commissione proprio oggi) torna alla carica muovendo, punto dopo punto, nuove accuse al capo della procura.

Le ingerenze nelle indagini, i ritardi nell'affidamento dei fascicoli, l'arbitrarietà nella distribuzione dei carichi di lavoro, tutte criticità già emerse nel precedente esposto di Robledo, cui oggi si aggiunge quello che, nelle parole dell'aggiunto, è un vero e proprio abuso: quello di Coordinatore dell'Area Omogenea ExPo.

Proprio mentre il Csm decideva di chiudere l'armadio degli scheletri della procura di Milano gli indagati nell'inchiesta Expo Angelo Paris (ex manager di Expo2015 Spa) e Antonio Rognoni (ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde), arrestati l'8 maggio scorso, venivano interrogati nell’ambito degli approfondimenti sull’appalto "Piastra", uno dei più ricchi dell'intero panorama ExPo.

Ad interrogare i due c'erano tre pm del pool per i reati contro la pubblica amministrazione, Paolo Filippini, Giovanni Polizzi e Roberto Pellicano, ma non il capo del pool Alfredo Robledo: il motivo è in una email di Bruti Liberati del 18 giugno scorso allo stesso Robledo, nel quale il capo "interdiva" l'aggiunto dall'interrogatorio.

“Non c’è invero nessuna ragione per cui io non possa partecipare a quegli atti, rispetto ai quali sono, anzi, in grado di garantire l’essenziale patrimonio conoscitivo che consente la migliore comprensione della vicenda processuale, essendo stato titolare fin dalla sua origine.”

Una condotta "illegittima", scrive Robledo in questo suo nuovo esposto all'organo di autogoverno delle toghe, che secondo il blog Giustiziami potrebbe esprimersi in tempi brevissimi in virtù della precisione delle accuse mosse al procuratore capo.

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