Omicidio di Yara, parla il fratello di Elisa Claps: “ho dei dubbi su Bossetti”

Gildo Claps, intervistato da Il Tempo, parla del caso di Yara e delle analogie con quello di sua sorella, Elisa Claps.

Nel già ricchissimo dibattito mediatico sulla colpevolezza o l’innocenza di Massimo Bossetti, in carcere perchè sospettato di essere l’assassino della giovane Yara Gambirasio, si inserisce oggi anche il fratello di Elisa Claps, la giovanissima uccisa a Potenza il 12 settembre 1993 e ritrovata cadavere nel marzo 2010.

I punti in comune col caso di Yara ci sono, impossibile negarlo, e anche nella vicenda di Elisa Claps, conclusasi con una condanna in appello a 30 anni di carcere per Danilo Restivo, fu fondamentale l’esame del DNA. Gildo Claps, però, mette in guardia:

Sicuramente è stato un tassello fondamentale l’esame del Dna, ma il quadro indiziario era decisamente più preciso nel caso di mia sorella rispetto a quello di Massimo Bossetti. […] Posso sicuramente sperare che la vicenda Gambirasio si risolva il prima possibile, ma ho qualche timore. L’esame del dna, secondo quanto sostengono gli inquirenti, darebbe la certezza della responsabilità di Massimo Bossetti, ma ho paura che processualmente non sia sufficiente l’accertamento scientifico per dire con certezza che sia lui il colpevole.

Le due famiglie, quella di Elisa Claps e quella di Yara, è lo stesso Gildo ad ammetterlo nell’intervista concessa al Tempo, sono state in contatto in questi anni, da quando il corpo della giovane atleta di Brembate di Sopra fu ritrovato a una decina di chilometri da casa, ma il caso di Elisa è stato di più facile soluzione:

Danilo Restivo era già indiziato da anni perché aveva altri episodi di violenza alle spalle, era fuggito da Potenza dopo la scomparsa di Elisa e andò in Inghilterra […] Sono stati molti, ma tra questi anche il fatto che a Restivo trovarono una scatola in casa dove conservava le ciocche dei capelli che tagliava alle donne. Diverse infatti le denunce di ragazze alle quali Restivo avrebbe tagliato i capelli mentre si trovavano sull’autobus. Un aspetto che è andato a consolidare la tesi accusatoria della magistratura.

Elementi, questi, a cui si è aggiunta la prova regina, il DNA, che ha confermato l’intero impianto accusatorio. E la condanna a 40 anni di carcere in Inghilterra per un altro delitto ha segnato un punto a favore per l’accusa. Nel caso di Yara, però, le cose sono un po’ diverse e Gildo ci tiene a ricordare che sono necessari altri elementi:

Per Bossetti comunque resto timoroso. Non escludo infatti che in mano agli investigatori ci possano essere altri elementi utili a chiudere il cerchio e dare così un sospiro di sollievo anche ai familiari di Yara Gambirasio che da quasi quattro anni stanno aspettando di conoscere la verità sulla morte della ragazza di 13 anni. […] Penso che siano necessari altri elementi investigativi che vadano a rafforzare l’impianto accusatorio e saldare quindi la prova scientifica.

Le indagini sul caso di Yara proseguono, mentre quello di Elisa Claps è sempre più vicino alla sua conclusione: la parola fine sarà scritta dalla Corte di Cassazione con l’ultimo grado di giudizio.

Elisa Claps - la Chiesa della Santissima Trinità di Potenza


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